Lavorare in Olanda resta un’ottima scelta per più di un motivo, ma prima di partire è opportuno saperne di più su questo paese. Ecco qualche interessante dettaglio

Lavorare in Olanda

L’Olanda è il paese dei tulipani e dei mulini a vento. Ma non solo. Sono tanti altri gli elementi caratteristici di questo paese, che spingono a considerarlo per un eventuale trasferimento, nella finalità di inserirsi stabilmente nel mondo del lavoro locale.

Negli ultimi anni, l’Olanda è stata toccata di striscio dall’onda lunga della crisi che in Italia ha messo fuori gioco tantissime imprese ed aziende, e che è stata ulteriormente aggravata dalle conseguenze della pandemia. Vero è che in linea generale, anche oggi, il mercato del lavoro in Olanda si è conservato dinamico e vivace. Ed è da ritenersi in costante evoluzione.

Un dato tra tutti appare molto significativo, ed è quello per cui il tasso di disoccupazione in questo paese è pari al 2,7% (mese di novembre 2021). Si tratta di quanto comunicato dal Centraal Bureau voor de Statistiek (l’Ufficio nazionale di statistica dell’Aia). Il tasso è in calo ulteriore dal 2,9% di ottobre (3,1% in settembre), contro il 4,0% del novembre 2020. Questo significa che mediamente ci sono molte più possibilità di trovare lavoro in Olanda che nel nostro paese. E che il mercato del lavoro locale è in una fase molto positiva.

Insomma, non deve sorprendere che in tanti tuttora stiano pensando a cercare lavoro in terra olandese, nel corso del 2022. Certamente il paese offre opportunità degne di nota, come vedremo in questa sintetica guida. Cosa sapere riguardo alla vita in Olanda? Quali sono i documenti e gli step burocratici da rispettare? E le professioni più richieste? Quali gli stipendi più interessanti? Scopriamolo di seguito.

Lavorare in Olanda: mentalità, sistema sanitario, trasporti

Abbiamo accennato al fatto che la disoccupazione in Olanda è un problema molto marginale. Ma non è solo questo aspetto ad attirare gli stranieri nella terra dei tulipani e dei mulini a vento. C’è molto altro. I Paesi Bassi sono uno degli stati dell’Unione Europea più liberali, più aperti e più sviluppati. Pertanto se hai una mentalità aperta, cosmopolita e desiderosa di ampliare gli orizzonti, questo è il posto giusto da considerare per vivere e lavorare in modo duraturo.

I Paesi Bassi hanno cambiato profilo nel corso dei secoli. Da una terra di agricoltori, marinai e mercanti sono oggi un territorio che ospita centri finanziari, punto di riferimento del design e capitale delle start-up. Il dinamismo è insomma lo stesso di sempre.

Vero è inoltre che la maggior parte degli olandesi parla anche la lingua inglese. Perciò se ti trasferisci senza conoscere l’olandese – certamente una lingua molto diversa dall’italiano e più complessa dell’inglese – vi sono comunque buone possibilità di trovare un’occupazione. Pensiamo ad es. al lavoro nelle multinazionali in cui la lingua principale in ufficio è proprio l’inglese e al lavoro presso attività turistiche, nelle quali la conoscenza della lingua inglese molto spesso fa la differenza per un’assunzione. Lo abbiamo detto poco sopra. Buona parte della popolazione parla anche l’inglese, tanto che in alcune regioni è riconosciuta come seconda lingua ufficiale dei Paesi Bassi.

Dal punto di vista del sistema sanitario, quello olandese si distingue per eccellenza dei servizi delle strutture, e per preparazione e competenza di chi vi lavora. Mentre il sistema educativo è molto sviluppato. Anzi, l’Olanda rappresenta un’ottima scelta per arricchire il proprio bagaglio culturale e quello della eventuale prole.

I Paesi Bassi si distinguono altresì per la modernità e per le infrastrutture, ma nel paese sono conservati con cura anche i paesaggi e gli ambienti naturali. Altrimenti non si spiegherebbe il fatto per cui il paese è una delle mete turistiche clou del Nord Europa. Nelle grandi città come Amsterdam o Rotterdam si possono trovare spazi di multiculturalità e in cui sono frequenti i contatti tra persone di diverse nazionalità.

Sul piano dei trasporti pubblici, l’Olanda non ha nulla da invidiare ad altri paesi evoluti e vicini come ad es. la Germania. I mezzi sono innumerevoli e funzionano in modo efficiente e senza collezionare ritardi. In breve: in Olanda si può benissimo vivere senza macchina.

