Chi lavora continuerà a percepire l’assegno di invalidità. Ma quali sono le procedure da seguire per chi dovrà richiedere il rinnovo?

Pensione invalidità
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Nei giorni scorsi abbiamo visto come la pensione di invalidità continuerà a essere corrisposta anche ai percettori che svolgono delle piccole attività lavorative. Tali da non incidere sul reddito in modo considerevole, mantenendo quindi il limite consentito per l’ottenimento dell’assegno. Ovvero 4.931 euro. Una novità importante visto che, a ottobre, l’Inps aveva deciso di operare una stretta importante, privando i lavoratori del supporto dovuto alla percentuale di invalidità. Una doccia gelata fortunatamente alleviata dall’ultimo messaggio dell’Istituto, che ha definitivamente scacciato i fantasmi e ha lasciato ai percettori dell’assegno di invalidità la possibilità di svolgere delle mansioni.

Tutto, chiaramente, dovrà avvenire in modo proporzionale sia ai limiti reddituali che alle capacità psicomotorie del soggetto. Un’ulteriore novità riguarda le domande respinte in virtù della precedente disposizione dell’Inps. Queste, infatti, saranno riesaminate senza necessità di inviarne una ex novo. Non per tutti sarà così però. Chi avesse visto la propria domanda respinta per le disposizioni di ottobre non dovrà preoccuparsi: la pratica sarà rivista e, quasi sicuramente, accettata. A meno di incongruenze di altro tipo. Per chi deve rinnovarla del tutto, invece, dovranno essere rispettate determinate procedure.

Pensione di invalidità, come e quando rinnovarla

Come noto, la pensione di invalidità viene erogata a coloro che, a causa di determinate malattie o patologie, hanno visto ridurre la propria capacità lavorativa al di sotto di un terzo. Per ottenere l’assegno, è necessario sottoporsi ad apposita visita della Commissione medica dell’Inps, che attribuirà una percentuale di invalidità compresa almeno fra il 74% e il 99%. Si tratta di un importo da 286,81 euro, assegnato indifferentemente a lavoratori dipendenti, autonomi o iscritti alla gestione separata. L’erogazione scatterà dal primo giorno del mese successivo alla presentazione della domanda. E si protrarrà per tredici mensilità. Unici requisiti, oltre alla suddetta percentuale di invalidità, un’età anagrafica compresa fra 18 e 67 anni. Superata questa soglia, l’assegno diverrà pensione sociale.

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Va precisato che il rinnovo non scatta al termine delle tredici mensilità. L’erogazione, infatti, si protrarrà per tre anni prima richiedere una nova domanda. Bisogna però tenere presente che la richiesta potrà essere presentata anche prima della scadenza, così da non incappare in una sospensione del pagamento una volta passata la data limite. Al momento della richiesta, il percettore dovrà essere sottoposto a una nuova visita medica (la cosiddetta revisione), dopo la quale sarà accertato il perdurare della condizione o l’eventuale peggioramento. Per l’inoltro della domanda basterà recarsi sul sito dell’Inps. Sarà lo stesso Istituto a comunicare la data per la visita medica. Al termine della quale, verrà comunicato l’esito e il rinnovo dell’indennità.