I riferimenti del codice ATECO, le categorie lavorative: i dettagli sono diversi e tutti importanti per l’esonero contributivo. Ma anche l’errore è dietro l’angolo.

Esonero contributivo
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Buone notizie per una serie di lavoratori che, con il recente messaggio dell’Inps (il numero 96), hanno incassato l’ufficialità sull’esonero contributivo. La comunicazione del 10 gennaio mette in fila i dettagli di una procedura che, per molti lavoratori, significherà una busta paga di più ampio respiro, sgravata di quella componente volta a sostenere l’onere dei contributi. La decontribuzione si applicherà indifferentemente a chi opera nei settori del turismo, del commercio, dello spettacolo, della cultura e negli stabilimenti balneari. Le domande andranno presentate in base ai nuovi codici ATECO, tramite i quali si determinerà chi effettivamente ha diritto al beneficio.

Chi ha già provveduto all’invio della domanda fra l’11 novembre e il 16 dicembre 2021 non dovrà procedere con ulteriori pratiche. L’Inps fa sapere che le richieste sono state elaborate e, per coloro che hanno ricevuto l’accoglimento della richiesta di esonero contributivo, sarà ora possibile compilare le dichiarazioni vere e proprie. Accedendo al sito Inps, tramite chiaramente Spid e altri sistemi di identificazione, sarà possibile consultare l’esito delle domande e verificare l’importo che verrà riconosciuto a titolo d’esonero.

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Esonero contributivo: come richiedere il riesame

Nel momento in cui un lavoratore ritenesse l’importo autorizzato come esonero non corrispondente alla cifra attesa, potrà chiedere il riesame dell’istanza tramite il datore di lavoro. In questo caso, la domanda dovrà essere propedeutica a una rideterminazione dell’importo (qualora naturalmente l’ente concordi sull’imprecisione dei calcoli). Occhio alle tempistiche: il riesame dovrà essere chiesto entro trenta giorni dalla data di pubblicazione del messaggio, ovvero il 10 gennaio 2022. In sostanza, dal momento che l’esonero contributivo sarà già attivo in queste settimane, è bene effettuare la verifica immediata degli importi, così da inoltrare eventuale richiesta di riesame entro i tempi concessi.

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Come detto, sarà il datore di lavoro a dover procedere. Per far questo, dovrà accedere al portale di riferimento delle agevolazioni sul sito Inps. Da qui, far click sulla pagina di destinazione del modulo utile per la domanda (“SOST.BIS_E”). E’ lo stesso messaggio dell’Inps a chiarire le procedure, ricordando anche sia i criteri contabili che tecnici per poter fruire dell’esonero contributivo. Il quale, come visto, andrà ad alzare l’importo netto in busta paga per tutti quei contribuenti che riusciranno a beneficiarne. La circolare 140/2021 ha spiegato che l’importo sarà basato sulle ore di integrazione salariale fruite nei primi tre mesi del 2021. Per la precisone, sarà il doppio di queste. Esclusi premi e contributi riferiti all’Inail.