Lavorare in Canada: tante possibilità per ogni tipo di professione

Lavorare in Canada è una opzione che ogni potenziale expat dovrebbe considerare. Tanti infatti i motivi che giustificano un trasferimento in questo paese.

Lavorare in Canada

Come tutti sanno il Canada è il paese immediatamente a Nord degli USA, ma è anche un’area che, al di là del clima freddo per buona parte dell’anno, è ad alto indice di benessere economico. Ne consegue che il mercato del lavoro canadese è senza dubbio dinamico, ricco e dunque interessante per ogni potenziale expat, anche italiano.

Anticipiamo che diversi sono i settori con elevata richiesta di personale: ci riferiamo soprattutto a quello turistico, al settore dei trasporti e quello dell’industria energetica. La pandemia ha pesato anche su questo paese, a causa del lockdown e delle varie restrizioni conseguite. Ma è pur vero che l’economia e il mondo del lavoro canadesi restano vitali e caratterizzati da opportunità degne di nota.

Il Canada è un paese giovane, con una popolazione ospitale e cosmopolita e, nonostante vi siano meno di 40 milioni di abitanti, il PIL canadese è tra i 10 più grandi al mondo ed è in crescita. La combinazione di tenore di vita e economia in salute, fanno sì che gli stipendi canadesi siano piuttosto consistenti.

Ecco di seguito una panoramica sulla società canadese, sui documenti e sulla burocrazia di cui tener conto per vivere a lungo nel paese ed alcune indicazioni circa le professioni più richieste e gli stipendi previsti. Facciamo chiarezza.

Lavorare in Canada: vivibilità, sicurezza, immigrazione

Si tratta di una delle economie più interessanti del pianeta e uno degli stati più influenti al mondo. Del paese occorre rimarcare il tenore di vita molto buono e il fattore accoglienza nei confronti della manovalanza estera qualificata. Vero è tuttavia che per lavorare in Canada è necessario organizzarsi per tempo, giacché occorre richiedere (e ottenere) un permesso di lavoro. E le regole in materia sono piuttosto rigide e precise.

E’ chiaro che al mondo non esiste un paese perfetto o ideale dove vivere e lavorare. Ognuno ha i suoi pregi e difetti. Il Canada non è esente da alcuni ‘punti deboli’, ma rimarchiamo subito che le luci prevalgono decisamente sulle ombre. Tra gli aspetti positivi, abbiamo che il Canada è tuttora uno dei paesi più vivibili del globo, come peraltro certificato dall’Economist, il noto settimanale d’informazione politico-economica.

Dal punto di vista sociale, il Canada è un paese tutto sommato molto sicuro, in quanto la polizia federale è presente sul territorio e competente. Non sorprende dunque che il tasso di criminalità sia molto basso.

Come altri paesi anglosassoni e pensiamo ad es. all’Australia, il Canada considera con attenzione ogni immigrato che arriva in questi territori. C’è un’attenta e scrupolosa valutazione, e non ammette l’ingresso nei confronti di persone che non ritiene affidabili o compatibili con le norme di legge locali. Dal punto di vista tecnico, la pratica di ingresso non è burocraticamente molto complessa, ma – come accennato – c’è molta selettività e – lavorativamente parlando – sono preferiti in particolare i profili in grado di dare un concreto apporto all’economia locale.

Canada: ambiente, lavoro, meritocrazia, lingue

Le città canadesi sono moderne e verdi. Infatti, la politica canadese è molto attenta alle tematiche ambientali, sia nei grandi centri come Toronto, sia nei piccoli paesi. E i cittadini del paese sono rispettosi nei confronti della natura. Il sistema sanitario è evoluto ed efficiente, perciò si può contare su servizi sempre all’altezza.

Sul piano del rapporto di lavoro, i diritti sono garantiti e riconosciuti e si applica solitamente il principio di meritocrazia, tipico dei paesi anglosassoni. Se è vero quanto appena detto in tema di diritti, non deve stupire che il costo della vita, pur non esiguo, sia tutto sommato proporzionale ai guadagni. Insomma, le retribuzioni sono adeguate e la tassazione non spicca per incisività. Sicuramente anche il fattore fiscale potrà essere considerato in chiave positiva, da parte del potenziale expat italiano che intende vivere e lavorare in Canada, o sta comunque pianificando un trasferimento oltre oceano.

Non possiamo non notare che il mercato del lavoro in Canada, nel lasso di tempo immediatamente anteriore alla pandemia, era caratterizzato da un tasso di disoccupazione piuttosto basso, essendo incluso tra il 5 e il 6%. Da quando il coronavirus ha iniziato a rappresentare un pericolo anche per economia e mondo del lavoro, il citato tasso è aumentato, ma non di molto. Insomma, il Canada ha resistito all’onda d’urto della pandemia meglio di altri paesi del mondo, e rappresenta tuttora un territorio in grado di offrire interessanti opportunità lavorative.

