Divorzio: quali diritti rimangono all’ex coniuge e quali si perdono

Divorzio, cosa rimane all’ex moglie? Cerchiamo di districarci nella giungla dei diritti che rimangono e quelli che si perdono.

In caso di divorzio, l’ex moglie potrà vantare alcuni diritti ma dovrà rinunciare ad alcuni vantaggi. Scendiamo nei dettagli per capire quanto spetta al coniuge divorziato.

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La fine di un rapporto matrimoniale non è mai semplice. Se, poi, non è consensuale aumenteranno i rancori, le delusioni, la rabbia e si rischia seriamente di intraprendere una strada tortuosa e piena di ostacoli. La guerra potrà essere risolta con l’aiuto di figure professionali esperte oppure di un giudice che seguirà la Legge per indicare i diritti che l’ex coniuge conserverà e quelli che perderà.

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Divorzio, i diritti dell’ex coniuge

La fine di un matrimonio comporta delle perdite per l’ex moglie. Non potrà più utilizzare il cognome del marito e non potrà rivendicare quote del patrimonio. Continueranno a sussistere, invece, dei diritti di rilevante importanza come l’assegno di divorzio, una quota del Tfr, la pensione di reversibilità e il diritto di abitazione nell’ex casa coniugale.

Iniziamo con l’assegno di divorzio che sostituisce l’assegno di mantenimento previsto nella separazione. Il giudice lo concederà solamente se il coniuge dimostrerà di non potersi mantenere da solo e non per sua colpa. Di conseguenza, condizioni per ottenere l’assegno sono l’età non più giovane (sopra i 40 anni) oppure una precaria condizione di salute che non permette di lavorare. Viene concesso anche dimostrando di aver tentato di trovare un posto di lavoro ma di non esserci riuscito. Infine, l’assegno viene sempre erogato a chi durante il matrimonio ha rinunciato ad una carriera lavorativa per occuparsi della casa e dei figli in via esclusiva. Per quanto riguarda l’importo, la cifra erogata dovrà garantire l’autosufficienza economica dell’ex coniuge.

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Diritto di abitazione e assegno di mantenimento, quando si ottengono

L’assegnazione della casa di abitazione all’ex coniuge non proprietario viene concessa in caso di presenza di figli minorenni o maggiorenni non autosufficienti oppure con disabilità collocati presso il genitore che chiede il diritto di abitazione. Viene a cadere nel momento in cui i figli diventano economicamente autosufficienti. L’assegno di mantenimento, poi, è erogato in presenza di figli e l’importo sarà stabilito dal Giudice.

Divorzio e quota Tfr

L’ex moglie ha diritto ad una quota del Tfr dell’ex marito a condizione che il divorzio sia datato antecedentemente alla morte del coniuge, che il beneficiario non si sia mai risposato e che percepisca l’assegno di divorzio. Il calcolo della quota terrà conto degli anni di lavoro e degli anni di matrimonio che hanno coinciso con l’occupazione.