Pensione di invalidità con dolori cervicali: quando l’INPS eroga l’assegno

L’INPS eroga la pensione di invalidità a chi soffre di dolori cervicali ad alcune condizioni. Scopriamo i requisiti per poter ottenere la prestazione nel 2022.

pensione invalidità
Adobe Stock

L’Istituto Nazionale per la Previdenza Sociale consente ad alcuni cittadini di ottenere la pensione di invalidità. Si tratta di una prestazione economica che prevede l’erogazione di un assegno mensile nel momento in cui il richiedente presenta un’invalidità civile riconosciuta dal medico di famiglia e accertata da una commissione medica dell’INPS. In base al grado di inabilità si avrà accesso ad una prestazione specifica e l’importo erogato varierà. E’ possibile ottenere la prestazione se si soffre di diabete, depressione, neoplasia, disturbo bipolare, malattie autoimmuni, l’elenco è lungo e comprende anche i dolori cervicali.

Invalidità civile, un 2022 di cambiamenti: nuovi importi e limiti reddituali

Invalidità e dolori cervicali, quando si ottiene la pensione

Il dolore cervicale è doloroso e tante persone ne soffrono. Non tutte, però, possono ottenere la pensione di invalidità dato che, come accennato, l’erogazione è legata alla presenza di un certo grado di invalidità. La cervicalgia può avere molte cause, quella più comune è la degenerazione della colonna verticale, e conseguenze differenti.

Per poter ottenere la pensione di invalidità occorrerà dimostrare che il dolore alla cervicale è talmente forte da non poter svolgere le normali attività quotidiane men che mai quelle lavorative. L’invalidità riconosciuta, dunque, dovrà essere compresa tra il 74 e il 99% per essere collegata all’erogazione dell’assegno mensile. I casi in cui la cervicalgia porta ad un grado di invalidità così elevato sono molto rari, di conseguenza, ottenere la pensione per questa patologia risulterà alquanto difficile.

Cervicalgia, quale prestazione ottenere?

Dopo aver appurato che i dolori cervicali non rientrano nelle tabelle di invalidità stilate dall’INPS se non con un grado di inabilità compreso tra il 74 e il 99%, capiamo se chi soffre di cervicalgia può usufruire di altre prestazioni. Ebbene, i soggetti con tale patologia possono approfittare delle detrazioni IRPEF al 19% sulle spese mediche effettuate. La franchigia è di 129,11 euro. Ciò significa che su una eventuale spesa di 2 mila euro – ad esempio – occorrerà prima sottrarre la franchigia ottenendo 1.871 euro per poi applicare la detrazione del 19% ossia 355 euro. Tale sarà la somma che il contribuente scalerà dalle tasse l’anno successivo alla spesa effettuata.

Infine, ricordiamo che i dolori cervicali rientrano tra le malattie che consentono di ottenere la Legge 104. E’ possibile se la cervicalgia è legata all’artrite reumatoide, alla sclerodermia, alle spondiloartriti, al lupus eritematoso o alle vasculiti.