Essere architetto oggi è rappresenta il sogno di moltissimi giovani. Creatività, comunicazione, conoscenze tecniche e matematiche, costante rapporto con il mondo che ci circonda, sguardo vigile al passato. Ecco il percorso da intraprendere e le possibilità di carriera.

Sei appassionato di architettura e non puoi fare a meno di ammirare con stupore gli edifici della tua città? Vorresti lavorare nell’architettura, ma non hai ancora ben chiaro il percorso da intraprendere?

Per antonomasia l’architetto è l’esperto della progettazione nel mondo dell’edilizia, ma contrariamente da quanto si è portati a pensare il suo profilo non è spendibile soltanto nel settore edile ma, come vedremo quest’oggi, le sue specializzazioni sono le più varie e vanno dal design di interni, alla grafica, alla progettazione industriale.
Un lavoro richiesto, stimolante e redditizio, tanto che molti si chiedono “come faccio a diventare architetto?“.
Oggi forniremo delle linee guida a tutti gli interessati, indicando un percorso formativo continuo che parte dal conseguimento della laurea, passa dall’esame di stato e prosegue in maniera perpetua con la formazione continua a l’aggiornamento professionale.

Architetto oggi: creatività, comunicazione, senso critico

Secondo Isfol (l’Istituto per lo sviluppo della formazione professionale dei lavoratori), è importante avere buone doti di comprensione e di comunicazione, oltre che senso critico e capacità di sintesi. Tra le tre principali caratteristiche della personalità che vengono utilizzate nello svolgimento dell’attività lavorativa di architetto ci sono sicuramente quelle di tipo artistico, ma non solo: essere analitici e precisi darà una marcia in più, ma può aiutare anche possedere un certo senso pratico.

Cosa fa davvero un architetto

In generale l’architetto si occupa di pianificazione, conservazione e restauro, del desing, nonché della costruzione e manutenzione di opere civili ed industriali.

Detta così la professione di architetto sembra impersonale e fredda, ma in realtà è un lavoro in cui il buon gustoottimi criteri estetici ed una preparazione scientifica invidiabile si amalgamano.

Lavorare nell’architettura (anche in base alla tua specializzazione) ti porterà infatti a:

  • progettare la forma, gli interni e gli arredamenti degli edifici civili;
  • disegnare e progettare mezzi di trasporto ed infrastrutture su scala industriale;
  • valorizzare il paesaggio architettonico occupandoti anche del verde urbano;
  • occuparti della sicurezza di strutture ed infrastrutture in diversi ambiti.

Insomma, nella tua professione di architetto ti occuperai della progettazione, costruzione e manutenzione delle diverse opere dalla A alla Z, oltre a fornire consulenze specialistiche in merito a sicurezza, stime catastali e così via, e a condurre opere di restauro e recupero architettonico.

La formazione superiore, chi ben comincia

La formazione scolastica per diventare un professionista in ambito architettonico deve iniziare già dopo la terza media, appunto con l’istruzione superiore.

Si consigliano in previsione di un’università specifica il Liceo Scientifico o il Liceo Artistico, quest’ultimo caratterizzato da percorsi di studi ad hoc per i futuri architetti.

Le materie che è bene assimilare al più presto sono il disegno tecnico a mano libera, prospettive ortogonali e la lettura delle planimetrie, ma non devono essere tralasciate la matematica, la fisica, la chimica e anche l’informatica.

Percorso di studio: la laurea in Architettura

Prima di tutto occorre sicuramente conseguire un percorso di studi specifico, in questo caso appunto quello che porta al conseguimento della laurea in architettura, una facoltà che si trova in quasi tutte le Università italiane e perché no anche all’estero. Per diventare i Calatrava, i Le Corbusier o i Piano del futuro, esistono ben 35 università in Italia che prevedono nel piano didattico la Laurea in Architettura. L’accesso alle Università in Italia è regolamentato con decreti che ne regolano il numero programmato come per le professioni mediche e sanitarie.

Bisogna superare un test per il quale sono richieste nozioni di matematica, geometria, fisica, informatica.

Sono quattro i percorsi formativi comuni della Laurea in Architettura: architettura, urbanistica, conservazione dei beni architettonici, restauro.

