Superbonus, i costruttori tremano: potrebbe cambiare tutto

Le novità sul Superbonus potrebbero riguardare anche la cessione del credito. E per le imprese edilizie potrebbe non essere una bella notizia.

La Legge di Bilancio 2022 ha confermato il Superbonus ma con delle variazioni sostanziali, soprattutto sul piano della sicurezza. Quella della regolarità delle operazioni ovviamente.

Superbonus cessione del credito
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L’obiettivo del Governo era stato ampiamente annunciato già durante le discussioni sulla Manovra. Si cercherà di rafforzare i controlli e contrastare le truffe messe in atto in passato per l’agevolazione. E per far questo, la prima operazione sarà la limitazione della cessione del credito, la quale potrà essere effettuata soltanto una volta. Le uniche variazioni effettive sono già state disposte: il Superbonus, dalla detrazione massima del 110%, andrà negli anni progressivamente a ridursi. Per il resto, si ragiona per ipotesi. Anche se la possibilità di veder ridotta la cessione del credito ha già assunto contorni decisamente concreti.

Anche per questo arriva la preoccupazione dell’Ance e di altre organizzazioni che fanno riferimento al settore dell’edilizia. L’appello è a dare un taglio alle modifiche e a proseguire con il Superbonus così come è stato rifinanziato. La bozza del Decreto Sostegni, tuttavia, sembra portare tutto in direzione di una modifica sostanziale del capitolo sulle frodi. Il quale non riguarda solo il 110 ma anche tutti gli altri bonus previsti per l’edilizia. E il credito d’imposta è la prima voce sulla lista a essere passibili di modifica. Se tutto andrà come si prevede, a partire dal 7 febbraio le cessioni in atto non potranno essere affiancate da altre.

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Superbonus, ipotesi modifiche per la cessione del credito: le proteste

La nuova proposta di modifica sembra non aver incontrato grossi consensi. Anzi, accanto all’Associazione Nazionale Costruttori Edili (Ance) si schierano altre organizzazioni di categoria, che invitano il Governo a rivedere le ipotesi di cambiare ancora in corsa le regole del Superbonus. Il timore è legato soprattutto al rischio che le imprese edili possano incontrare difficoltà, come blocchi e rallentamenti. Con un effetto diretto sulle famiglie che richiedono l’agevolazione. “Basta con i continui cambiamenti – ha detto il presidente Ance Gabriele Buia -. L’incertezza delle regole, anche con provvedimenti retroattivi, scoraggia il mercato e le imprese più serie”. Tradotto, un’eccessiva rigidità e burocratizzazione rischia di penalizzare chi ha interpretato in modo serio e onesto il bonus sin dall’inizio.

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D’altro canto, da Confartigianato arriva un altro allarme, legato non solo alle ipotesi relative alla cessione del credito ma anche ad altre modifiche previste. Secondo il presidente Granelli, si rischia un effetto di blocco sulle operazioni, anche quelle che risultano regolari o che comunque non presentano dei profili di rischio o di sospetta irregolarità. Una situazione che rischia di creare un’incertezza diffusa sul mercato. Con difficoltà anche per gli operatori finanziari ormai prossimi a raggiungere la loro capacità di assorbimento dei crediti in compensazione. Da capire se l’appello avrà seguito. Per il momento restano le modifiche già inquadrate: proroga di due anni in forma piena, con riduzione progressiva nei successivi, dal 70% del 2024 al 65% del 2025.