Busta paga, a marzo in arrivo anche gli arretrati: il motivo che non ti aspetti

Buone notizie in arrivo con la busta paga di marzo con molti che si vedranno riconoscere degli arretrati. Ma per quale motivo? Entriamo quindi nei dettagli e vediamo cosa c’è da sapere in merito.

Occhio alla busta paga di marzo, in quanto in molti potrebbero ritrovarsi a dover fare i conti con delle importanti novità.

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A partire dall’alimentazione, passando per il tempo libero, fino ad arrivare alle bollette di acqua, luce e gas, sono davvero tante le volte in cui ci ritroviamo a dover mettere mano al portafoglio al fine di sborsare i soldi necessari per poter pagare i vari beni e servizi di nostro interesse. Proprio in tale ambito, pertanto, a rivestire un ruolo particolarmente importante è il lavoro.

Quest’ultimo ci permette, appunto, di attingere al denaro necessario. Ebbene, in tale ambito giungono buone notizie per molti lavoratori che con la busta paga di marzo si vedranno riconoscere degli arretrati. Ma per quale motivo? Entriamo quindi nei dettagli e vediamo tutto quello che c’è da sapere in merito.

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Busta paga, a marzo in arrivo anche gli arretrati: tutto quello che c’è da sapere

Qualche tempo fa abbiamo visto come sia importante prestare attenzione ad alcune variabili, tra cui le ore di lavoro, nel caso in cui si desideri sapere a quanto ammonta lo stipendio netto. Ebbene, proprio soffermandosi sulla busta paga è bene sapere che giungono buone notizie per molti lavoratori che con la busta paga di marzo si vedranno riconoscere degli arretrati.

Questo per via della riforma fiscale in vigore dal 1° gennaio 2022, ma i cui effetti saranno visibili in busta paga solamente a partire da marzo. Vista la necessità di aggiornare i vari gestionali, infatti, applicare la riforma fiscale già da gennaio risulta alquanto difficile, proprio per questo motivo bisogna aspettare ancora un po’, con la busta paga di marzo che dovrebbe pertanto portare con sé anche gli arretrati inerenti i mesi di gennaio e febbraio. Quest’ultimi, ovviamente, come risultato del nuovo sistema di tassazione.

Busta paga, a marzo in arrivo anche gli arretrati: bonus contributi e aliquote Irpef

Il conguaglio, ovviamente, non sarà uguale per tutti i lavoratori, bensì risulterà differente a seconda dei singoli casi. Entrando nei dettagli si annovera l’introduzione del bonus contributi grazie al quale si riduce la quota dei contributi previdenziali a carico del lavoratore, che passa dal 9,19% all’8,39%.  Questo bonus, ricordiamo, viene applicato solamente ai lavoratori che presentano una busta paga mensile lorda dall’importo massimo pari a 2.692 euro.

Ma non solo, tra i cambiamenti che porta con sé il 2022 si annovera anche l’Irpef. Le aliquote, infatti, sono passate da cinque a quattro e d’ora in poi saranno le seguenti:

  • 23% fino a 15 mila euro;
  • 25% oltre 15 mila euro e fino a 28 mila euro;
  • 35% oltre 28 mila euro e fino a 50 mila euro;
  • 43% oltre 50 mila euro.

Fino all’anno scorso, invece, le aliquote Irpef erano:

  • 23% fino a 15 mila euro;
  • 27% oltre 15 mila euro e fino a 28 mila euro;
  • 38% oltre 28 mila euro e fino a 55 mila euro;
  • 41% oltre 55 mila euro e fino a 75 mila euro;
  • 43% oltre 75 mila euro.

È possibile quindi notare che per redditi fino a 15 mila euro non cambia nulla. Mentre già a partire dallo scaglione successivo, i soggetti interessati potranno beneficiare di un’aliquota più bassa, passando dal vecchio 27% all’attuale 25%.

Busta paga, a marzo in arrivo anche gli arretrati: occhio al nuovo sistema di tassazione

Oltre al bonus contributi e alle aliquote Irpef, è bene considerare anche le detrazioni sui redditi da lavoro dipendente che registrano, a loro volta, delle importanti novità. Tenendo conto del nuovo sistema di tassazione, è possibile stimare, così come riportato da Money, un risparmio annuo pari a circa:

  • 290 euro per reddito da lavoro fino a 15 mila euro;
  • 143 euro per reddito di 20 mila euro,
  • 152 euro per reddito da lavoro pari a 35 mila euro;
  • 944 euro per reddito di 40 mila euro;
  • 738 euro per reddito da lavoro da 50 mila euro.

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In linea generale, quindi, è possibile stimare un risparmio che riguarderà tutti i lavoratori, con quest’ultimi che potranno beneficiare dei primi effetti, con tanto di conguaglio, a partire dal mese di marzo.