Lavorare nell’edilizia, il settore è un piena crescita. E non solo per i superbonus

Il settore delle costruzioni sta vivendo oggi un periodo di rinnovata crescita. Lavorare nell’edilizia garantisce dunque stabilità economica, ma occhio ai requisiti.

Muratore Lavorare nell'edilizia
Il muratore oggi: peculiarità di un mestiere antico

Il 2021 è stato l’anno nel quale il settore delle costruzioni ha archiviato il difficile 2020 e si è rimboccato le maniche, rialzandosi e consolidando mese dopo mese i numeri della ripartenza e del rilancio. Le performance degli ultimi quadrimestri inducono infatti all’ottimismo. Anzi, in base a quanto segnalato dall’Osservatorio SAIE, l’intera filiera ha trovato un rinnovato spirito propositivo, sia per l’immediato futuro che per i prossimi anni.

Lavorare nell’edilizia è oggi una scelta che può garantire un lavoro fisso, entrate mensile costanti e dunque un futuro solido, dal punto di vista economico. Non vi sono dubbi, insomma: nonostante gli effetti negativi della pandemia continuino a farsi sentire, anche e soprattutto per la presenza di nuove varianti del coronavirus, il settore edilizio sta vivendo una fase di rinascita. Ciò anche in quanto le misure governative ritengono l’edilizia uno dei settori cruciali per l’economia italiana del futuro. Ecco perché appare opportuno parlarne di seguito.

Quali sono i percorsi che consentono di lavorare nell’edilizia? E i requisiti da possedere e le conoscenze da acquisire? Quali gli stipendi per chi lavora nell’ambito? Sono domande a cui intendiamo dare una puntuale risposta in questa guida pratica.

Lavorare nell’edilizia: il boom del settore negli ultimi mesi e i bonus edilizi

Come accennato, negli ultimi tempi, il mondo dell’edilizia è in netta ascesa: aumentate esponenzialmente le attività e dunque i guadagni, in virtù di una vera e propria cascata di bonus per le ristrutturazioni edilizie.

Tante città italiane stanno cambiando volto: cantieri, ponteggi ed ogni altra sorta di apparecchiatura mirata ai lavori di rifacimento degli immobili, sono cresciuti nel numero in questi mesi. Interessati agli interventi abitazioni, negozi, uffici ma non soltanto.

Lo abbiamo appena detto. Se da un lato, la pandemia appare oggi un po’ meno pericolosa della prima fase, e ci riferiamo alla primavera del 2020, dall’altro le attività economiche come quella dell’edilizia hanno potuto contare e stanno contando sulla presenza e conferma di vari bonus ed agevolazioni edilizie, istituiti dal Governo. Bonus facciate, quello del 110% e quello per le ristrutturazioni al 50% hanno favorito enormemente le attività del settore edilizio, tanto che oggi è possibile vedere impalcature in molte località, nei grandi centri urbani come nelle piccole cittadine.

Operai a lavoro ovunque, ma anche e soprattutto necessità urgente di manodopera e risorse debitamente formate e con competenze professionali specifiche, per far fronte a tutte le richieste di un mercato vivace come non mai.

I numeri positivi resi noti da Ance e Cresme

Anche in virtù dell’approvazione del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza – in breve PNRR – l’edilizia è da considerarsi tra i settori ‘caldi’ e con maggiori prospettive per il futuro. I programmi, gli stanziamenti e gli investimenti predisposti dal mondo delle istituzioni hanno dato nuova linfa ad un settore che ad inizio pandemia, pareva destinato a patire una profonda crisi occupazionale.

In base a quanto indicato dall’Ance – Associazione Nazionale Costruttori Edili – nel solo secondo trimestre dello scorso anno, gli investimenti in costruzioni sono cresciuti ben del 54%.

Mentre l’importante centro di ricerche Cresme prevede una crescita degli investimenti nel settore, pari al 6,6% nel 2022, dopo una flessione comunque contenuta e pari al 5,3% nel 2020.

