Come regolarsi per la donazione al matrimonio, in danaro: fare la busta e quindi regalo di contanti, è sempre legale?

Fonte foto: Pixabay
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Se siamo invitati ad un matrimonio, il primo pensiero sarà quello di quale regalo scegliere per gli sposi. A meno che non abbiano fatto una lista nozze, infatti, difficilmente ci converrà scegliere, perché se i nostri gusti non combaciassero con quelli di chi si unisce in matrimonio, potremmo non farci una bella figura. Ed allora, tutti a ricorrere al vecchio metodo che non sbaglia mai: la busta con i contanti.

Anche qui però nasce un problema. I controlli del Fisco, possono effettivamente rintracciare del contante regalato senza emettere alcuna fattura o altro? In molti non se ne preoccupano e prelevano al bancomat, per poi introdurre il contante nella busta, da cui prende il nome questo tipo di donazione, per poi consegnarla ai coniugi dopo l’avvenuta cerimonia. In genere, si fa al ristorante o in una visita a casa dei novelli sposi. Ma se tutto questo non fosse legale?

Regalo del matrimonio: il pericolo è dietro l’angolo

Generalmente, queste donazioni non sono di un valore altissimo e pertanto, non ha bisogno di essere tassato. Vuol dire che i coniugi non devono dichiararlo all’Agenzia delle Entrate anche qualora la somma di tutti i regali dovesse raggiungere una somma abbastanza consistente. Non richiede poi l’atto pubblico o rogito notarile, quindi possono effettivamente essere passati in una bustina, senza firme o atti notarili. Ovviamente, questo al di là di somme alte regalate (esempio: 50mila euro).

Andando più nello specifico però, non è detto che la donazione sia di poche centinaia di euro, e quindi meglio ricordare che tutti i trasferimenti di danaro oltre i 999,99 euro, devono essere effettuati con mezzi tracciabili. Quindi se si vuole fare un regalo da mille euro in su, si deve per forza di cose optare per qualcosa di diverso alla consegna di contante. Abbiamo quattro possibilità: un assegno bancario o circolare; un bonifico; una ricarica su carta di credito ricaricabile o un vaglia postale.

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Cosa va dichiarato: in questo caso, come si è già capito, niente, a meno di donazioni di cifre veramente alte. Infatti, secondo la circolare n. 3/2018 dell’Agenzia delle Entrate, le donazioni da ritenersi di modico valore non scontano l’imposta sulle donazioni. Sono dette di “modico valore” e cioè quelle che non impoveriscono il donatore.

C’è però anche un’opzione più comoda ed elegante, del passaggio di mano dei contanti, il versamento in banca. Ovviamente, questo sarà soggetto a maggiori controlli ed il correntista, farà meglio a specificare che quei soldi arrivano sul proprio conto, proprio per una donazione al suo matrimonio. Se arrivassero più bonifici ravvicinati però, non solo la banca ma anche l’Agenzia delle Entrate stessa potrebbe insospettirsi e quindi al contribuente conviene far risalire sempre alla provenienza del denaro in entrata. Per evitare questi inconvenienti, un consiglio per i donanti è quello di dividere in due eventuali regali corposi. Magari andando a versare solo una parte della donazione, con l’altra metà fatta con la famosa busta.