Tagli fino al 50% sulle pensioni: è panico, cosa sta succedendo?

Tagli pesanti da febbraio: l’INPS fa tanta paura a molti pensionati, cali del 25, del 40, ma anche del 50%, perché?

Pensioni, l’INPS fa infuriare chi le riceve. Non tutte riceveranno dei tagli, ma per alcune il 2022 sarà un anno nero. Stavolta non c’entra niente il Green Pass, che pure preoccupa chi percepisce pensioni, ma il semplice mese di febbraio, a cui saranno legate brutte notizie.

INPS (Web)
INPS (Web)

Capiamo quindi chi ha ragione di preoccuparsi per i primi tagli agli assegni, dell’anno. I nuovi regolamenti, che includono anche cumulo della pensione con altri redditi, potrebbero portare ad assegni più bassi, per taluni contribuenti. Andiamo a vedere come mai, di questo calcolo al ribasso.

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Perché questo taglio alle pensioni?

Il taglio, essendo la pensione un provvedimento previdenziale, potrebbero essere ricalcolato infatti con cifre minori, sul fronte della reversibilità. La pensione di reversibilità rischia già dei tagli per eventuali documenti mancanti, ed ora ecco cosa succederà nel 2022. Ricordiamo, che questa attenzione è dovuta ai familiari superstiti che dovessero avere in famiglia, una persona pensionata, che è purtroppo deceduta.

Questa è cumulabile con altri redditi di chi la percepisce, ma entro certi limiti. L’INPS però può effettuare tagli. Si passa dal 25, al 40, persino fino al 50%, a seconda dello status reddituale, secondo come descritto dalla Legge n. 335 – 8 agosto 195. Infatti, è detto che l’INPS, ha diritto “di fissare i limiti per i vari anni, applicandoli ai redditi dei percettori”.

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E quali sono allora i nuovi parametri, da calcolare per il nuovo anno? Nel 2022, ci saranno nuovi parametri immaginati dall’INPS. Partiamo dai redditi fino a 20.429,37 euro, ultimo limite entro quale non si effettueranno tagli. Invece, per quelli compresi fra 20.429,37 e 27.239,16 euro, iniziano le decurtazioni. Qui il taglio avviene sul 25% della cifra complessiva. Ed arrivano poi le pessime notizie per i redditi compresi tra 27.239,16 e 34.048,95 euro: ecco un taglio pesante, si parla persino del 40% sul totale dell’assegno che arriverà al pensionato in questione. Ma non ci si ferma qui. Infatti, il limite di 34.048,95 euro è lì per rappresentare un’ulteriore soglia, eventualmente da superare. Chi infatti, avesse un assegno ancora maggiore, subirà addirittura un abbassamento della metà, ovviamente il 50% di cui prima.