I prezzi di smartphone e altri dispositivi mobili sono in salita. Ma non è sempre (e solo) colpa dell’inflazione. Il trend è quasi naturale…

Smartphone inflazione
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Da accessorio a strumento indispensabile e sempre più sofisticato. Da semplice telefono a smartphone (e iPhone naturalmente), il passo dei dispositivi mobili è stato decisamente breve, oltre che ampio. Un balzo quasi, visto che il loro potenziamento è stato repentino, nell’arco di nemmeno un paio di decenni. E l’evoluzione continua, fornendo i consumatori di dispositivi sempre più performanti, dotati di connessione e tutte le funzionalità più utili per rendere più agevole la vita quotidiana. In pratica, la parte legata alle telefonate è diventata quasi secondaria. Oggi, per essere considerato davvero efficiente, uno smartphone deve innanzitutto garantire un’ottima performance in termini di rete.

Ecco perché, nonostante le difficoltà economiche che possono essere incontrate, quello dello smartphone è uno dei pochi acquisti per i quali davvero non si bada a spese. Nonostante il prezzo medio di tali dispositivi sia aumentato e non solo per scelta delle compagnie di produzione. L’inflazione in salita, infatti, ha inevitabilmente rimodulato il prezzario di ogni bene di largo consumo, portando i contribuenti a dover bilanciare al meglio le entrate e le uscite. Peraltro, nel caso degli smartphone, l’aumento medio è stato fin troppo evidente.

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Smartphone, quanto aumentano i prezzi con l’inflazione

C’è da dire che l’inflazione rappresenta solo una parte del problema. La centralità sempre più evidente degli smartphone e degli altri dispositivi mobili nelle nostre vite, infatti, ha fatto sì che i consumatori stessi volgano il proprio sguardo verso i modelli più costosi. I cosiddetti top di gamma. Anche scegliere una gamma media, inoltre, non sarebbe una garanzia di risparmio, dal momento che anche gli smartphone di questo tipo hanno alzato il tiro. In questo caso l’inflazione entra in ballo in modo più diretto. Senza contare che, come ogni ambito della tecnologia, anche gli smartphone incappano in un gioco al rialzo-ribasso dovuto all’ampia concorrenza. L’immissione sul mercato di novità in termini di programmazione e servizi, porta inevitabilmente alla salita dei costi. Meglio sarebbe cercare la promozione, molto spesso la vera arma decisiva per evitare i rincari.

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Si tratti di un Samsung, di Apple o Xiaomi, difficilmente si riuscirebbe a strappare un prezzo di favore. Anzi, gli effetti dell’inflazione in sé (previsto fra il 2,8% e il 3% nei prossimi mesi), potrebbero non essere ancora profilabili in modo concreto. Trattandosi di un segmento del mercato in notevole evoluzione (e soprattutto rapida), i prezzi salgono già di per sé, senza influssi diretti da parte della disparità fra costi e forza d’acquisto. Cosa che invece avviene regolarmente in altri ambiti. C’è da dire che, passato il 2022, l’auspicata ripresa del prossimo anno dovrebbe stabilizzare quella che, a ora, è un’impennata continua. Parecchio dipenderà dalla liquidità a disposizione. Difficilmente, però, il settore dei dispositivi mobili incapperà in una decrescita.