Luce e gas, novità di primavera: cosa succederà alle bollette

Primo taglio sulle bollette delle utenze domestiche ma è solo un accenno. I prezzi sono destinati a restare su standard medio-alti.

 

Chissà che ad aprile non decida davvero di arrivare la primavera. Almeno per quel che riguarda i nostri risparmi. Dopo un inverno di rincari diffusi, la mezza stagione potrebbe alleviare le sofferenze del portafogli.

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I costi delle utenze potrebbero infatti scendere con l’arrivo del prossimo mese, allontanandosi dalle cifre record avute fra ottobre e febbraio. Pur mantenendosi su livelli sostanzialmente alti. In sostanza, per il secondo trimestre del 2022, si registrerà una prima flessione dei prezzi rincarati, non ancora imponente ma comunque utile ad ammortizzare la sofferenza economica dell’ultimo periodo. Un primo passo se non altro, utile a rientrare nei ranghi con le spese mensili in attesa che la situazione migliori. Cosa obiettivamente non facile visti i tempi ma i primi segnali positivi potrebbero segnare l’inizio di una nuova fase.

L’aggiornamento pubblicato dall’Autorità di regolazione per energia reti e ambienti (Arera), ha reso note le percentuali da tenere in considerazione per il calcolo approssimativo delle bollette di luce e gas. Quest’ultimo in particolare, soggetto a rincari storici negli ultimi mesi, andrà giù di circa il 10%, mentre l’energia elettrica calerà del 10,2%. Saranno circa 30 milioni le utenze coinvolte, che beneficeranno dell’intervento governativo direttamente sulle spese sostenute da famiglie e imprese (6 milioni quelle interessate). La spesa media si attesta a 948 euro a famiglia per la luce, mentre per il gas si sale a circa 1.652.

Bollette in discesa (di poco): le ragioni della flessione

Una discesa non vertiginosa ma comunque importante. Va comunque tenuto in considerazione il ripristino dell’ora legale, quindi con un’ora in più di luce, e l’ormai entrata primavera, che ridurrà progressivamente l’uso del gas per gli impianti di riscaldamento. Oltre che a qualche strategia di risparmio domestico. L’auspicio dei consumatori, però, è che il calo che arriverà ad aprile non resti un episodio isolato. Come spiegato a Money.it dal presidente di Arera, Stefano Besseghini, la flessione delle spese, in questo momento, si deve innanzitutto alla diminuzione dei costi di acquisto dell’energia elettrica, alla quale vanno aggiunti gli interventi di azzeramento degli oneri generali da parte del Governo-. Una misura da circa 3 miliardi di euro. Per quanto riguarda il gas, invece, la ragione principale è la normale flessione dell’approvvigionamento, oltre alla riduzione degli oneri di sistema pari all’8,8%.

Provvedimenti che agiranno nell’immediato e che, per circostanze fortuite, rischiano di non rideterminare il prezzo delle utenze, soprattutto del gas, su standard normali. La crisi, secondo Besseghini, potrebbe rientrare gradualmente entro il 2024 ma i prezzi del gas naturale resterebbero ben al di sopra della media storica. In sostanza, se anche la guerra in Ucraina dovesse finire a breve e le sanzioni russe cessare, l’impatto del conflitto avrebbe comunque generato effetti con cui fare i conti a lungo termine. Per il momento ci si dovrà accontentare di una prima inversione di tendenza e sperare che i prossimi mesi portino maggiore stabilità, soprattutto sui mercati. La sensazione, però, è che con gli standard più elevati toccherà farci i conti ancora a lungo.