A gennaio scattano le trattenute Irpef ma anche la rivalutazione con sistema perequativo. E da febbraio arrivano i controlli sulle pensioni all’estero.

Pensioni verifiche ricalcolo
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Anno nuovo ma (ancora) non vita nuova per le pensioni degli italiani. Anche se, con l’arrivo del 2022, si andrà ad adeguare il calcolo delle pensioni al costo della vita, con una rivalutazione che alzerà gli assegni ma solo per alcuni contribuenti. L’indice di perequazione viaggia sul +1,7% rispetto al 2021 ma già qui potrebbe arrivare la prima decurtazione. Secondo l’Inps, infatti, nei primi tre mesi dell’anno appena iniziato si scenderà all1,6%, con risalita solo nella prossima primavera, ovvero nel periodo dei conguagli. A gennaio, infatti, per le pensioni si registra un momento tutt’altro che facile, visto che scatterà anche la trattenuta (o le trattenute) sulle addizionali regionali e comunali. Su queste, bisogna considerare che la loro suddivisione è effettuata sulla base di 11 rate nell’anno successivo a quello di riferimento.

E attenzione, perché qualora le trattenute siano inferiori rispetto al dovuto su base annua, il recupero verrà effettuato a debito sul calcolo degli assegni dei primi due mesi dell’anno in corso. Rateazione fino a novembre solo nel caso dei pensionati con una cifra annua superiore a 18 mila euro e solo con conguaglio a debito sopra i 100 euro. In sostanza, accanto agli incrementi dovuto alla revisione del calcolo perequativo, bisognerà fare i conti anche con le trattenute classiche del periodo di gennaio. Inoltre, anche in presenza di somme conguagliate, si dovrà procedere a documentarle all’interno della Certificazione unica.

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Pensioni, controlli a tappeto sui residenti all’estero

Le pensioni attendono quindi la riforma, disponendo per il momento di una strategia di accompagnamento verso l’anno prossimo. Abbiamo visto come alcuni strumenti di pensione anticipata siano stati potenziati o semplicemente rinnovati anche per il 2022. Ma le risorse della Legge di Bilancio potrebbero essere implementate anche da una serie di controlli, disposti al fine di evitare erogazioni a vuoto. Nel mirino, in particolare, finiscono i pensionati all’estero. L’obiettivo dell’Inps è quello di effettuare delle verifiche a tappeto (l’Istituto lo aveva annunciato già prima di Natale) su chi percepisce una pensione risiedendo però al di fuori dei confini nazionali. Semplicemente, costoro dovranno dimostrare la loro esistenza in vita. Una pratica da assolvere sia tramite documentazione  che testimonianza de visu.

A partire dal prossimo 7 febbraio, infatti, c hi risiede in America, negli Stati dell’Est Europa e nella Scandinavia, ma anche in tutta l’Asia (inclusi Medio ed Estremo Oriente), riceverà una notifica da Citibank Na. Ovvero l’istituto attraverso il quale l’Inps esegue i pagamenti all’estero. Nella comunicazione, si specificherà la necessità di inviare un modulo di attestazione di esistenza in vita. La scadenza per inviarla all’ente sarà il prossimo 7 giugno 2022. Dopodiché, in caso non venga assolto l’obbligo, il pagamento delle pensioni scatterà in contanti presso le Agenzie Western Union, in attesa che la documentazione richiesta arrivi.

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Qualora non solo non arrivi la certificazione ma non venga nemmeno ritirato l’importo, questo sarà sospeso a partire dalla rata di agosto 2022. Altri controlli verranno effettuati, a partire dal 14 settembre, per i residenti in Africa, Oceania e nei restanti Paesi europei. La compilazione del modulo, in questo caso, avrà scadenza 12 gennaio 2023. Dopodiché si applicherà la medesima procedura di sospensione.