Ma se si amplia l’orizzonte temporale, sarà soprattutto il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza a favorire lo sviluppo del comparto.

Lavorare nell’edilizia: l’impulso al settore dato dal PNRR

Proprio il PNRR stanzierà decine di miliardi di euro per l’edilizia, da spendere nell’efficienza energetica, nell’alta velocità ferroviaria e nell’edilizia scolastica, con la finalità di rendere le infrastrutture italiane più avanzate, digitali e sostenibili.

Nel PNRR si parla esplicitamente di ‘rigenerazione urbana’, citata nella “Missione 5”. La definizione di progetti di rigenerazione urbana va combinata con quelli infrastrutturali, allargando e accelerando il raggiungimento degli obiettivi del piano, in coerenza con il Next Generation EU, ossia il fondo per la ripresa previsto da Bruxelles e pari a svariate centinaia di miliardi di euro. Infatti PNRR e Next Generatione EU sono interconnessi tra loro.

All’interno del PNRR, sono indicati i maggiori elementi per attivare operazioni di rigenerazione urbana virtuose. Ci riferiamo ad esempio ad una governance orizzontale tra missioni, alla definizione chiara e precisa di obiettivi a medio-lungo termine, ai modelli di partenariato pubblico privato e, infine, alla semplificazione dei processi e dell’iter di approvazione.

Alla luce del fatto che, nel mondo politico ed istituzionale, si tratta di un settore che ha trovato molto spazio e considerazione negli ultimi mesi, appare del tutto evidente che lavorare nell’edilizia è una scelta che può rivelarsi vincente.

Lavorare nell’edilizia: il boom paga l’assenza di figure debitamente formate

In un periodo roseo per il comparto, il vero problema è, in qualche modo, di natura organizzativa. Infatti, sia per i privati che per la Pubblica Amministrazione è difficile trovare tecnici in grado di gestire appalti, cantieri e opere pubbliche. Analogamente servirebbero ancora più operai rispetto a quelli già attivi attualmente.

Dati molto buoni sul fronte fatturato delle aziende del settore edile. Gran parte di esse registrano dati in crescita, in combinazione con un mercato rinato e vivace. Non è un caso, infatti, che aumentino anche le aziende che prevedono di assumere nuove figure professionali nei prossimi mesi. Ma appunto non sempre si trovano le competenze desiderate.

Permangono alcune criticità da risolvere, su tutte la burocrazia e l’incertezza delle norme, ma vero è che tra investimenti pubblici e privati, che consentono di investire in innovazione tecnologica e sostenibilità, il settore delle costruzioni e dell’edilizia presenta indubbi elementi di interesse.

Da un punto di vista più ampio, occorre rimarcare che quello dell’edilizia non il solo comparto in piena ripresa. Segnali positivi arrivano anche dal manifatturiero e dal metalmeccanico. E anche in dette aree registriamo l’assenza di precise professionalità, proprio come per l’edilizia.

Quali sono le mansioni quotidiane? Progettistica e  monitoraggio strutture

Chi è interessato a lavorare nel vasto campo dell’edilizia, potrebbe domandarsi come si articolano le varie attività che caratterizzano il comparto. Infatti, avere un quadro chiaro di esse, permette di scegliere con più consapevolezza il percorso da intraprendere per lavorare nell’ambito.

Ebbene, quando si parla di edilizia si considera l’intero settore che implica oggi l’utilizzo di materiali e tecnologie nuove per la realizzazione di case e strutture a basso consumo.

Lavorare nell’edilizia vuol dire anche fare progettazione urbanistica dei luoghi, in cui dopo la costruzione è attuata una fase di monitoraggio online per verificare lo stato di salute delle strutture, sfruttando sistemi come BIM o Building information Modeling. Pertanto, in questi ambiti è chiaro che siano richieste figure con una solida formazione tecnica di tipo universitario.

