Auto, fra 6 mesi sarà obbligatoria la scatola nera: a rischio privacy e portafogli

La scatola nera sulle auto è realtà. Il nuovo dispositivo di sicurezza dovrà essere presente in ogni automobile. Vediamo per chi sarà obbligatorio.

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Dopo l’approvazione delle nuove norme sul Codice della Strada, che costeranno agli italiani multe salatissime in caso di contestazione, è in arrivo un altro obbligo che peserà, di nuovo, nel portafogli degli automobilisti: parliamo della scatola nera, ovvero dell’ultima “trovata” per aumentare la sicurezza sulle strade. Andiamo a capire di cosa si tratta e soprattutto chi dovrà adeguarsi e installare la nuova apparecchiatura sul proprio veicolo.

La scatola nera: una manna per le compagnie assicurative

Siamo solo all’inizio del 2022 e già si prospettano novità per gli automobilisti e per tutti coloro che guideranno veicoli a 4 ruote. Dopo l’aggiornamento (e l’inasprimento di alcune sanzioni previste) del Codice della Strada, l’Italia deve adeguarsi alla normativa europea che impone ulteriori misure atte a garantire sicurezza sulle strade. A questo giro si tratta della “Black Box”, la Scatola Nera. Viene da chiedersi: ma è proprio come quella degli aerei? E la risposta è affermativa: la scatola nera, che ovviamente per le auto sarà realizzata con una tecnologia su misura, serve a memorizzare determinati parametri del veicolo; più nello specifico, vengono registrate la velocità, l’eventuale frenata, la posizione e l’inclinazione del veicolo rispetto alla strada e l’eventuale attivazione dei sistemi di sicurezza installati nell’auto. Viene individuato un intervallo di tempo utile alla comprensione delle dinamiche di un incidente, ovvero i 30 secondi antecedenti l’impatto e i 5 secondi successivi all’evento. Quindi, in caso di incidente autostradale, questi dati potranno essere estratti dal dispositivo e consultati dalle Forze dell’Ordine, per stabilire eventuali responsabilità del conducente. Anche le Assicurazioni beneficeranno indirettamente di questo sistema, perché dovranno sborsare i risarcimenti solo quando effettivamente dovuti.

Scatola nera per tacciamento e sicurezza: non è proprio una novità

Anche se il nome “Scatola Nera” può suscitare qualche perplessità, in realtà esistono già diversi dispositivi di questo genere: pensiamo ad esempio agli antifurti satellitari, ma anche a quegli accessori abbinati all’assicurazione Bonus Malus erogati (anche) da alcuni istituti bancari. Molti utenti posseggono già strumenti che controllano lo stato del veicolo (ti avvisano ad esempio se la batteria è scarica), inviano soccorsi in caso di guasto, controllano il chilometraggio effettuato per calibrare la tariffa e cose di questo tipo. Dunque la Black Box è solamente l’evoluzione di sistemi già esistenti atti a garantire maggiore sicurezza nelle strade. Lo chiede l’Europa, con una direttiva risalente al 2019.

Il Regolamento UE 2019/2144

Lo scopo di queste direttive è ad ampio raggio e va a completare un disegno già partito negli anni precedenti al 2019. In pratica si va a individuare tutta una serie di tecnologie che “mirano a ridurre in modo significativo il numero di decessi e di lesioni gravi sulle strade dell’Unione europea (l’Unione) introducendo sistemi di sicurezza all’avanguardia come dotazione standard del veicolo, e a migliorare la competitività dei costruttori di veicoli dell’Unione sul mercato globale fornendo il primo quadro giuridico dell’Unione per veicoli automatizzati e totalmente automatizzati. Questo nuovo regolamento sulla sicurezza generale aggiorna i requisiti di sicurezza dei veicoli dell’Unione, compresi quelli volti ad affrontare le preoccupazioni specifiche degli utenti vulnerabili della strada, come pedoni e ciclisti.”

Quando scatta l’obbligo della scatola nera

L’entrata in vigore dell’obbligo di Black Box a bordo è prevista a breve. L’adeguamento alle novità è previsto per le auto di nuova omologazione a partire dal 6 luglio 2022, ma sarà obbligatorio sulle auto di nuova immatricolazione dal 7 luglio 2024. Naturalmente non si parla solamente di auto, ma anche di camion, furgoni, autobus eccetera per i quali però è prevista una finestra temporale di adeguamento più ampia: parliamo infatti della fine del 2029. Si tratta di uno dei pezzi del puzzle che andranno a comporre l’Agenda 2030.

Il piano di sicurezza da completare entro quell’anno è anche denominato “Piano Vision Zero”. Questa espressione è sconosciuta ai più. In realtà si tratta di un obiettivo nato già alla fine degli anni ‘90 in Svezia. Ha lo scopo di diminuire drasticamente le vittime di incidenti stradali. Per adesso, insomma, gli automobilisti possono tirare un sospiro di sollievo. Non è detto che a breve non vengano imposti adeguamenti anche ai veicoli immatricolati nell’ultimo decennio.

Non solo scatola nera: ecco la lista degli altri dispositivi obbligatori

Per raggiungere l’obiettivo sicurezza “totale”, però, l’Europa non ha individuato solamente l’installazione della scatola nera che, di fatto, serve più che altro a posteriori. Dopo cioè che l’incidente si è già verificato. Per offrire maggior tutela a guidatori e pedoni, sono previsti altri dispositivi obbligatori. Verranno installati nelle nuove auto come dotazione standard.  Ecco quali altri meccanismi di sicurezza si troveranno sui mezzi a 4 ruote. Con la speranza che ciò non vada a influire troppo sul prezzo finale dei nuovi veicoli.

Con le medesime tempistiche previste per la Black Box, dovrà essere presente anche l’Adattamento intelligente della velocità (Intelligent speed assistance ISA). Si tratta di un dispositivo che permetterà al conducente di mantenere la velocità più idonea in base alla situazione (traffico, manto stradale eccetera). Sarà obbligatorio anche l’Etilometro di bordo, ovvero un dispositivo che impedisce al motore del veicolo di accendersi qualora il suo proprietario abbia superato i limiti imposti dalla Legge.

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La scatola nera viola la Privacy?

Il tema Privacy è più scottante che mai. Tra App di tracciamento, Super Green Pass, Big Data e chi più ne ha più ne metta, i cittadini avvertono sempre più di far parte di un Sistema stile “Grande Fratello”. In questo senso, però l’Europa rassicura i futuri possessori di Black Box. Sebbene sarà installata sotto al sedile del guidatore (e verrebbe da fare più di una battuta ironica in tal senso) per facilitarne il recupero dopo l’incidente da parte delle Forze dell’Ordine, il dispositivo non registrerà né suoni né immagini. I dati resteranno comunque anonimi. Ovvero saranno accessibili solamente alle Istituzioni preposte. I dati non sono archiviati né trasmessi telematicamente. Il loro utilizzo sarà indirizzato solamente alla comprensione delle dinamiche dell’incidente.