Rimborso prenotazioni disdette causa Covid: importanti info da conoscere

E’ possibile richiedere il rimborso delle prenotazioni disdette a causa del Covid? Occorre fare chiarezza sulle conseguenze di una positività e di una quarantena. 

Preparare una vacanza e poi dovervi rinunciare a causa del Covid è un’esperienza da non augurare a nessuno. In tanti si chiedono se è possibile, almeno, recuperare la caparra ed ottenere un rimborso. Conosciamo la risposta al dilemma.

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Il freddo continua a perversare in Italia e le montagne sono innevate tanto da far progettare una tardiva settimana bianca. Il mese prossimo, poi, arriveranno le feste di Pasqua e come non approfittare del bel tempo primaverile per staccare dalla routine e regalarsi una piccola vacanza? C’è chi spera, poi, di passare un weekend lungo il 1° maggio in un posto incantevole della nostra bella Italia. Insomma, tanti progetti che potrebbero essere distrutti in un secondo dall’unico esito positivo, quello al Covid 19. La domanda che frena un’eventuale prenotazione è se la disdetta è consentita e se si potrebbe ottenere un rimborso della somma anticipata.

Rimborso delle prenotazioni, cosa sapere

Arriva il Covid a rovinare ogni progetto; ormai dovremmo esserci abituati ma ognuno di noi spera di non finire in quarantena poco prima di una vacanza. E se dovesse capitare? Il timore di non poter partire è un buon motivo per rinunciare a prenotare? Per rispondere ai quesiti è bene conoscere inizialmente la normativa di riferimento ossia l’articolo 1463 del Codice Civile. La Legge stabilisce che in caso di contratti con prestazioni corrispettive la sopravvenuta impossibilità libera la parte dall’obbligo di eseguire la prestazione. Ciò significa che l’altra parte ha l’obbligo di restituire quanto ricevuto.

Con riferimento al Covid, il contagio rende impossibile la partenza per il viaggiatore verso la destinazione prenotata. Non può godere della prestazione e, di conseguenza, si ha il diritto di disdire la prenotazione e richiedere eventuale rimborso delle somme versate. Per poter procedere in tal senso è consigliabile, però, inviare una raccomandata con ricevuta di ritorno all’hotel allegando la documentazione che attesta la positività. Occorre precisare, poi, che il rimborso si potrebbe tradurre in un voucher utilizzabile entro 24 mesi. Il Decreto Sostegni nell’articolo 30 bis, infatti, sostiene tale possibilità ed è facoltà dell’albergatore decidere se restituire la somma subito oppure se erogare il voucher. Nel caso della seconda scelta, il risarcimento monetario avverrebbe solamente trascorsi i 24 mesi senza utilizzo del voucher.

Rimborso o voucher, le soluzioni del viaggiatore

Il viaggiatore impossibilitato alla partenza a causa del Covid può ottenere indietro la somma anticipata o sotto forma di rimborso immediato oppure come voucher che obbligherebbe a cambiare data della partenza e ad una riorganizzazione della vacanza. Per capire quale delle possibilità predilige l’albergatore è consigliabile leggere attentamente il contratto della prenotazione oppure chiedere direttamente al referente. Diverso il caso della prenotazione con cancellazione gratuita entro una data di riferimento. In questo caso procedendo con la disdetta prima del termine ultimo – indipendentemente dalla causa – si dovrebbe ottenere la restituzione monetaria di quanto versato come anticipo.