Non solo. Trovare un impiego nell’edilizia significa anche potersi occupare della riqualificazione o la progettazione di spazi ad uso comune, considerando una ristrutturazione ed un recupero mirato ad un’ottica green. Non si può infatti dimenticare l’importanza di concetti quali la rivoluzione verde e la transizione verde, favorendo l’economia circolare, lo sviluppo di fonti di energia rinnovabile e in definitiva salvaguardando il pianeta. Si tratta di concetti che certamente si collegano anche al complessivo quadro delle attività del comparto dell’edilizia.

Lavorare nell’edilizia, direttore dei lavoro: quali sono le mansioni quotidiane?

Lavorare nell’edilizia significa anche poter occupare il ruolo di direttore lavori. Quest’ultima figura professionale è scelta dal committente, in base alle opere da eseguire e al titolo professionale richiesto dalle normative vigenti per l’esecuzione di dette opere. La finalità essenziale di colui che svolge l’attività di direzione lavori è quella di seguire l’andamento regolare del cantiere.

Di fatto, la figura in oggetto ha il computo di dirigere una o più persone nell’esecuzione di determinate opere, mirate a realizzare un progetto preventivamente approvato da un committente ed eventualmente approvato anche dalla PA, se soggetto a norme di legge vigenti.

Sul piano dei titoli di studio – onde svolgere le funzioni di direttore lavori – sono necessari un diploma di media superiore a indirizzo edile e una laurea a indirizzo edile o architettonico. Una precedente esperienza nel ruolo è molto spesso fondamentale per trovare rapidamente impiego in quest’ambito.

Lavorare nell’edilizia, il muratore: quali sono le mansioni quotidiane?

Pedina fondamentale di tutte le attività nel settore dell’edilizia è il muratore. In considerazione del periodo assai positivo per il comparto, è intuibile che le offerte di lavoro per muratori, nei prossimi tempi, non mancheranno.

Di fatto il muratore compie opere murarie di diverso genere ed altre lavorazioni collegate (muri, tramezzi, facciate), sfruttando prodotti leganti (come ad es. cemento) con materiali da costruzione classici (mattoni, pietre, ecc.) o compositi e inerti (ad es. sabbia). La sua attività viene assegnata da chi organizza i lavori, sulla scorta della relativa documentazione tecnica e sulla base di un piano di lavoro predefinito.

Il muratore è capace di scegliere ed usare i materiali in modo corretto. Si serve di utensili / macchine / attrezzature necessarie per le specifiche lavorazioni e sa compiere opere strutturali nuove, opere di recupero e consolidamento e opere a carattere decorativo.

Il rapporto di lavoro

Dal punto di vista del rapporto di lavoro, chiunque intenda lavorare nell’edilizia, deve sapere che il muratore opera nel settore delle costruzioni edili all’interno dei cantieri, solitamente alle dipendenze di imprese edili di ogni dimensione, ma anche come lavoratore autonomo.

Laddove sia dipendente di imprese edili riceve indicazioni da capisquadra, capi cantiere e/o tecnici, affidando a sua volta compiti ai lavoratori addetti alle attività di manovalanza. L’impiego si esercita presso il cantiere in orario giornaliero, stabilito nel contratto di lavoro. L’attività comporta sforzi fisici importanti e duraturi nel tempo. Ecco perché, al fine di lavorare come muratore, è richiesto l’uso dell’attrezzatura antinfortunistica e il rispetto delle norme di sicurezza ad hoc, valevoli per i cantieri edili.

Lavorare nell’edilizia, operaio edile: le mansioni quotidiane

Nell’ambito dell’edilizia il ruolo dell’operaio edile è quello di:

  • assistere e coadiuvare il muratore nella costruzione o ristrutturazione di opere edili;
  • caricare e scaricare i materiali mirati all’allestimento del cantiere edile;
  • rimuovere le strutture preesistenti demolite;
  • saper dosare le materie prime e preparare la calce;
  • stendere il cemento su muri e mattoni e rimuovere piastrelle piazzandone nuove;
  • affiancare manualmente la macchina movimento terra nello scavo di fondazione e di trincea.