Olanda: costo e qualità della vita, senso civico e tasso di criminalità

Come accennato all’inizio, il mercato del lavoro olandese spicca per vivacità, dinamicità e frequenza di pubblicazione delle offerte di lavoro. Se il mondo del lavoro è in salute, il costo della vita nel paese è rapportato alle retribuzioni: il costo più importante è quello per un’abitazione ma, tolta la capitale Amsterdam, nel resto del paese è possibile trovare affitti a prezzi più convenienti. In ogni caso, uno stipendio medio nei Paesi Bassi garantisce di poter fare una vita assolutamente dignitosa e di poter sostenere tutte le spese fisse mensili.

Insomma, vero è che il costo della vita è più alto che in Italia, ma anche gli stipendi sono più alti e quindi la sensazione dei cittadini olandesi e di tutti coloro che vivono nel paese è che il sistema sia equo e giusto.

Nonostante il clima freddo in autunno e inverno, con temperature molto più basse che in Italia, gli olandesi amano molto l’aria aperta. I Comuni sono dotati di molti km di piste ciclabili, frequentemente usate dai cittadini specie in primavera ed estate, quando le giornate sono più lunghe.

Da notare che un altro elemento che gioca a favore della scelta di lavorare in Olanda, è rappresentato dal basso tasso di criminalità, tra quelli migliori in Europa. Tanto che – particolare piuttosto sorprendente – le carceri in Olanda non di rado vengono chiuse.

L’apertura mentale degli olandesi è tra le più ampie del mondo. L’Olanda è un paese in cui vige la libertà, ma sempre con senso civico e nel pieno rispetto dei diritti civili del sistema democratico. Da quelle parti c’è il massimo rispetto per il prossimo, e ciò si collega alla cd. qualità della vita, che – non a caso – in Olanda è molto alta.

Interessante notare altresì che l’inquinamento atmosferico è trai più bassi del mondo, mentre – sul piano degli spostamenti tra Italia e Olanda e viceversa – in virtù dei servizi offerti da varie compagnie aeree, è possibile raggiungere la destinazione a poco prezzo e in poco tempo.

In ragione di ciò, non può sorprendere che l’OCSE (Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico) abbia collocato l’Olanda tra i paesi con una qualità della vita superiore alla media europea e mondiale.

Lavorare in Olanda: non solo pro, anche qualche contro

Vero è che al mondo non esiste un paese perfetto, perciò chiunque intenda vivere e lavorare in Olanda, deve anche considerare alcune ‘note stonate’, che pur vi sono e meritano di essere ricordate.

Anzitutto, il tempo, con temperature invernali che scendono molto spesso sotto zero in tutto il paese. Mentre il sistema sanitario pubblico, pur funzionante molto bene, è in grado di coprire soltanto alcune spese straordinarie, tanto che ogni cittadino deve avere un’assicurazione sanitaria privata. Però che nei Paesi Bassi, le assicurazioni offrono i loro servizi in regime di libero mercato, per cui c’è un’ampia scelta di offerte e compagnie, anche da parte dell’expat italiano che ha deciso di vivere qui e vuole risparmiare qualcosa. Da ricordare che tuttavia le aziende locali hanno compagnie assicurative convenzionate, in modo da presentare ai propri dipendenti costi più accessibili.

Altro aspetto che può costituire un problema è la lingua. Se è appurato che moltissimi parlano l’inglese e che si può lavorare anche senza sapere l’olandese, è altrettanto vero che per poter allargare la rete delle conoscenze e delle amicizie, è assai raccomandabile apprendere la lingua locale, frequentando magari un corso ad hoc dopo essere giunti nel paese.

Ovvio che la lingua ufficiale sia l’olandese, conosciuto anche come nederlandese. È una lingua germanica che si trova a metà strada tra tedesco e inglese. Inoltre, per i forti contatti internazionali, vi sono molti cittadini del paese che hanno anche nozioni di francese e inglese. La multietnicità implica la presenza di  minoranze arabe, cinesi e turche.

In ogni caso, la ricerca di lavoro non è mai un vero problema dal punto di vista linguistico o comunque può essere superato imparando una nuova lingua. Soprattutto per le qualifiche di alto profilo, e in cui conta specializzazione ed esperienza, l’inglese resta più che sufficiente. Vero è però che giungere in territorio olandese senza avere conoscenze almeno elementari di inglese o olandese rappresenta sicuramente un ostacolo alla piena integrazione nel territorio, almeno nel breve termine.

Lavorare in Olanda, documenti e burocrazia: ecco cosa ricordare

Gli italiani sono cittadini di un paese membro dell’Unione Europea, ne consegue che permanenza e trasferimento in Olanda sono semplificati rispetto a chi è extracomunitario. Soprattutto, non serve il permesso di soggiorno. Tuttavia, i cittadini italiani o di altro paese UE, per entrare nei Paesi Bassi, e per scegliere di trasferirsi là, devono comunque ricordarsi di portare con sé:

  • un documento di riconoscimento in corso di validità (carta di identità o passaporto);
  • una tessera sanitaria europea, vale a dire la tipica tessera sanitaria di cui tutti siamo dotati.

