Occhio ai costi e ai rischi derivanti dal lasciare i soldi fermi sul conto corrente: i nostri risparmi, infatti, sono in pericolo! Ecco cosa c’è da sapere.

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Alimentazione, bollette di acqua, luce e gas, ma anche vestiti, istruzione e tempo libero. Sono davvero tante le volte in cui ci ritroviamo a dover mettere mano al portafoglio per pagare i vari beni e servizi in grado di soddisfare le nostre necessità quotidiane. Una chiara dimostrazione di come il denaro, pur non essendo garanzia di felicità, ci aiuti a risolvere un bel po’ di situazioni problematiche. Non crea stupore, pertanto, il fatto, che in molti decidano di volgere un occhio di riguardo al mondo del risparmio.

Questo in modo tale da avere sempre qualche euro in più a cui attingere in caso di necessità. Una decisione che può, purtroppo, rivelarsi, molto spesso controproducente. Questo per via dei costi e dei rischi derivanti dal lasciare i soldi fermi sul conto corrente. Un vero e proprio scenario da incubo, per cui i propri risparmi possono in molti casi essere in pericolo. Entriamo quindi nei dettagli e vediamo tutto quello che c’è da sapere in merito.

Conto corrente, perdi 300 euro senza nemmeno accorgetene: l’ultimo terribile incubo

Conto corrente, occhio a costi e rischi: tutto quello che c’è da sapere

Gli strumenti di pagamento sono protagonisti di una continua evoluzione, che sembra destinata a non arrestarsi. Non crea stupore, infatti, che si faccia sempre più largo l’ipotesi che nel breve periodo ci potremmo ritrovare a dover dire addio all’utilizzo del contante e ai prelievi da conto corrente.

Proprio soffermandosi su quest’ultimo, è bene sapere che lasciare grosse somme di denaro può rivelarsi, spesso, particolarmente controproducente. Questo per via dei vari costi di gestione che ci ritroviamo a sostenere e che finiscono, inevitabilmente, per avere un impatto negativo sui nostri risparmi.

Se tutto questo non bastasse, nel caso in cui sul proprio conto si registri una giacenza media annuale superiore a 5 mila euro bisogna fare i conti con un prelievo forzoso. Si tratta dell’imposta di bollo, il cui importo è pari a 34,20 euro all’anno per le persone fisiche e 100 euro l’anno per le persone giuridiche.

Sempre in tale ambito, inoltre, è bene sapere che il calcolo della giacenza media, ai fini dell’applicazione dell’imposta bollo, viene effettuato prendendo in considerazione tutti i rapporti intestati a un’unica persona fisica o aperti presso una sola banca.

Conto corrente, attenti all’inflazione: riduce il nostro potere d’acquisto

Oltre al fatto di veder erodere i propri risparmi a causa dei vari costi di gestione e imposta di bollo, un altro aspetto da non trascurare è indubbiamente l’inflazione. Un fenomeno, quest’ultimo, con cui ci ritroviamo, purtroppo, a dover fare i conti proprio in questo periodo e che finisce per portare con sé delle ripercussioni sui prezzi dei vari prodotti.

L’aumento dell’inflazione, infatti, comporta una vera e propria impennata dei prezzi dei vari prodotti e servizi, a partire dalle materie prime. In tale ambito, infatti, si rivela necessario impiegare maggior denaro, al fine di controbilanciare l’aumento generalizzato dei prezzi. Ne consegue, quindi, che il nostro potere d’acquisto diminuisce, mentre l’inflazione continua ad erodere i nostri risparmi.

Conto corrente, risparmi a rischio a causa del bail-in

Un altro aspetto che influisce negativamente sui nostri risparmi è il cosiddetto bail-in che, tradotto dall’inglese, significa salvataggio interno. Si tratta, in pratica, di una norma introdotta qualche anno fa, volte a recepire la direttiva europea BRRD ovvero Bank Recovery and Resolution Directive.

In base a questa norma, bisogna sapere che in caso di insolvenza da parte della banca, per risolvere la crisi possono intervenire direttamente gli azionisti, gli obbligazionisti e anche i correntisti. Proprio per questo motivo lasciare ingenti somme di denaro sul proprio conto corrente può rivelarsi un rischio.

Proprio in tale ambito, inoltre, è bene ricordare che non si è salvi da questa situazione nemmeno nel caso in cui si abbiano più conti, anche cointestati, ognuno dei quali con sopra depositate some inferiore a 100 mila euro. Tali importi, infatti, come sottolinea proiezionidiborsa.it, vengono sommati e sulle somme superiori a 100 mila euro è possibile essere chiamati a pagare il risanamento.

Pasta, stangata in arrivo: preoccupante aumento dei prezzi

Da tale procedura risultano esclusi i dossier titoli e i fondi sia obbligazionari che azionari, in quanto nominativi. A partire dall’imposta di bollo, passando per il bail – in fino ad arrivare all’inflazione, quindi, sono tanti i fattori che vanno ad incidere negativamente sul proprio conto corrente. Meglio quindi prestare la massima attenzione, onde evitare spiacevoli inconvenienti.