Insomma, non vi sono dubbi. L’operaio edile è anch’essa figura chiave e di ausilio al lavoro del muratore nei ruoli esecutivi di tipo manuale, assegnati dal capo cantiere, come il carico e lo scarico dei materiali all’interno del magazzino ma anche la conservazione delle attrezzature da lavoro perfettamente funzionali e pronte all’uso.

La varietà dei ruoli assicura chance di inserimento a tutti

Come si può notare da quanto visto finora, lavorare nell’edilizia significa poter scegliere tra un’ampia varietà di ruoli e funzioni, ovviamente avendone i requisiti e le competenze.

Non sorprende allora che all’interno dell’edilizia non vi sia soltanto innovazione da intendersi come uso di nuove tecnologie. Vi è anche tutta un’area che attiene alla sicurezza sul lavoro, e che implica specifiche competenze in ambito amministrativo e legale. Ecco perché frequentemente si trovano pubblicate su internet, offerte di lavoro nelle quali i potenziali datori cercano figure addette agli appalti e ai contratti.

Insomma, lavorare nell’edilizia significa avere la possibilità di essere occupati in ruoli come quelli del classico operaio addetto alle attività manuali, ma anche in ruoli di ambito ingegneristico o direttivo. Ma non solo. Vi è spazio anche per le figure più prettamente amministrative, con solide conoscenze in materia di leggi, contabilità e normative sugli appalti.

I requisiti generali per lavorare nell’edilizia: ecco quali sono

In particolare, dagli annunci di lavoro presenti sul web, si evince che coloro che intendono lavorare nell’edilizia, debbono possedere alcune caratteristiche fondamentali:

Diploma o un titolo di studio specifico

Va da sé che aver completato un percorso di studi nell’ambito, aver frequentato la scuola edile o aver conseguito un diploma di laurea in discipline connesse con l’edilizia, è un requisito praticamente fondamentale per poter lavorare in questo settore.

Abilità manuale

Un gran numero di mansioni sono svolte manualmente, e proprio per questo motivo è valutata la professionalità e qualità del lavoratore in rapporto alle attività manuali, che devono essere compiute in modo preciso e in sicurezza. Chiaramente dette abilità debbono essere possedute da chi lavora ad es. come operaio edile e non ha dunque ruoli direttivi o di ambito concettuale.

Resistenza fisica

Per chi intende lavorare come muratore, le mansioni prevedono frequentemente lo spostamento di carichi pesanti. Anche in posizioni scomode e in modo durevole nel tempo. Ecco perché è richiesta una resistenza fisica e una predisposizione. Deve sempre essere unita al rispetto delle norme per la sicurezza. Chi lavora come operaio edile o muratore deve avere una naturale predisposizione al lavoro fisico duro. In alcuni casi può essere anche assai faticoso, in quanto l’operaio edile si può trovare a lavorare anche sotto il sole cocente di piena estate.

Disegno tecnico

Tutti coloro che lavorano nel settore edile devono avere sviluppato la capacità di comprendere il disegno del progetto di costruzione e seguire tutte le indicazioni nelle fasi di lavoro. Ciò appare fondamentale per lo svolgimento di tutte le attività del cantiere.

Capacità gestionali e organizzative

Per coloro che ambiscono a ruoli collocati più in alto nella ‘piramide gerarchica’, sono altresì fondamentali le capacità gestionali. Infatti all’interno del mondo dell’edilizia vi sono figure che si occupano della gestione di squadre di muratori e tecnici. Devono seguire giorno dopo giorno i rapporti con i committenti, i tempi da rispettare, i costi del progetto e così via.

Va da sé che per ricoprire efficacemente la figura gestionale, come quella di capo cantiere o direttore, servono competenze manageriali e gestionali. Oltre ad un titolo di studio coerente con il settore ed un’adeguata specializzazione tecnica.

