Lavori usuranti, andare in pensione in anticipo è possibile, ma occhio alla data: rischio beffa

Coloro che svolgono lavori usuranti possono uscire anticipatamente dal lavoro, ma occhio a questa data. La beffa è dietro l’angolo.

Occhio alle domande di riconoscimento dello svolgimento di lavori particolarmente faticosi e pesanti. Entriamo nei dettagli e vediamo cosa c’è da sapere in merito.

lavoro usurante pensione
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Il lavoro nobilita l’uomo consentendoci di attingere a quella fonte di reddito necessaria per riuscire a far fronte alle varie spese quotidiane, quali ad esempio bollette e l’alimentazione. Dall’altro canto non si può negare come spesso l’attività lavorativa si riveli essere fonte di problemi oltre che di stanchezza. Una situazione che risulta ancora più pesante nel caso in cui si svolgano lavori particolarmente faticosi.

Non stupisce, quindi, che siano in molti a non vedere l’ora di poter finalmente andare in pensione e staccare la spina. Ebbene, proprio in tale ambito, pertanto, interesserà sapere che coloro che svolgono lavori cosiddetti usuranti possono uscire anticipatamente dal lavoro. A tal proposito, però, è importante prestare attenzione a questa data. Entriamo quindi nei dettagli e vediamo tutto quello che c’è da sapere in merito.

Lavori usuranti, andare in pensione in anticipo è possibile, ma occhio alla data: cosa c’è da sapere

Per poter accedere alla pensione, come risaputo, bisogna essere in possesso di determinati requisiti sia dal punto di vista contributivo che anagrafico. Ma non solo, abbiamo già avuto modo di vedere come, ad esempio, per poter ottenere la pensione di vecchiaia sia fondamentale anche la presenza di un terzo requisito. In assenza di quest’ultimo, infatti, non è possibile ottenere l’assegno.

Una chiara dimostrazione di come, per poter ottenere il trattamento pensionistico, sia fondamentale rispettare determinati parametri. Ebbene, proprio in tale ambito si invita coloro che svolgono lavori cosiddetti usuranti e che desiderano uscire anticipatamente dal mondo del lavoro a prestare attenzione ad una certa data. Ma per quale motivo e soprattutto quali potrebbero essere le conseguenze?

Entrando nei dettagli ricordiamo che entro il prossimo 1° maggio bisogna presentare la domanda di riconoscimento dello svolgimento di lavori particolarmente faticosi e pesanti. Una scadenza, quest’ultima, a cui devono prestare attenzione, come già detto, i soggetti che svolgono lavori usuranti, il cui perfezionamento dei requisiti per il pensionamento anticipato avviene nel 2023.

Lavori usuranti, andare in pensione in anticipo è possibile: domande all’Inps entro il 1° maggio

I soggetti interessati, come già detto, devono presentare entro il prossimo 1° maggio domanda di riconoscimento dello svolgimento di lavori particolarmente faticosi e pesanti, utilizzando il modello AP45. In seguito bisogna comunque presentare un’ulteriore richiesta per l’ottenimento del pensionamento anticipato.

Ma cosa succede se non si presenta apposita domanda all’Istituto Nazionale della Previdenza Sociale entro il prossimo 1° maggio? Ebbene, in base a quanto si evince dal messaggio Inps numero 1201 del 16 marzo 2022,

la presentazione della domanda di riconoscimento del beneficio oltre il termine del 1° maggio 2022 comporta, in caso di accertamento positivo dei requisiti, il differimento della decorrenza del trattamento pensionistico anticipato pari a:

  • un mese, per un ritardo della presentazione inferiore o pari a un mese;
  • due mesi, per un ritardo della presentazione compreso tra un mese e due mesi superiore
  • a un mese e inferiore a tre mesi;
  • tre mesi, per un ritardo della presentazione pari o superiore a tre mesi“.

Lavori usuranti, andare in pensione in anticipo è possibile: comparto scuola e AFAM

Sempre attraverso il messaggio dell’Istituto Nazionale della Previdenza Sociale poc’anzi citato, inoltre, sono state fornite apposite indicazioni in merito ai lavoratori del comparto scuola e Alta Formazione Artistica e Musicale, ovvero AFAM.

Entrando nei dettagli, in quest’ultimo caso il differimento mensile “non trova applicazione e il trattamento pensionistico anticipato non può avere decorrenza anteriore rispettivamente al 1° settembre e al 1° novembre dell’anno di maturazione dei requisiti”.

Nel caso in cui i lavoratori del Comparto scuola e Alta Formazione Artistica e Musicale presentino domanda oltre la data del 1° maggio 2022, pertanto, “in caso di accertamento positivo dei requisiti, il differimento della decorrenza della pensione al 1° settembre e al 1° novembre dell’anno successivo a quello di maturazione dei requisiti“.