Carburante, lo sconto che (ancora) non c’è: quanto scenderanno i prezzi

Più il quanto che il quando. Perché, in teoria, le insegne dei distributori avrebbero dovuto registrare il taglio delle accise sul carburante già da qualche ora.

 

Quando la misura anti-rincaro è stata annunciata, le associazioni di settore non hanno fatto salti di gioia. Il taglio delle accise sul carburante è stata ritenuta una soluzione tampone del tutto insufficiente.

Carburante taglio accise
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Eppure è stata fra le misure inserita fra quelle urgenti per il contrasto agli effetti della crisi generata dalla guerra in Ucraina. Il taglio riguarda chiaramente sia la benzina che il gasolio o, più in generale, qualsiasi carburante utilizzato per autotrazione. Si tratta di un provvedimento abbastanza semplice nei propri effetti visto che, concretamente, dovrebbe abbassare di 25 centesimi al litro il costo del rifornimento, per un periodo di 30 giorni dalla data di entrata in vigore del provvedimento. Ovvero il giorno successivo alla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del Decreto Legge, probabilmente il prossimo 22 marzo. Una misura teoricamente d’aiuto ma solo a partire da quel momento.

Ecco perché, in questi giorni, il costo di benzina e diesel non è sceso più di tanto. La speranza era che la pubblicazione in Gazzetta potesse arrivare già nella giornata di oggi, 21 marzo, cosa in realtà non avvenuta. E notare le insegne luminose riportare cifre ancora sopra i 2 euro, ha lasciato l’amaro in bocca agli automobilisti italiani. Non è chiaro quanto sarà necessario attendere ancora. Forse già domani il prezzo potrebbe calare ma di certezze non ve ne sono. Il che non fa che rincarare (stavolta davvero) la dose di frustrazione dei contribuenti. La speranza di fare il pieno a inizio settimana, infatti, è venuto meno già all’alba.

Carburante, sconto di 25 centesimi: di quanto scenderà il prezzo

L’obiettivo è far durare la sforbiciata fino al prossimo aprile. Almeno per l’intero mese. Il taglio in questione andrà a colpire il tributo fisso sul costo del carburante (l’accisa appunto). Una misura che, se da una parte dovrebbe andare a vantaggio degli automobilisti, dall’altra ha fatto levare la voce delle associazioni a tutela dei distributori, fra le quali Assopetrolio e Assoenergia. Secondo le associazioni, la riduzione della tassa rischierebbe di arrecare un danno agli operatori, in quanto già versato il balzello sui carburanti immagazzinati. Il risultato sarebbe quindi la perdita nel momento in cui lo sconto diventerà attivo. Il rischio serio, ora, è quello di un’agitazione, evitabile accontentando la categoria con la disposizione di indennizzi specifici.

Il taglio delle accise, però, non ha convinto anche sotto altri aspetti. Pur oggettivamente portano il costo complessivo a cifre inferiori. Rispettivamente, i prezzi medi di diesel e benzina dovrebbero scendere dagli attuali 2,154 e 2,184 euro a 1,848 e 1,879. Una misura che andrà ad affiancarsi al Bonus benzina, previsto per alcune categorie di automobilisti, per un pacchetto di misure complessivo da 4,4 miliardi, che include però provvedimenti anche sul fronte energetico. Un pacchetto che, secondo i critici, sarà finanziato in buona parte dal prelievo del 10% a carico delle compagnie energetiche, con effetto diretto sui costi di gas ed elettricità. Addirittura, ci sarebbe la possibilità che tale contributo possa essere considerato illegittimo. Anche questo aspetto avrebbe portato al rallentamento dell’entrata in vigore della misura anti-rincaro.