Le capacità organizzative sono analogamente importanti. Infatti, soprattutto nei cantieri più grandi a questa figura sono demandate diverse mansioni da compiere in tempi brevi. Ecco perché vi dovranno essere una precisa strategia e una linea organizzativa ben delineata, per gestire il tempo a lavoro.

Normative edili

Chi intende lavorare nell’edilizia deve ricordare che vi sono moltissime norme e permessi da richiedere e rispettare. Il Governo si sta impegnando per rendere più nitido e chiaro un quadro normativo che, al momento, appare assai complesso ed intricato. Ecco perché servono buone competenze in ambito giuridico e non solo tecnico, laddove si voglia lavorare come addetto amministrativo.

Esperienza pluriennale in cantiere

Non è un requisito obbligatorio, ma assai raccomandabile. Non sorprende infatti che molte aziende considerino l’esperienza di anni in cantiere una garanzia, in quanto il lavoratore non deve essere formato partendo da zero.

Ovviamente, lavorare nell’edilizia significa doversi altresì assumere dei rischi quotidiani, collegati al pericolo di incidenti di vario tipo. Ecco perché tutti coloro che lavorano nell’edilizia debbono conoscere le misure di sicurezza, tali da consentire di muoversi con tranquillità sul campo. Ed ovviamente, trattandosi di un lavoro di squadra, saranno necessarie capacità comunicative e doti relazionali.

Sul piano dei requisiti, è da notare inoltre che le grandi aziende di solito preferiscono manovali e operai con titoli specifici, vale a dire figure specializzate. Ciò rappresenta una garanzia per il datore di lavoro, in quanto la presenza di titoli costituisce una sicurezza circa il fatto che il manovale conosca le tecniche di preparazione dei composti e le norme di sicurezza, essenziali per operare senza mettere a repentaglio la propria incolumità e quella degli altri addetti.

Quali sono le figure più ricercate? Competenze “concettuali”, edilizia green e domotica degli edifici

A questo punto, ci si potrebbe domandare quali sono in concreto le figure più gettonate in questo periodo e quelle che nei prossimi anni saranno più ricercate dai selezionatori. Ebbene, la risposta non è difficile da dare.

Infatti, le professioni che offrono più chance in ambito edilizia sono quelle legate al ruolo di architetto, geometra, pianificatore e responsabile di cantiere. Infatti, al fine fronteggiare al meglio le continue innovazioni nel settore, le aziende di costruzioni cercano molto frequentemente profili con competenze aggiornate e specifiche, in base alle esigenze di un mercato in continua evoluzione. Ma come accennato sopra, le aziende cercano anche molte risorse in ambito manovalanza, e non soltanto figure con competenze più ‘concettuali’.

Le figure ricercate sono particolarmente apprezzate se hanno conoscenze ‘trasversali’. Pensiamo ad esempio all’edilizia green, vale a dire l’edilizia che opera nel rispetto e nella salvaguardia dell’ambiente.

Apprezzate anche le conoscenze in ambito domotica degli edifici, vale a dire la disciplina che, per il tramite della tecnologia informatica e telematica, contribuisce a rendere migliori le prestazioni della casa, rendendo gli edifici “intelligenti” o smart.

Lavorare nell’edilizia: quali sono le figure più ricercate? Esperti in sismica degli edifici e non solo

Assai considerate anche tutte le figure che hanno solide competenze in scienza e tecnologia dei materiali da costruzione. Ci si riferisce ad una disciplina fondata sulla chimica, sulla fisica e in parte sull’ingegneria, e che implica di frequentare corsi di studio universitari.

E anche tutti coloro che hanno solide conoscenze sul piano della risposta sismica degli edifici hanno buone probabilità di trovare lavoro, specialmente in aree del paese in cui il rischio di terremoti è elevato.

