In caso di successione come viene diviso il patrimonio? Cerchiamo di conoscere le indicazioni generali che regolano la divisione dei beni dopo un decesso.

patrimonio e successione
Adobe Stock

Quando una persona di famiglia muore, il periodo a seguire è caratterizzato da tristezza ma anche da un susseguirsi di formalità e pratiche da sbrigare. Rientra tra gli argomenti di maggior interesse la successione e, più precisamente, la divisione dei beni tra i parenti stretti. Un gran patrimonio può far gola a figli, nipoti e coniugi ma occorre conoscere le modalità previste dalla Legge per una corretta suddivisione degli averi del defunto.

Patrimonio e successione, come si dividono i beni

In caso di decesso, il patrimonio verrà diviso in maniera differente a seconda del numero degli eredi e al grado di parentela con la persona passata a miglior vita. Il numero di coloro che erediteranno sarà determinato da quanti hanno realmente diritto alla successione e accetteranno l’onere e quanti rinunceranno all’eredità. La rinuncia avviene quando il defunto lascia debiti oppure una cifra molto esigua.

Tutti i famigliari che rientrano tra gli aventi diritto alla successione si chiamano co-eredi e dovranno dividersi il patrimonio. Inizia, così, la comunione ereditaria, una procedura al cui termine ogni partecipante riceverà quanto spettante. L’avvio dell’iter ha luogo da un notaio leggendo il testamento del defunto, dopo un accordo tra gli eredi delle quote da spartire oppure tramite intervento di un giudice qualora tra gli eredi ci sia astio e disaccordo.

Cosa fare se manca un testamento

Se il defunto non ha lasciato alcun testamento dal valore legale, il patrimonio verrà spartito secondo delle regole di successione. La linea gerarchica inizia con il coniuge, continua con i discendenti legittimi e naturali, procede con gli ascendenti legittimi (nonni e nipoti) per poi passare ai collaterali (zii, cugini, fratelli e sorelle). Per ultimo arrivano i parenti di sesto grado e lo Stato Italiano qualora non ci fosse alcun erede.

La quota del patrimonio dipenderà dai familiari eredi dei beni. Il coniuge avrà tutto se non ci sono figli altrimenti riceverà metà patrimonio e l’altra metà andrà all’unico figlio. In caso di prole più numerosa, il coniuge riceverà 1/3 del patrimonio mentre la restante parte dovrà essere ripartita egualmente tra i figli.

Leggi anche >>> Testamento senza notaio: come avere un documento valido

Successione con testamento, cosa accede al patrimonio

Un testamento non toglie diritti al coniuge e ai figli. Secondo la legge, infatti, non è possibile fare testamento per lasciare tutto il proprio patrimonio a figure esterne alla famiglia. Gli eredi stretti vengono tutelati assicurando che la parte indisponibile venga loro distribuita. Con la parte assegnabile, invece, l’intestatario del testamento potrà donare ciò che vorrà a chiunque desideri.

Per il calcolo della quota per coniugi e figli e quella per terze persone o associazioni occorrerà prendere in esame i beni al momento del decesso per sottrarvi i debiti lasciati dal defunto e aggiungere, poi, i beni donati durante la vita. Percentuali di quote differenti verranno calcolate, infine, in base al grado di parentela. Al coniuge spetta il 50%, al coniuge con un figlio il 77% e al coniuge con più figli il 75%.