In Canada le lingue ufficiali sono l’inglese e il francese. L’inglese è parlato in ogni luogo, mentre il francese è parlato soprattutto nella zona del Québec e nella parte settentrionale dell’Ontario. Ma attenzione: a scuola sono insegnate entrambe le lingue. Alla luce di ciò, consegue che se si ha intenzione di  trasferirsi in Canada, ci si può ambientare molto bene con l’inglese, ma sarebbe indicato imparare anche il francese, per la sua utilità in chiave lavorativa e per estendere la propria rete di contatti.

Lavorare in Canada: un paese ricco di opportunità

Qualche aspetto ‘negativo’ pur vi è della vita in Canada, anche questo è vero. Per esempio, per coloro che apprezzano le temperature miti, non è di certo una buona notizia quella per cui l’inverno comincia ad ottobre e termina ad aprile. L’estate non dura molto ed è difficile trovare stabilimenti balneari e ombrelloni.

Sul piano della lingua, qualche difficoltà almeno all’inizio sussiste per chi non conosce bene l’inglese. Ma in questo paese è apprezzata anche la conoscenza del francese, lingua parlata anche in ambito lavorativo.

Trasferirsi in Canada senza parlare la lingua è di certo un indubbio ostacolo, a meno che l’expat italiano vada a lavorare in aziende o ristoranti italiani che richiedono soltanto la nostra lingua (in particolare nella zona di Little Italy a Toronto, dove vive una consistente comunità di nostri connazionali).

Altro tratto tipico del mondo del lavoro canadese è l’estrema flessibilità, più che da noi in Italia. In Canada il lavoratore può essere licenziato con facilità e velocità, un po’ come accade in altri paesi anglosassoni come gli USA. Ma rimarchiamo che il mondo del lavoro è vitale, dunque anche in caso di licenziamento vi sono subito immediate possibilità di firmare un nuovo contratto di lavoro. Molto apprezzati in particolare i professionisti specializzati, con competenze in ambito tecnico e una buona esperienza di lavoro.

Sul piano del sistema dell’istruzione, chi intende trasferirsi in Canada e ha famiglia, deve comunque tener conto del fatto che le università costano molto, un po’ come negli USA. Si tratta di diverse migliaia di euro l’anno e anche questo nella bilancia dei pro e dei contro, va conteggiato.

Se il sistema sanitario canadese spicca per organizzazione ed efficienza, è altrettanto vero che chi arriva nel paese come expat italiano, farà bene a firmare quanto prima un’assicurazione privata che copra le spese non coperte dal servizio sanitario nazionale. In base ai dati più aggiornati, più di 2 cittadini canadesi su 3 hanno stipulato un’assicurazione privata.

Inoltre, gli affitti – specie all’inizio se non si ha un lavoro stabile e ben pagato – possono costituire una spesa non esigua. Ecco perché la sistemazione abitativa più economica è rappresentata dalla condivisione di un appartamento. Per saperne di più, non mancano annunci e siti specializzati. In ogni caso, va da sé che – al di là delle spese per il viaggio oltre oceano – colui che vuole partire alla volta di Vancouver o di qualche altra grande città canadese, dovrà aver accumulato una buona quantità di risparmi, per far fronte al periodo iniziale di inserimento nella società canadese, con tutte le voci di spesa che esso comporta.

Canada: documenti da possedere e burocrazia da rispettare

Eccoci all’argomento dei permessi, che pur bisogna considerare per poter effettuare uno spostamento in Canada in modo conforme alle leggi locali. Documenti fondamentali all’inizio sono, ovviamente, carta d’identità e passaporto.

I cittadini italiani debbono inoltre non dimenticare che hanno bisogno di ottenere l’eTA, vale a dire l’Autorizzazione Elettronica di Viaggio, o visto turistico elettronico. Esso consente di permanere nel paese per un totale di 180 giorni.

Il visto citato è di importanza determinante, ma conseguirlo è operazione tutto sommato agevole. La richiesta può essere compiuta via internet, attraverso un sito web che supporta la lingua italiana. Sono sufficienti alcuni minuti e il software farà avere l’eTA via email.

Rimarchiamo che è buona regola quella di cercare lavoro già quando si è ancora in Italia. Insomma, colui che vuole vivere e lavorare in Canada farà bene ad ‘accelerare le tappe’, in modo da riuscire poi a conseguire più velocemente un visto di lavoro, che permetta di inserirsi stabilmente nella società canadese.

Per trovare un lavoro e in particolare, per individuare degli impieghi per stranieri, è raccomandabile rivolgersi a delle agenzie di reclutamento, oppure al cosiddetto ESDC, l’Employment and Social Development Canada. Esse sono molto efficaci nella fase di intermediazione tra domanda ed offerta di lavoro.