Gli esperti in modellazione virtuale e 3D, vale a dire il processo che si occupa di definire una forma tridimensionale in uno spazio virtuale generandola da computer, sono altresì richiesti. In altre parole, si tratta di attività che implicano la generazione di oggetti, chiamati modelli 3D, e che sono realizzati, sfruttando specifici programmi software, chiamati modellatori 3D, o più in generale software 3D.

Molto interessante è anche l‘ambito della bioarchitettura e del green design. Infatti, il design sostenibile rappresenta una nuova frontiera del design che si serve del principio cardine, rappresentato dallo sviluppo e dalla creazione di oggetti ed ambienti in combinazione e nel rispetto dell’ambiente. In altre parole, la bioarchitettura è mirata alla progettazione di edifici, capaci di minimizzare il loro impatto sull’ambiente, attraverso specifici materiali e tecniche di costruzione.

In linea generale, non bisogna dimenticare poi che la formazione professionale e l’aggiornamento costante continuano ad essere determinanti per ogni settore. Non sorprende dunque che anche nel settore dell’edilizia è fondamentale essere formati ed aggiornati, circa le nuove tecniche di lavoro, le nuove normative e tutto quanto è evoluzione e progresso tecnologico.

Lavorare nell’edilizia: quali sono gli stipendi?

Chiaro che tutti coloro che lavorano nell’edilizia potrebbero altresì domandarsi quanto si guadagna, svolgendo una delle professioni dell’ambito. Ebbene, possiamo fornire di seguito alcune stime. Aiutano a tracciare un quadro delle retribuzioni nel settore:

  • Operaio edile: 800-1900 euro al mese;
  • Muratore: 1000-2000 euro al mese;
  • Geometra: 900-2200 euro al mese;
  • Direttore / Responsabile di cantiere: 3000-3800 euro al mese;
  • Architetto: 1200-3600 euro al mese;
  • Ingegnere edile: 1700-4000 euro al mese;
  • Capo cantiere: 2000-3000 euro al mese;
  • Addetto appalti, leggi e contratti: 1200-2800 euro al mese.

Sicuramente l’esperienza è un fattore che fa la differenza. E che può far aumentare in modo considerevole la retribuzione. Ed in linea generale, al crescere delle responsabilità e dei compiti organizzativi e direzionali, crescerà anche lo stipendio. In taluni casi, può raggiungere cifre molto interessanti.

Edilizia e tecnologia, un binomio vincente

Nel corso di questo articolo abbiamo visto che la tecnologia è una parola chiave per lavorare nell’edilizia. Si tratta infatti di un settore in cui sono richieste nuove professioni o nuovi approcci per esercitarle. Anzi, le nuove tecnologie danno oggi nuovi impulsi e nuove opportunità a tutto il comparto.

Eco-sostenibilità

E in particolare, rilevano le tecnologie legate al concetto di eco-sostenibilità. Infatti, è innegabile che i nuovi modelli dell’abitare abbiano condotto a nuovi modelli di costruzioni e riconversioni. E ciò si combina peraltro con la politica del Governo in tema di bonus fiscali e ristrutturazioni edilizie.

Si parla infatti sempre più spesso di ‘rivoluzione green’, nell’ottica di favorire un maggior rispetto dell’ambiente, non soltanto da parte dei cittadini ma anche da parte degli stessi lavoratori.

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Nuove regole, nuovi materiali

La riconversione degli edifici è un concetto che si lega all’evoluzione della tecnologia. Giacché siamo innanzi ad un concetto che implica lo svolgimento delle attività edilizie, sia per i nuovi edifici che per quelli vecchi, in conformità alle più aggiornate regole in tema di salute, ambiente e sostenibilità.

Ecco perché è certamente vero che lavorare nell’edilizia apre a nuove professioni e a nuove opportunità. Sia l’edilizia residenziale sia le grandi infrastrutture sono ormai coinvolte in marcati cambiamenti tecnologici. Richiedono nuove figure professionali o nuovi metodi e modalità di esercitare le vecchie professioni edili.