Riguardo alla tessera sanitaria europea, è però meglio controllare – prima della partenza – che sul retro della tessera sia indicata in alto la dicitura “tessera europea di assicurazione malattia”.

Nel caso in cui il cittadino italiano non sia un semplice turista, ma intenda di fatto divenire un expat e trasferirsi stabilmente in questo paese nordeuropeo, è chiaro che i citati documenti non bastino e che ne servano altri in un secondo tempo.

Dopo alcuni mesi di permanenza nei Paesi Bassi, perciò in ipotesi di lungo soggiorno, il cittadino italiano emigrato deve procurarsi alcuni essenziali documenti. Essi servono a rendersi ben ‘visibili’ alle autorità locali, insieme al resto della cittadinanza. Ecco allora che cosa serve e quali sono gli step burocratici da seguire per vivere in Olanda in modo conforme alla legge locale:

  • registrazione della residenza, andando presso l’ufficio della Polizia per stranieri, e portando ovviamente documenti essenziali. Per conseguire detta registrazione occorre essere in possesso di un contratto di affitto, ma se si è ospiti di qualcuno, potrà essere sufficiente una lettera firmata dalla persona che ospita.
  • ottenimento del cd. Burger Service Number – abbreviato BSN – su apposita domanda. Esso è in sostanza il corrispondente del nostro codice fiscale. L’expat italiano che intende stabilirsi per lungo tempo in Olanda, dovrà richiederlo al locale Ufficio Tasse. Il BSN serve per tanti operazioni della vita quotidiana olandese, come l’apertura di un conto corrente e la sottoscrizione di un’assicurazione sanitaria privata.
  • registrazione al cd. IND Immigration and Naturalisation Service, con apposita richiesta. Si tratta di fatto del Servizio d’Immigrazione olandese. Per questa via sarà effettuabile una dichiarazione di presenza in territorio olandese in qualità di immigrato.
  • DigiD, l’identità digitale olandese, da ottenere quanto prima da parte dell’expat italiano che è andato a lavorare in Olanda. Essa è molto utile ed anzi indispensabile per effettuare l’iscrizione all’ufficio di collocamento e per vari aspetti di ambito fiscale come i rimborsi tasse. La procedura per richiederla è agevole e completabile sul web per intero.
  • polizza di assicurazione sanitaria olandese, da sottoscrivere da parte di chi si trasferisce in Olanda. Lo abbiamo accennato in precedenza: nei Paesi Bassi il servizio sanitario è semi-privato e dunque tutela solo contro alcune situazioni straordinarie (come ad es. in ipotesi di non autosufficienza). Per molte altre situazioni di rilievo sanitario, l’interessato a lavorare in Olanda per lungo tempo, deve sottoscrivere un’assicurazione sanitaria privata ad hoc. E’ utile rilevare che in Olanda le compagnie assicurative non sono affatto poche e individuare una polizza a costi ridotti non è di certo un’operazione impossibile.
  • conto corrente locale: l’interessato deve recarsi presso la filiale della banca prescelta, munito di passaporto, BSN e certificato di residenza.

In particolare, tra i documenti per lavorare in Olanda, quello legato all’apertura del conto in banca è molto importante giacché la maggior parte delle aziende paga direttamente su conto bancario e non può o non apprezza versare denaro su conti esteri.

Lavorare in Olanda: orario di lavoro e aziende big con uffici nel paese

Nella realtà quotidiana abbiamo che gli olandesi di solito lavorano dalle 36 alle 40 ore nell’arco di una settimana, dal lunedì al venerdì. Ma la prassi del mondo del lavoro locale prevede che alcuni decidano di lavorare 4 giorni alla settimana, optando per orari più lunghi in un periodo di tempo più corto; tanti altri optano per il tempo parziale. Ai dipendenti a tempo pieno è comunque assicurato un numero pari a quattro settimane di ferie annuali.

Vero è che la maggior parte del lavoro si compie nell’ambito del normale orario, vale a dire tra le 9:00 e le 17:00. Nei Paesi Bassi non è raro il lavoro fuori orario e a turni. Tranne nel caso di chi occupa ruoli di ambito manageriale, i dipendenti non sono solitamente tenuti a fare straordinari.

Come abbiamo anticipato in precedenza, in Olanda vi sono possibilità molto buone di trovare lavoro. Restando una delle economie più stabili dell’UE, quella olandese è anche una delle più floride. Gli expat italiani possono far crescere la propria carriera unendosi a una delle tante aziende italiane presenti nel paese. E il possesso di una formazione universitaria o l’esperienza pluriennale, sono in grado di fare concretamente la differenza. L’Olanda è infatti un paese in cui la meritocrazia conta, e ciò è un tratto tipico di tutti i paesi nordeuropei e anglosassoni.