Come ad esempio accade in Australia, anche il sistema burocratico del Canada vi prevede varie tipologie di visti di lavoro di cui tener conto. In linea generale, i due tipi più importanti di visti sono il Temporary Worker Visa e lo Skilled Worker Visa. Quest’ultimo in particolare è previsto per i cosiddetti ’lavoratori qualificati’, e che servono di fatto a rafforzare l’economia del paese.

Invece, il primo è adatto a coloro che hanno già trovato lavoro dall’Italia e dunque vanno nel paese con un progetto ben articolato e delineato. Per ottenere detto visto, è però essenziale che vi sia anche allegata una richiesta ad hoc, formulata da parte del datore di lavoro. Ci riferiamo al quel che in gergo è detto Labour Market Opinion. In sintesi, l’ufficio immigrazione del Canada dà l’autorizzazione all’expat, giacché tramite questo iter si certifica che un certo datore di lavoro ha reale bisogno di un lavoratore straniero. Tale volontà si fonda sull’impossibilità di trovare in Canada una persona adatta per un certo tipo di impiego.

In linea generale, non possiamo non indicare che nell’insieme dei visti, è incluso anche l’Open Visa per i lavoratori. Abbiamo innanzi un permesso di lavoro aperto, ossia non legato a un singolo datore di lavoro o luogo. In altre parole, ciò significa che un cittadino straniero con un permesso di lavoro aperto valido, ha diritto di lavorare per più datori di lavoro in più località di tutto il paese.

Tra gli obblighi di natura burocratica, è necessario in ogni caso conseguire il SIN – Social Insurance Number per l’assicurazione sociale. Le informazioni sulla procedura e la documentazione per averlo possono essere trovate su questo sito a cura del Governo canadese.

Lavorare in Canada: il visto di studio e lavoro per i giovani

Per trovare lavoro duraturo in Canada, vi è anche un distinto iter, riservato alle persone di giovane età. Il riferimento è al documento denominato Working Holiday Visa Canada, vale a dire un visto che esiste con caratteristiche simili anche in altri paesi anglosassoni.

In particolare, se il potenziale expat ha un’età tra i 18 e 35 anni e vive in Italia, può sfruttare questo interessante programma del governo canadese. Infatti, sarà possibile studiare e lavorare in Canada per un periodo fino a 6 mesi. Chiaro che l’esperienza è utile sul piano formativo, per imparare la lingua e per capire se davvero il Canada è la scelta giusta per un trasferimento dall’Italia.

Ricordiamo altresì che obiettivo di tutti gli expat italiani che decidono di andare a vivere e lavorare in Canada, non può che essere l’ottenimento del permesso di residenza permanente. In sostanza, è una card che permette di avere diritti pari a quelli dei cittadini canadesi, ma occorre superare con esito positivo la valutazione di una serie di requisiti come quelli legati al livello scolastico, all’età e ai livelli linguistici conseguiti.

Vi è un ulteriore step, che interesserà certamente coloro che vogliono vivere e lavorare in Canada molto a lungo. Stiamo ovviamente parlando della cittadinanza. Per ottenerla, è necessario avere compiuto almeno 18 anni ed essersi integrati, sapendo provare, anche con dei test linguistici, di parlare la lingua inglese. Inoltre, per la cittadinanza, serve rimanere almeno per 3 anni consecutivi sul territorio canadese.

Sempre sul fronte burocratico e delle incombenze legate alla vita in questo paese, vero è che il sistema sanitario è molto buono, ma è assai consigliabile firmare anche un’assicurazione privata, la quale ha la funzione di coprire le spese non previste dal servizio nazionale. Ed anche l’apertura di un conto corrente in Canada, si rivelerà essenziale per vedersi accreditata la retribuzione.

In linea generale, l’expat può aprire un conto bancario in Canada anche se non ha un lavoro. Occorre andare in banca di persona e esibire una prova della propria identità (ad es. passaporto).

Come trovare lavoro in Canada

Nella maggioranza dei casi, la candidatura si compie online, attraverso gli appositi form nei siti delle aziende. Ovviamente è necessario allegare il proprio CV e la lettera di presentazione: in quest’ultima andranno immesse tutte le informazioni circa le ragioni che hanno spinto alla candidatura e gli elementi che giocano a proprio favore per una eventuale assunzione.

Per una approfondita ricerca del lavoro in Canada è possibile usare vari canali. Eccoli di seguito in sintesi:

  • Attività dei servizi per l’impiego distribuiti in tutto il paese;
  • Utilizzo della banca dati istituzionale Job Bank a cura dei servizi per l’impiego;
  • Iscrizione sui siti delle agenzie per il lavoro;
  • Consultazione dei portali di annunci di lavoro;
  • Effettuazione di una candidatura diretta verso le aziende di interesse, ovviamente cercando quelle la cui attività è più corrispondente al proprio CV;
  • Consultazione dei quotidiani, delle riviste e delle testate canadesi nazionali e regionali che di solito includono spazi dedicati agli annunci di ricerca di personale.

