Spese mediche, altro che detrazione: per 2 euro scatta la multa

Le spese mediche da portare in detrazione, se riferite alla fattura di un professionista, richiedono una marca da bollo. L’assenza fa scattare la sanzione.

 

Le spese mediche e le detrazioni fiscali costituiscono l’assonanza più frequente al momento della dichiarazione dei redditi. Medicine, visite mediche e quant’altro generano i costi più frequentemente portati in detrazione.

Spese mediche multe
Foto da Pixabay

Una procedura abbastanza semplice, specie con l’introduzione della tessera sanitaria, che consente di inserire il codice fiscale sullo scontrino o sulla ricevuta. Poi starà al contribuente ricordarsene al momento giusto, per ottimizzare quelle stesse spese recuperando un po’ di soldi. Solitamente si tratta di una pratica piuttosto snella, visto che, in fondo, si tratta di una semplice transazione di denaro coadiuvata dalla possibilità di personalizzare la spesa semplicemente attraverso il proprio codice fiscale. Meglio usare metodi di pagamento tracciabili naturalmente ma, in alcune circostanze, è consentito anche l’uso dei contanti.

Tutto facile dunque? Forse. Non è solo questione di tracciabilità e buona memoria. A volte, infatti, omettere la dovuta cura a un particolare dettaglio potrebbe finire per provocare un corto circuito proprio sul più bello. E a quel punto non solo salterebbe la detrazione, ma ci si ritroverebbe di fronte anche alla possibilità concreta che il Fisco, anziché restituirci qualcosa, finisca per chiedercela. Il problema non è tanto sui farmaci, per i quali la procedura è standard e difficilmente passibili di errore. L’attenzione dovrà essere messa soprattutto sulle spese relative alle visite mediche. O meglio, sulle fatture emesse dai medici stessi.

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Spese mediche, quando scatta la sanzione

Con l’emergenza sanitaria, anche alcune spese non prettamente configurabili come mediche sono state incluse nel piano delle detrazioni. Le mascherine ad esempio, in quanto considerati dispositivi di protezione, possono essere portate in detrazione. Lo stesso vale per i tamponi, i quali sono stati di fatto equiparati a esami di laboratorio e ai controlli ordinari. Attenzione però, perché fra le spese mediche in senso stretto rientrano anche le prestazioni da parte di specialisti che, al termine della visita, rilasciano regolare fattura. Anche per loro, però, figurano degli obblighi imprescindibili. Uno di questi, qualora l’importo richiesto vada oltre i 77,47 euro, è la marca da bollo da 2 euro, da applicare nel momento in cui vi sia un regime fiscale non soggetto a Iva.

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Nonostante l’assenza sarebbe di fatto da considerare come un errore del medico, l’obbligo è solidale. Ovvero, nel momento in cui non vi fosse, la responsabilità cadrebbe anche sul cliente che ha ricevuto la fattura. E portare in detrazione una spesa di questo tipo senza la dovuta marca da bollo, significherebbe incorrere in una sanzione da parte dell’Agenzia delle Entrate. Meglio agire per tempo quindi: notata una fattura priva della marca da bollo, occorrerà provvedere ad applicarla e, allo stesso modo delle spese mediche di riferimento, sarà portata in detrazione. Tutto, però, dovrà avvenire entro 15 giorni dall’emissione. Omettere anche quest’ultima procedura, potrebbe portare a controlli specifici da parte dell’Agenzia delle Entrate, con sanzioni sia per il professionista che per il cliente. E la detrazione andrebbe decisamente di traverso.