Pagamenti periodici non tracciabili? Fino a 5 mila buoni motivi per evitarli

Pagamenti periodici, se non sono tracciabili si rischiano multe fino a 5 mila euro. Il Fisco vigila su ogni movimento e in caso di sospetti scattano i controlli.

L’occhio attento del Fisco monitora costantemente i trasferimenti di denaro dei contribuenti. Se dovesse riscontrare uscite non tracciabili partirebbero gli accertamenti e i contribuenti stessi dovrebbero fornire spiegazioni.

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La lotta all’evasione fiscale ha reso necessario un aumento dei controlli sui movimenti di denaro. A fare le spese della maggiore rigidità delle verifiche del Fisco sono, però, non solo gli evasori ma anche gli onesti cittadini. Può capitare, infatti, che per sviste, errori o conoscenza non adeguata della normativa si cada inconsapevolmente nell’illegalità. Le conseguenze potrebbero essere onerose come nel caso in cui si effettuassero pagamenti periodici non tracciabili.

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Pagamenti non tracciabili, cosa occorre sapere

I contribuenti devono prestare la massima attenzione nella scelta della modalità di un pagamento e dello strumento utilizzato per effettuarlo. Poniamo il caso di un versamento corrisposto per pagare il lavoro prestato da una terza persona. Non seguendo le direttive della normativa si rischierebbero multe dall’importo compreso tra mille e 5 mila euro.

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La Legge stabilisce che il pagamento di ogni singolo stipendio deve avvenire mediante mezzo di pagamento tracciabile indipendentemente dalla mansione svolta. E’ obbligatoria la tracciabilità anche nel caso in cui il lavoratore firmi sulla busta paga la dichiarazione secondo la quale afferma di aver ricevuto del denaro dal datore di lavoro tramite mezzi tracciabili. La firma in busta paga non equivale ad una ricevuta di pagamento e di conseguenza non ha validità per il Fisco. Procedendo in tal senso si rischia una multa fino a 5 mila euro. E non è finita qui.

La recidività costa cara

La multa dall’importo variabile tra mille e 5 mila euro riguarda ogni singola transazione periodica non tracciabile. Ciò significa che qualora il Fisco rilevi più condotte illecite, per ognuna di essere verrà erogata una sanzione. Il datore di lavoro, dunque, rischia di dover pagare fino a 5 mila euro per ogni stipendio versato utilizzando metodi non tracciabili. In più, la sanzione non esclude la cumulabilità con la multa da corrispondere per riscontrato lavoro in nero.

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Stabilita l’importanza del pagamento con mezzi tracciabili onde evitare pesanti sanzioni, è bene conoscere le eccezioni previste dalla normativa. Non sono soggetti all’obbligo di tracciabilità i versamenti effettuati per rapporti di lavoro domestico o familiare disciplinati dal Contratto Collettivo Nazionale del Lavoro. In alcuni specifici casi, infine, sono esenti i pagamenti per borse di studio o contratti occasionali di lavoro autonomo.