Sul sito del governo canadese è possibile visualizzare report con le professioni più richieste nel paese, le aree con minor tasso di disoccupazione e i settori in via di sviluppo.

Chiaro che per avere maggior possibilità di firmare un contratto di lavoro, sarà essenziale anzitutto compilare CV e lettera di presentazione in inglese (e francese), senza errori di ortografia. Ma servirà anche un’adeguata conoscenza della lingua a livello orale, come un titolo di studio collegato al ruolo per cui si candida. Quasi superfluo ricordare che anche l’esperienza lavorativa avrà una valenza decisiva ai fini di una possibile assunzione.

Lavorare in Canada: i lavori più ricercati

In questo paese sono molto fiorenti i settori dell’industria, della tecnologia, del turismo e dell’agricoltura. Ma a ben vedere le opportunità non mancano neanche in altri settori, come le professioni sanitarie o l’insegnamento.

Se ci si chiede qual è lo stipendio medio incassato da chi lavora in Canada, occorre tener conto dei dati disponibili nei rapporti del FMI. Ebbene, il reddito pro-capite nel paese supera i 40mila euro all’anno. Ma è pur vero che maggiori dettagli possono essere dati soltanto tenendo conto di più parametri.

Insomma, per avere un’idea di quale sia lo stipendio medio in Canada, è opportuno considerare le singole realtà delle province. Infatti, essendo il Canada un paese di grandissime dimensioni e con ampie autonomie garantite dalla Costituzione Canadese alle 10 province e 3 territori, i valori degli stipendi variano non poco all’interno del paese.

Lavorare in Canada: gli stipendi

In tema di retribuzioni, è molto utile altresì il sondaggio trasversale svolto dal Dipartimento di Statistica del Governo del Canada. Esso prende il nome di CIS (Canadian Income Survey). Il CIS incrocia i dati del reddito e del mercato del lavoro con altri quali la frequenza scolastica, costi delle abitazioni e non solo.

Inoltre, esiste uno stipendio minimo in Canada? La risposta è positiva. Ma la particolarità del paese è che non esiste un solo stipendio minimo, ma diversi stipendi minimi, a seconda della provincia di riferimento. Da notare che è stato introdotto per la prima volta dal governo del Manitoba nel lontano 1918 per garantire donne e giovani contro fenomeni di possibile sfruttamento nel mondo del lavoro. In seguito lo stipendio minimo è stato previsto anche dagli altri governi locali. D’altronde anche la Costituzione canadese prevede la tutela del lavoratore sul piano dello stipendio minimo, ma lasciando alle province l’incarico di regolamentare la materia in linea alle particolari realtà locali. E’ si tratta di quanto poi è avvenuto.

Al di là delle singole realtà locali, lo stipendio minimo canadese non va mai sotto alla cifra corrispondente a 8-10 euro l’ora.

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Quanto guadagnano le professioni più comuni

Ecco ora alcuni esempi degli stipendi in Canada, con riferimento ad alcune professioni molto diffuse:

  • Cuoco: 15.000 – 30.000 euro;
  • Cameriere: 15.000 – 20.000 euro;
  • Cassiere: 12.000 – 18.000 euro;
  • Barista: 15.000 – 30.000 euro;
  • Lavapiatti: 12.000 – 15.000 euro;
  • Badante: 15.000 – 30.000 euro;
  • Operaio: 15.000 – 30.000 euro;
  • Benzinaio: 15.000 – 25.000 euro;
  • Dentista: 35.000 – 150.000 euro;
  • Avvocato: 30.000 – 110.000 euro;
  • Infermiere: 40.000 – 50.000 euro;
  • Medico di famiglia: 35.000 – 250.000 euro;
  • Medico specialista: 70.000 – 300.000 euro;
  • Ingegnere: 50.000 – 70.000 euro;
  • Manager con esperienza: 50.000 – 100.000 euro.

La notevole forbice minimo massimo non deve stupire, in ragione delle forti differenze di retribuzione, in base alla provincia considerata.

Concludendo, è noto a non poche persone che il Canada sia – nonostante il clima – un paese accogliente e ricco di opportunità. Natura, rispetto alle regole, economia in salute e tutela dei diritti dei lavoratori, ma non solo. Anche gli stipendi sono piuttosto interessanti e certamente permettono di sostenere il costo della vita del luogo e di togliersi – in molti casi – varie soddisfazioni. Ecco perché il flusso di expat verso il Canada, non solo italiani, continua ad essere di rilievo.