Il Corso di studio in Architettura è una laurea Magistrale di durata quinquennale a ciclo unico, a numero programmato, a cui si è ammessi previo superamento di una prova selettiva unica su scala nazionale.

Il percorso di studio intende fornire allo studente tutti gli strumenti per un approccio consapevole alla professione. Vuole formare una figura di architetto capace di gestire l’ampiezza e la complessità delle conoscenze di carattere pluridisciplinare utili. Un architetto immerso nel presente, che sappia guardare al futuro e rapportarsi con l’eredità del passato sia in termini culturali, sia nei confronti del patrimonio monumentale, edilizio, paesaggistico ed ambientale. Al centro del percorso formativo è posto il progetto architettonico, nelle sue specifiche declinazioni (compositiva, tecnologica e conservativa) e alle diverse scale (edilizia, urbana e territoriale), inteso come processo critico e creativo, nei termini di una effettiva eseguibilità tecnica e tecnologica.

Percorso quinquiennale

Trattandosi di una Laurea Magistrale a ciclo unico la durata del percorso sarà di 5 anni, durante i quali lo studente acquisirà gli strumenti, le capacità e le competenze per approcciarsi alla professione in maniera autonoma e consapevole, tuttavia è possibile anche conseguire una laurea triennale.

Le università italiane più prestigiose

L’università giusta è fondamentale per avviarsi nello specifico a diventare un architetto professionista; in Italia quella ideale è il Politecnico di Milano con sedi e distaccamenti anche a Torino, Como, Cremona, Lecco, Mantova, Piacenza.

Qui lo studente dovrà effettuare un test di idoneità d’ingresso che comprenderà domande su svariate materie di interesse come anche la logica e la cultura generale, il design, ecc.

Una volta superato questo esame potrà accedere ai corsi preferiti e in ambito architettonico il Politecnico di Milano offre diverse facoltà, tra queste ad esempio Architettura Ambientale, Urbanistica e tante altre.

Le materie da studiare, le conoscenze da acquisire

Studiare architettura significa avvicinare la storia e la vita contemporanea attraverso la sua costituzione spaziale a tutti i livelli: l’oggetto, la casa, il quartiere, la città, la regione, il territorio, lo spazio virtuale.

La Facoltà di Architettura si propone di formare persone culturalmente consapevoli e professionalmente capaci di progettare e controllare le trasformazioni indotte dall’uomo sull’ambiente, considerato in senso ampio.

La figura di architetto proposta è quella di un operatore proiettato nel campo della progettazione architettonica ma non solo. Parliamo anche di urbanistica, del paesaggio e di restauro, come anche del design industriale e delle nuove tecniche di comunicazione multimediale.

Queste in linea di massima le materie principali del corso di studio: disegno, rilievo, geometria descrittiva, matematica, statica, scienza delle costruzioni, fisica tecnica, storia dell’architettura, storia dell’arte, restauro, progettazione). Il piano di studi può variare in base all’università dove è attivo il corso di laurea.

Una volta conseguita la laurea, potreste decidere di specializzarvi in un campo particolare.

Formazione continua e aggiornamento professionale

Per gli ordini professionali vige una normativa che impone i percorsi di formazione continua e di aggiornamento, per assicurare al cliente uno standard di servizio elevato e soprattutto al passo coi tempi e aggiornato con le nuove normative.
L’unità di misura per la formazione professionale da allora sono i CFP, o crediti formativi professionali per l’appunto, conseguibili tramite:

  • seconde lauree;
  • master e dottorati di ricerca;
  • ulteriori specializzazioni;
  • convegni, seminari, conferenze o altre attività selezionate dai Consigli Nazionali o Ordini Territoriali;
  • corsi di formazione in aula;
  • formazione a distanza;
  • corsi di formazione in e-learning;

L’esame di Stato

Gli architetti sono dei professionisti, come lo sono medici, avvocati, ingegneri, agronomi, farmacisti e commercialisti, in quanto è loro richiesto un percorso formativo specifico e una precisa abilitazione professionale (esame di stato o di abilitazione).

