PostePay, il caso clamoroso: invece di incassare i soldi… Cos’è successo

Credeva di ricevere un accredito, invece la sua carta era stata clonata. La denuncia salva una cliente PostePay e incastra il suo truffatore. Ma non sempre va così…

Truffa PostePay
Foto © AdobeStock

Una situazione paradossale quella che ha investito una cliente PostePay. Di forme truffaldine ne abbiamo viste molte in quest’ultimo periodo, soprattutto legate a tentativi di estorcere dati sensibili. Lo strumento di pagamento prediletto dai clienti di Poste Italiane, tuttavia, sembra incappato in un guaio decisamente grande per venirne fuori col semplice buonsenso. Secondo quanto riferito dal sito IlGazzettino.it, uno dei casi di truffa più eclatanti ha visto una persona che, al momento di incassare 450 euro dalla vendita del suo divano, si è invece ritrovato con la sua carta completamente prosciugata. Una vicenda datata a marzo 2019 ma risolta solo ora, con una condanna per truffa aggravata e un risarcimento del danno.

Un lieto fine in pratica, a fronte di altri tentativi di raggiro che, invece, hanno avuto finali decisamente meno rosei per le vittime. Il metodo di clonazione delle carte, infatti, è una vera e propria piaga per i clienti PostePay. E spesso difficilmente contrastabile, in quanto gli importi mossi spesso non sono elevati e, per questo, è più difficile accorgersi in tempo di star subendo una truffa. Nel caso in questione, la strategia del truffatore è stata semplice, quanto elaborata. E, per suo effetto, è stata la stessa vittima a rimpinguare il suo conto. Ma andiamo con ordine.

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PostePay, l’inganno della carta: cosa è successo

Dopo aver messo un annuncio sul web, una donna aveva cercato di vendere il suo divano. E, dopo qualche tempo, sembrava finalmente aver trovato un acquirente interessato. Dopo essersi accordati per il pagamento tramite PostePay, quello che si sarebbe rivelato poi un truffatore ha chiesto alla signora di recarsi a uno sportello Atm e di inserire i codici per consentirgli di accreditare la cifra richiesta. La prima operazione, tuttavia, non è andata buon fine. La donna, infatti, non ha trovato traccia di alcun accredito e, per questo, ha ripetuto l’operazione per altre tre volte. Chiaramente, nel frattempo, l’importo del denaro era tutt’altro che accreditato sulla sua carta, quanto piuttosto prelevato dal “compratore”.

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Accortasi che qualcosa non quadrava, la donna ha deciso di sporgere denuncia, rendendosi conto in breve tempo che i codici richiesti erano stati clonati e dalla sua carta il denaro usciva anziché entrare. Gli accertamenti svolti hanno individuato in poco tempo la truffa e, poco dopo, anche colui che l’aveva messa in atto. Dopodiché è partito l’iter processuale, fortunatamente concluso con il risarcimento del denaro alla signora. Purtroppo, però, non sempre tutto finisce bene. Anzi, in molti casi i truffati non riescono a rintracciare colui che li ha raggirati e, per questo, non riescono a ottenere giustizia. In questi casi la prudenza non è mai troppa. Prima di accettare transazioni di questo tipo è sempre bene verificare l’attendibilità del compratore e, soprattutto, non fornire i propri codici.