Pensione, quando e quanto conviene lavorare? La risposta non è scontata

Quando e quanto conviene lavorare una volta che si è già raggiunto il traguardo della pensione? Entriamo nei dettagli e vediamo cosa c’è da sapere in merito.

Anche quando si è già in pensione è possibile lavorare, ma occhio a quanti giorni di lavoro fare.

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Abbigliamento, bollette di acqua, luce e gas, ma anche alimentazione e chi più ne ha più ne metta. Sono davvero molte le spese da dover sostenere e che finiscono per avere un impatto negativo sul bilancio famigliare. A rivestire un ruolo importante in tale ambito, pertanto, sono il lavoro prima e la pensione poi, in quanto ci consento di attingere a quella fonte di denaro necessaria per riuscire a fronteggiare le varie spese.

Per poter accedere alla pensione, come noto, bisogna essere in possesso di determinati requisiti, sia dal punto di vista anagrafico che dei contributi. Allo stesso tempo interesserà sapere che anche una volta raggiunto il traguardo della pensione è possibile lavorare. Occhio però a quanti giorni di lavoro fare. Entriamo quindi nei dettagli e vediamo tutto quello che c’è da sapere in merito.

Pensione, quando e quanto conviene lavorare? Ecco cosa c’è da sapere

Abbiamo già visto che a partire dal 2022 in tanti possono beneficiare di una pensione più alta per effetto della riforma dell’Irpef, delle detrazioni e della rivalutazione degli assegni, volti ad adeguarli al costo della vita. Proprio soffermandosi sulla pensione, quest’ultima finisce spesso al centro delle polemiche per via degli importi ritenuti particolarmente bassi.

Proprio per questo motivo non stupisce che siano in molti a chiedersi se sia possibile lavorare anche una volta raggiunto il traguardo della pensione. Ebbene, la risposta è affermativa. Allo stesso tempo è bene prestare attenzione all’importo e a quanto si lavora, onde evitare di finire di lavorare solo per pagare contributi e tasse.

Entrando nei dettagli interesserà sapere che dal punto di vista economico e ai fini contributivi si consiglia di lavorare, quando si è già in pensione, uno o due giorni alla settimana. In questo modo è possibile guadagnare un importo tale che permette di arrotondare, senza però comportare un aumento tale del trattamento finale da essere mangiato appunto dalle tasse.

Per questo motivo, come è facile intuire, conviene lavorare anche quando si è già andati in pensione nel caso in cui l’assegno sia particolarmente basso. A tal proposito interesserà sapere che è possibile lavorare, senza che la propria attività penalizzi l’assegno percepito.

Ma non solo, è possibile lavorare senza alcun limite di reddito, a prescindere dal tipo di contratto lavorativo. Se tutto questo non bastasse, ricordiamo che lavorando anche solo uno o due giorni alla settimana bisogna versare i contributi. Quest’ultimi possono essere utilizzati per poter ottenere un’integrazione sulla pensione.