Autovelox e vigili nascosti, la multa è valida? Ecco cosa dice la Legge

Secondo una recente sentenza della Cassazione, anche le auto-civetta devono essere ben visibili come gli autovelox. Altrimenti il verbale potrebbe essere illegittimo.

 

Per quanto a molti sia apparso più come uno show che un omaggio alla canzone, specie negli ultimi anni, il Festival di Sanremo è sempre un momento di convergenza del nostro Paese.

Autovelox multa
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Gli italiani, che siano critici o favorevoli alla kermesse, si scambiano impressioni, commenti, giudizi sulle canzoni e sulle varie sotto-trame, per quella che in fondo resta una settimana di alternativa comune alle problematiche reali della quotidianità. Spesso però è proprio dal palco dell’Ariston che emergono alcune letture in musica delle questioni sociali. L’abilità di chi scrive testi consente di toccare un argomento centrale senza dimenticare di corredarli con riferimenti ai più disparati contesti che riguardano direttamente le nostre vite. Quando Giorgio Faletti si presentò all’Ariston nel ’94, la sua Signor Tenente fotografò lo stato d’animo delle Forze dell’Ordine, colpite direttamente solo due anni prima dalle stragi di Capaci e Via D’Amelio.

Una poesia più che una canzone, cosparsa di riferimenti al ruolo dei tutori della Legge che, nonostante tutto, raccolgono il proprio coraggio per una chiamata urgente dopo “aver fatto multe senza pietà” con l’autovelox. Sì, perché nonostante non fosse il tema centrale della canzone, quella frase faceva parte del puzzle che la compone. Da detestati, perché nascosti dietro una casa cantoniera pronti a far multe a chi passava sopra i 50 (“fossero pure i cinquanta d’età”), a eroi. Un passo talmente breve da essere considerato normale. Eppure compiuto nell’adempimento di un dovere che non prevede gratifiche ulteriori.

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Una frase rimasta nella storia della musica, assieme a tutta la canzone (secondo posto finale al Festival). Anche perché racchiude effettivamente una letteratura in merito all’autovelox e alla sua legittimità sulle strade pubbliche. Regola vuole, infatti, che la presenza delle macchine di rilevamento elettronico della velocità siano ben segnalate da appositi cartelli. E non solo: a norma di Legge, queste devono essere ben visibili lungo le strade, così da dar modo all’automobilista di non creare condizioni di pericolo dovute a frenate brusche o mancato rispetto delle distanze. Stesso discorso vale per le postazioni delle Forze dell’Ordine, le quali devono essere palesate, in ottemperanza all’articolo 142 comma 6 bis del Codice della Strada.

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Lo ha ribadito anche una recente sentenza della Cassazione, che ha accolto il ricorso di un automobilista beccato a viaggiare ben oltre il limite ma da un’auto-civetta. A quanto sembra non visibile lungo la strada. La Cassazione ha individuato alcuni riferimenti non emersi nei primi due gradi di giudizio, in quanto l’auto in questione avrebbe dovuto essere preceduta da segnali lampeggianti e apposito cartello. In sostanza, è stato ribadito il concetto espresso dal suddetto articolo del Codice. Il quale specifica che “le postazioni di controllo sulla rete stradale per il rilevamento della velocità devono essere preventivamente segnalate e ben visibili”. Entrambi i requisiti devono quindi essere soddisfatti al fine della legittimità del verbale.