Green pass, la mappa completa delle ultime disposizioni: ecco dove non si entra

Le nuovi disposizioni impongono ancora una sorta di formazione preventiva per capire meglio, vederci chiaro.

Green Pass multe
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Le ultime settimane si sono dimostrate più che faticose per i cittadini italiani. Da un lato l’incalzare della pandemia sempre più opprimente, pronta a compromettere ogni aspetto della vita comune, dall’altro la risposta dei governi, sempre pronti all’azione per evitare che i contagi salgano vertiginosamente e portino ad ulteriori restrizioni o chiusure. Al momento, il Green pass ha letteralmente invaso la vita di tutti i giorni degli italiani. Vaccino, positività riscontrata o tampone periodico. Le uniche vie prima d’ora per accedere a quelli che sono i luoghi maggiormente frequentati. Dai trasporti, al lavoro, al parrucchiere, al cinema al teatro. Gli ambiti, concretamente o potenzialmente sono quasi tutti toccati.

Nei prossimi giorni è atteso un nuovo Dpcm, aggiornato secondo tutte le informazioni ed i dati raccolti negli ultimi giorni regione per regioni. Il rapporto tra Governo e regioni, quella sorta di cabina di regia che tiene in equilibrio le varie indicazioni, dinamiche e decisioni prese. Ci si avvia verso la fase discendente di quella che è comunemente ormai denominata quarta ondata. A breve saranno davvero pochi i luoghi ai quali si potrà accedere sprovvisti di Green pass. Non basterà, in alcuni di essi nemmeno il tampone periodico. O dose vaccinale o certificata guarigione, altrimenti, per il malcapitato di turno solo porte in faccia.

Green pass, la mappa completa delle ultime disposizioni: ecco cosa potrebbe accadere nel giro di pochi giorni

Dal prossimo 1° febbraio senza Green pass al seguito sarà possibile accedere esclusivamente presso i negozi alimentari, quelli del settore sanitario, supermercati, ottica, acquisto di pellet o legna per il riscaldamento, carburanti e – solo all’aperto – dal tabaccaio e dall’edicolante. Si discute ancora, inoltre sulla questione centri commerciali e si attende una risposta precisa da parte del Governo. Il sistema a colori, intanto tiene banco e vede molte regioni correre rischi nemmeno poi tanto lievi già dalla prossima settimana. In Italia, ad oggi, sono già otto le regioni oltre la soglia del 20% di occupazione dei posti letto causa covid nei reparti di terapia intensiva.

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Tra le otto regioni in questione troviamo Lazio, Toscana e Piemonte. Nei reparti normali la media invece si muove nel seguente modo: a media nazionale sale al 29%, con Lombardia al 34, Sicilia al 35, Calabria al 41 e Valle d’Aosta al 69%. Proprio in Valle d’Aosta il governatore Erik Lavevaz sembra molto preoccupato dall’attuale situazione: “Un passaggio in zona rossa per noi sarebbe la tragedia. Vorrebbe dire chiudere gli impianti di risalita – dice – in un momento in cui c’è un pò di ripresa rispetto all’anno scorso. Tutto è appeso ai numeri dei posti letto impegnati nei reparti di rianimazione valdostani, comunque esigui e sotto le dieci unità. «Abbiamo chiesto un conteggio puntuale per chi è ricoverato con sintomi e chi per altre ragioni ma è risultato positivo a un tampone, chiarisce il governatore rilanciando il tema della modifica del conteggio dei positivi nei reparti”.

In merito alla questione lo stesso Governo ha promesso un tavolo tecnico con i governatori proprio per discutere delle situazioni più spinose, cosi come sottolineato, tra l’altro dal sottosegretario alla Salute, Andrea Costa, che ha cosi dichiarato: “Su questo credo che una riflessione possa essere assolutamente fatta, perché è giusto, davanti ad un 90% di italiani vaccinati, dare delle prospettive ai cittadini“.

Per quanto riguarda i vaccini, inoltre va sottolineato il record della scorsa settimana con il numero assolutamente da primato di 4,5 milioni di iniezioni. Stabili le prime dosi con un obiettivo ben preciso nella testa di quanti stanno lavorando in questa dura e complessa campagna vaccinale, raggiungere il 90%. Il 2022 è appena iniziato e già si sente la fatica di queste tremende prime settimane. Si spera nel futuro prossimo, nelle imminenti giornate che verranno. Le cose potrebbero presto cambiare, come si augurano praticamente tutti.