Al termine degli studi, il laureato, può sostenere l’esame di abilitazione all’esercizio della professione di architetto. A seguito di abilitazione potrà iscriversi all’albo nella categoria senior”(sezioni architettura, pianificazione, paesaggio, conservazione).

L’esame di Stato per l’abilitazione professionale è uno step necessario per diventare architetto e conseguire l’abilitazione professionale al termine degli studi universitari.

È possibile iscriversi a due distinte sezioni dell’Albo professionale in base al diverso grado di capacità e competenza acquisita mediante il duplice percorso formativo universitario, di primo livello e secondo livello, a secondo se si è in possesso di un titolo junior (laurea triennale) o senior (laurea magistrale).

Sbocchi professionali con la laurea

Scopriamo insieme quali sono gli sbocchi professionali di una laurea in architettura.

Architetto edile

Si occupa di progettare costruzioni edilizie, alla base delle sue competenze ci sono paesaggistica e urbanistica.

Architetto d’interni

Progetta gli interni di un edificio dal punto di vista sia edile che stilistico/decorativo.

Bio-architetto

Progetta edifici capaci di integrarsi con l’ambiente esterno, sia dal punto di vista ecologico (l’edificio deve avere un impatto ambientale minimo), sia dal punto di vista storico/paesaggistico (l’edificio deve integrarsi con la storia e le tradizioni dell’ambiente in cui si trova).

Architetto del paesaggio

Si occupa della pianificazione degli spazi aperti intesi in un’accezione molto ampia: aree protette, parchi, terrazze, giardini.

Architetto pianificatore

Si occupa delle trasformazioni del territorio.

Architetto conservatore

Il suo compito è quello di recuperare e rivalutare strutture architettoniche degradate.

Sul sito web dell’università che vi interessa troverete tutte le informazioni legate ai corsi di laurea magistrale disponibili o alle specializzazioni che potrete conseguire durante o al termine del vostro ciclo di studi.

Prospettive di lavoro di un architetto oggi

Gli indicatori statistici mostrano una buona percentuale di inserimento dei laureati nel mondo del lavoro; il corso di studio si posiziona da anni nei primi posti nelle maggiori classifiche a livello nazionale ed europeo.
I laureati nei corsi di laurea magistrale potranno essere inseriti in diversi ambiti operativi.

Principalmente si tratta di percorsi di natura professionale in qualità di architetto, pianificatore, paesaggista e specialista nel restauro e nella conservazione. Tutto questo avviene all’interno di istituzioni ed enti pubblici e privati, studi professionali e società di promozione, di progettazione e di costruzione.

I principali sbocchi occupazionali previsti per il laureato ruotano attorno alla predisposizione di progetti di opere ed alla direzione della loro realizzazione, coordinando altre figure professionali ed operatori.

Quanto può guadagnare un architetto oggi?

All’inizio, nella fase post-universitaria, come per tutti i lavori c’è la cosiddetta “gavetta”. Toccherà lavorare sodo per raggiungere guadagni non proprio soddisfacenti, però è solo questione di “prima esperienza”. Il lavoro da architetto è remunerativo, specie quello da libero professionista. Una volta terminati gli studi e iniziato il tirocinio obbligatorio in uno studio, cominciano a vedersi i primi guadagni.

Accumulare esperienza servirà ad accrescere il proprio portafoglio. Se nei primi tre anni si può arrivare con un lavoro da architetto dipendente fino a 1300 euro mensili, successivamente le cose possono cambiare. Questo avviene grazie alla costruzione di una rete di contatti e dimostrando il proprio valore e le proprie abilità le cose andranno decisamente meglio.

L’apertura di uno studio indipendente farà la differenza (ma soprattutto a fare la differenza sarà il talento e la professionalità dell’architetto!). Questo è un passo coraggioso ed importante che verrà ricompensato man mano che la clientela acquisirà fiducia nel nuovo professionista.

Indicativamente si parla di un guadagno che potrebbe aggirarsi dai 3mila ai 5mila euro mensili.

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Ma naturalmente ci sono “professionisti” prestigiosi, forti di una attività consolidata, che possiedono un proprio studio “all’avanguardia”. E addirittura possono contare su un proprio staff, una propria equipe di architetti. Queste “eccellenze” possono arrivare a guadagnare decine di migliaia di euro per un progetto.