In un paese evoluto tecnologicamente e aperto ai contatti internazionali, non sorprende di certo che vi siano molte società internazionali e multinazionali con loro sedi sul territorio: ING Group, Royal Dutch Shell Group, Unilever, Philips e Heineken, ad esempio.

Da non dimenticare – inoltre – che proprio per coloro che cominciano un’attività in proprio e che comunque hanno attitudini imprenditoriali, il governo olandese adotta politiche mirate a supportare le piccole imprese a crescere, semplificando la burocrazia, concedendo agevolazioni fiscali e aggiornando con frequenza le politiche governative.

Olanda: 3 città da tenere d’occhio per la ricerca dell’occupazione

I Paesi Bassi sono un territorio relativamente piccolo rispetto ad altri Stati europei, ma sono caratterizzati da grandi città, dinamiche e in perenne fermento. In particolare, ve ne sono tre che vanno di seguito ricordate, per le indubbie possibilità che offrono:

Amsterdam

La capitale è ovviamente la prima città a cui si fa riferimento quando si pensa all’Olanda e alle sue opportunità lavorative. Nella più grande città olandese, non mancano gli uffici, le offerte di lavoro e i servizi che intermediano tra domanda ed offerta.

La vita nella città è molto apprezzata, per via di alcuni spazi molto belli come i pittoreschi canali e il caratteristico centro storico.

Inoltre, è noto che persone di decine e decine di nazionalità diverse vivono nella capitale olandese: ciò facilita sicuramente i nuovi contatti e le nuove conoscenze, specialmente in caso di conoscenza della lingua inglese.

Rotterdam

Si tratta di una città molto moderna e in cui spiccano numerosi grattacieli.  E il centro urbano più grande dopo Amsterdam ed è sede del più grande porto marittimo d’Europa.

In particolare, il porto attrae lavoratori da tutto il mondo, rendendo anche questa città un luogo di incontro tra diverse nazionalità e un luogo ricco di offerte di lavoro.

Utrecht

La città fu in passato capitale religiosa dell’Olanda, si distingue oggi per i suoi tratti medievali e i suoi quartieri pittoreschi. E’ meta turistica, perciò decidere di lavorare qui può essere un’ottima scelta per chi intende trovare un’occupazione nel settore della ristorazione e dell’ospitalità.

Lo abbiamo ricordato più volte in questo articolo: il lavoro in Olanda per gli italiani non manca, specialmente in settori quali le imprese private, il turismo e la ristorazione. Per cercare lavoro in Olanda – e trovarlo – si può fare riferimento al servizio pubblico di collocamento, ed anche al sito ufficiale del Ministero del Lavoro olandese (in lingua inglese e in lingua olandese). Tante sono anche le agenzie del lavoro sparse per i centri grandi e piccoli presenti nel paese.

Siti web e giornali specializzati sono ulteriori strumenti per rendere agevole la ricerca del lavoro da queste parti.

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Lavorare in Olanda: quali sono gli stipendi più interessanti?

Lo ribadiamo: i Paesi Bassi costituiscono un territorio con un ottimo equilibrio per quanto riguarda il rapporto tra ore di lavoro e stipendio. Non pochi lavoratori scelgono proprio il part-time, che è peraltro incentivato: infatti la cultura olandese mette in primo piano la qualità della vita e preferisce rivolgere parte del pomeriggio e la sera a hobby e famiglia.

Ecco di seguito gli stipendi annui di alcune categorie professionali molto richieste nei Paesi Bassi:

  • Finance Manager: 35.000 – 65.000 euro;
  • Software Engineer, 35.000 – 55.000 euro;
  • Ingegnere industriale: 35.000 – 55.000 euro;
  • Architetto: 30.000 – 40.000 euro;
  • Operaio specializzato: 28.000 – 38.000 euro;
  • Web designer, 30.000 – 40.000 euro;
  • Commerciale, 25.000 – 40.000 euro;
  • Addetto Customer Care: 24.000 – 30.000 euro;
  • Contabile: 27.000 – 38.000 euro;
  • Infermiere: 27.000, 37.000 euro.

Come si può agevolmente notare, a parità di categoria professionale, gli stipendi sono mediamente più alti che da noi, ma è pur vero che il costo della vita in Olanda è maggiore che in Italia. In ogni caso, si tratta di retribuzioni che consentono a chiunque – expat italiani compresi – di poter vivere stabilmente in terra olandese e con un soddisfacente tenore di vita.

E’ chiaro comunque che il possesso di un titolo di studio come la laurea – meglio se tecnica – e la conoscenza approfondita della lingua inglese sono due fattori in grado di fare concretamente la differenza e di spalancare le porte all’expat italiano che sceglie di trasferirsi ad Amsterdam, Rotterdam o qualche altra località della fiorente Olanda.