Conto corrente cointestato, le regole del 2022: c’è una cosa che non tutti sanno

Conto corrente cointestato, scioglieremo i dubbi sul numero massimo di cointestatari previsto dalla normativa in vigore.

Il Codice Civile disciplina il conto corrente cointestato e stabilisce regole e direttive da seguire per non rischiare verifiche dal Fisco.

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Il conto corrente cointestato permette a tutti i titolari di agire sul conto ma occorre sapere che ci sono dei paletti da rispettare per non rischiare di indispettire il Fisco e convincere l’ente ad effettuare delle verifiche. La tipologia del conto in primis sottende alcune direttive specifiche da seguire in relazione alle operazioni da poter compiere oppure no. Bisogna prestare attenzione a chi versa il denaro e a chi lo preleva dato che il fatto che il conto sia cointestato non significa che lo siano anche i soldi. Un altro aspetto da conoscere riguarda il numero massimo di cointestatari. Cosa afferma il Codice Civile al riguardo?

Conto corrente cointestato, qual è il numero massimo di cointestatari

Partiamo dal presupposto che il conto corrente può essere cointestato a moglie e marito, genitore e figlio ma anche a parenti e amici. Secondo la Legge non esiste un numero massimo di cointestatari per conto. Il Codice Civile stabilisce, infatti, che il conto può avere anche due o più titolari.

Inoltre, non occorre che tra i cointestatari ci sia necessariamente un legame di parentela. Come lo richiedono due coniugi possono richiederlo i soci di un’azienda, di cooperative o semplicemente un gruppo di amici, ad esempio i coinquilini per gestire più efficacemente le spese. Due persone, cinque, dieci, non c’è alcun limite al numero di titolari del conto secondo la normativa vigente nel 2022. Come accennato in precedenza, però, ci sono delle regole da rispettate e in caso di un numero eccessivo di cointestatari diventa molto difficile riuscire a non violarle.

Tipologie di conto e caratteristiche

I conti cointestati sono di due tipologie. Esiste il conto a firma congiunta e quello a firma disgiunta. Il primo consente ai titolari di compiere operazioni unicamente solo previa autorizzazione da parte di tutti gli altri cointestatari. Ogni movimento, dunque, è legato alla firma di tutti i titolari del conto. E’ facilmente comprensibile come un numero eccessivo di cointestatari comporti difficoltà notevoli ogni qualvolta si debba compiere un’operazione.

Il conto corrente cointestato a firma disgiunta, invece, permette ad ogni intestatario di agire in autonomia effettuando prelievi, bonifici, pagamenti senza dover ottenere il consenso degli altri titolari. Decisamente più pratico in presenza di tanti cointestatari ma il rischio di raggiri è più alto. Citiamo, infine, il conto misto che prevede una certa libertà di azione ma la necessità del consenso per alcune specifiche operazioni. Potrebbe essere la soluzione ideale per un gruppo di amici oppure di soci in affari. Fidarsi è bene, non fidarsi – quando si tratta di soldi – è meglio.