Residenza, mai dichiarare il falso: il Fisco (e non solo) stanga i furbetti

Dichiarare una residenza falsa significa commettere un reato. Con possibili ed eventuali aggravanti. E potrebbe scattare persino l’illecito penale.

 

Quando si tratta di confrontarsi con il Fisco, è decisamente consigliabile agire con la massima trasparenza. A nessuno, infatti, conviene inerpicarsi sui pericolosissimi sentieri delle dichiarazioni false.

Residenza dichiarazione falsa
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Da un lato perché, chiaramente, si tratta di illeciti. Dall’altro perché, in caso i controlli arrivassero, chi infrange la legge incorrerebbe in sanzioni estremamente pesanti. Questo vale per tutti gli aspetti della macchina fiscale, o quantomeno qualsiasi ambito possa essere interpretato in modo soggettivo per ottenere dei vantaggi. Le leggi del 2022, ad esempio, puniscono severamente chi, a questo fine, dichiara una falsa residenza rispetto a quella reale. Una procedura tutt’altro che consentita. Basta vedere sanzioni e perfino pene previste: dai 2 mesi ai 2 anni, con introduzione del Reddito di Cittadinanza addirittura dai 2 ai 6 anni. Abbastanza, probabilmente, per convincersi a non cadere in tentazione.

Eppure non è una pratica del tutto inusuale. Per quanto paradossale, visti i rischi, c’è anche chi decide di aggirare una problematica magari economica attraverso delle strategie poco ortodosse. Una di queste è proprio la falsa residenza, dichiarata allo scopo di ottenere, appunto, dei vantaggi di natura fiscale. Spesso può accadere alle coppie sposate nelle quali, per l’ottenimento dei benefici, uno dei coniugi dichiara di non risiedere nella casa coniugale. Lo scopo è sovente quello di non pagare l’Imu. Una mossa non proprio corretta ma umanamente più comprensibile. Decisamente diverso il caso di chi falsifica una dichiarazione per mera furbizia.

Dichiarazione di falsa residenza: quando scatta l’illecito penale

Va fatta comunque una distinzione fra i vari casi. Partendo da un presupposto: la residenza è il luogo in cui un soggetto fissa la sua abituale dimora. E, allo stesso tempo, l’indirizzo che viene fornito allo Stato come luogo di reperibilità. Una distinzione può esserci con il domicilio che, in alcune occasioni, differisce rispetto alla residenza. Quest’ultima, a ogni modo, è di fatto la possibilità che una persona fornisce per essere rintracciabile. Sia personalmente che, ad esempio, dalle Poste. Tuttavia, per aggirare una multa o una cartella esattoriale, qualcuno agisce in modo fin troppo elastico con la dichiarazione della propria residenza. Tendenzialmente, tale atto viene considerato un reato, appartenente alla categoria del falso ideologico.

In alcune circostanze, però, può scattare anche l’illecito penale. Ossia nel caso in cui la falsa dichiarazione sia riportata in atto pubblico. I rischi sono commisurati al reato e, quindi, piuttosto elevati. E, qualora l’illecito fosse accertato, alcune variabili come il Reddito di Cittadinanza percepito indebitamente potrebbero alzare addirittura l’asticella delle sanzioni o delle pene. Tanto per ribadire che la presunta scaltrezza, spesso, torna indietro come un boomerang. Finendo per colpire durissimo. Del resto, la Legge pone un avviso sui comportamenti di questo tipo. Anche perché, eventualmente, il cambio di residenza può avvenire regolarmente e senza problemi. Il falso non è mai una soluzione.