Pressione alta diabete e malattie renali, Legge 104: il diritto all’assegno mensile

Tra le patologie che consentono di richiedere la Legge 104 troviamo il diabete, la pressione alta e le malattie renali. Vediamo chi ha diritto alla prestazione e a quali condizioni. 

Il diritto alla Legge 104 è legato alla patologia di cui si soffre e al grado di invalidità derivante. Diabete, pressione alta e malattie renali possono rientrare nella lista delle malattie invalidanti.

Legge 104 diabete
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In Italia più di tre milioni di persone soffrono di diabete. L’impatto della malattia sulla vita delle persone è differente in base alla tipologia di patologia e alla sua gravità. Nei casi più complicati possono nascere delle complicanze che portano all’ipertensione e ad una malattia renale. Le tre patologie risultano, dunque, collegate e possono rendere lo svolgimento delle azioni quotidiane molto difficile. Se si raggiungono alti livelli di invalidità, è possibile richiedere la Legge 104 e l’assegno di invalidità mensile.

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Legge 104 e assegno di invalidità

La glicemia incontrollata può causare problematiche ai reni danneggiandone la struttura. Il corretto funzionamento dei reni è fondamentale per la salute dell’uomo dato che hanno il compito di mantenere l’omeostasi e di filtrare i liquidi. La malattia renale, poi, potrebbe associarsi alla pressione alta, patologia molto comune che può causare problemi cardiaci. Tutte le patologie citate determinano il diritto alla Legge 104 e all’assegno di invalidità, anche singolarmente.

L’accertamento dello stato invalidante prende come riferimento specifiche tabelle. Ciò significa che per poter ottenere l’assegno occorrerà presentare una determinata percentuale di invalidità. Tali tabelle si basano, infatti, sull’incidenza della malattia sulla capacità lavorativa del soggetto che ne soffre. A seconda della percentuale di invalidità assegnata si potranno ottenere specifiche prestazioni economiche e assistenziali.

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Le patologie invalidanti, percentuali

Iniziano dalla pressione alta. La percentuale associata all’ipertensione arteriosa non complicata è del 10%; sale tra l’11 e il 20% la percentuale collegata all’ipertensione arteriosa non complicata non controllata dalla terapia medica. Dal 21 al 30% è il riferimento all’ipertensione arteriosa con iniziale impegno cardiaco; dal 31 al 50% alla cardiopatia ipertensiva con impegno cardiaco di grado medio; dal 51 al 70% alla cardiopatia ipertensiva con impegno cardiaco di grado medio-severo; dal 71 all’80% alla cardiopatia ipertensiva con impegno cardiaco di grado severo e dall’81 al 100% alla cardiopatia ipertensiva scompensata.

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Le malattie renali presentano una percentuale dal 51 al 100% in caso di trapianto renale con complicanze; dal 71 all’80% per insufficienza renale cronica con clearance della creatinina/vfg minore di 15; dall’81 al 90% per insufficienza renale terminale in emodialisi trisettimanale o dialisi peritoneale con scarsa tolleranze terapeutica e al 100% per insufficienza renale terminale in emodialisi trisettimanale complicata da cardiopatia ischemico ipertensiva, cardiomiopatia, ipertensione grave, neuropatia e anemia grave.

Diabete e Legge 104

Chi soffre di diabete vedrà riconosciuta una percentuale dal 21 al 100% con acromegalia con complicanze; dal 21 al 100% con sindrome di cushing con complicanze; dal 61 al 90% con diabete mellito con complicanze moderate. Infine, la percentuale del 100% viene riconosciuta in caso di insufficienza corticosurrenale con ricoveri plurimi per crisi surrenaliche rilevanti.