Al fine di ottenere determinate agevolazioni, si potrà procedere all’abbassamento della propria soglia Isee. Ma non è tutto rose e fiori.

Cambio residenza Isee
Foto: Pixabay

Cambiare la residenza per avere un Isee tale da usufruire di una specifica agevolazione. In questo caso il cosiddetto Bonus casa. Una prassi tutt’altro che infrequente, visto che per accedere all’indennità in questione, destinata ai giovani under 36, occorrerà mantenersi entro determinate sogli reddituali. In sostanza, contrariamente a quanto si pensa, il Bonus casa è connesso al nucleo familiare, non al singolo richiedente. Per questo, nel momento in cui l’Isee supera un certo importo, non sarà più possibile usufruire dell’agevolazione. In molti casi, l’espediente risulta essere il cambio di residenza. Una soluzione poco ortodossa ma che, in qualche modo, garantisce di accedere lo stesso al bonus.

L’obiettivo, naturalmente, è quello di abbassare l’Isee. E riuscire così a rientrare fra i beneficiari dell’agevolazione. Chiaramente, una mossa simile non comporta un’unica conseguenza ma tutta una serie di effetti collaterali. In effetti, occorrerà fare le cose per bene. Innanzitutto, i vigili urbani verificheranno in ogni circostanza l’effettiva regolarità del cambio di residenza, provvedendo a una segnalazione in caso il tutto sia meramente fittizio. In pratica, un passaggio di questo tipo non potrà avvenire in modo meramente formale. Con l’uscita dal nucleo familiare, peraltro, si rinuncerebbe consapevolmente a tutta una serie di altre agevolazioni.

Cambiare residenza per abbassare l’Isee: svantaggi e procedure

Attenzione a procedere con leggerezza quindi. E’ vero che abbassare l’Isee permetterebbe determinate cose ma è anche vero che un’uscita dal nucleo familiare porterebbe a rinunciare a bonus quali gli assegni familiari e la detrazione per i figli a carico. Non si tratta di un dettaglio, dal momento che tali prestazioni consentono di risollevare il welfare familiare da condizioni di difficoltà economiche. Ad esempio nel caso di figli a carico, i quali possono restare tali fino a 24 anni nel caso producano un reddito inferiore a 2.850 euro all’anno. Tuttavia, se come extrema ratio dovesse subentrare una decisione simile, bisognerà fare le cose secondo criterio.

LEGGI ANCHE >>> Fuori dall’Isee familiare, una decisione limite: tutti i pro e i contro

Per cambiare residenza e uscire in tal modo dall’Isee familiare, sarà necessario recarsi presso l’ufficio Anagrafe del Comune nel quale ci si andrà a trasferire. Da qui, si chiederà il trasferimento della residenza. Da questo momento sarà il Comune a prendere in carico la richiesta, riservandosi di inviare una comunicazione al precedente per ottenere la cancellazione dei dati dai registri comunali. Per la richiesta, si potrà procedere personalmente, con un documento di identità alla mano, oppure tramite Pec o raccomandata, sempre allegando copia del proprio documento. Per quanto riguarda la modulistica, saranno i Comuni stessi a mettere a disposizione una domanda precompilata. Una procedura semplice ma da seguire alla lettera: chi dichiara il falso in atti pubblici, potrà infatti incorrere in pesanti sentenze penali.