Superare brillantemente un colloquio di lavoro è possibile conoscendo alcune mosse da mettere in atto per dimostrare sicurezza, professionalità e spirito d’iniziativa.

colloquio di lavoro
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Trovarsi faccia a faccia con la persona dalla quale dipenderà il nostro futuro lavorativo non è semplice. La timidezza, l’imbarazzo, la paura di sbagliare o di sembrare fuori luogo sono tutti elementi che caratterizzano un fallimento in un colloquio di lavoro. Eppure, presa coscienza delle insicurezze e delle proprie fragilità è possibile ribaltare la situazione e gestirla sapientemente. In particolar modo, memorizzare cinque domande da fare al recruiter spianerà la strada verso l’assunzione e verso l’inizio di una nuova avventura.

Le cinque domande da fare ad un colloquio di lavoro

Il direttore del Career Management Center della Kellogg School of Management Liza Kirkpatrick afferma che cinque domande sono la chiave per poter superare un colloquio di lavoro. L’idea generale è quella di mettere da parte dubbi, insicurezze e timidezza concentrandosi su dei quesiti che consentiranno al recruiter di costruire un’ottima impressione sulla persona che ha davanti.

Il candidato, infatti, non deve sentirsi in difetto o in svantaggio ma rivelarsi all’altezza della situazione dimostrando spirito di iniziativa, capacità di gestione dell’emotività e soprattutto interesse verso l’occupazione per cui ci si propone. Occorre lasciare il segno e non c’è modo migliore di raggiungere l’obiettivo se non capovolgendo – sempre con rispetto e senza saccenza – i ruoli.

Le sfide dei primi 90 giorni

Un primo quesito riguarda le sfide che si dovranno affrontare nei primi 90 giorni di assunzione. Parliamo del periodo di tempo che le aziende solitamente si prendono per valutare il lavoro del neo assunto e per capire il livello di fiducia da accordare. Il candidato che dimostra interesse verso gli obiettivi aziendali e gli standard richiesti comunicherà professionalità e intraprendenza conquistando un punto a favore. In più, potrà capire se il ruolo è idoneo al proprio profilo personale oppure no.

L’accento sul background

Durante il colloquio di lavoro, indipendentemente dallo svolgimento in presenza o da remoto, è bene chiedere al recruiter cosa pensa delle esperienze lavorative passate presentate nel cv. Il candidato dimostrerà autocoscienza e potrà spiegare eventuali equivoci o pregiudizi nati durante la lettura del curriculum vitae.

Richiesta di un confronto con altri candidati

Il candidato può chiedere al recruiter di confrontare il proprio cv con quello di altri candidati dimostrando di avere coscienza della presenza di altri profili e riuscendo a trovare gli aspetti principali della propria qualifica in modo tale da sottolineare i propri punti di forza distintivi.

Colloquio di lavoro, manager e pandemia, triangolo perfetto

Chiedere come l’azienda e il manager hanno affrontato e superato la pandemia in atto può consentire di conoscere le potenzialità della società, i settori più forti e quelli da recuperare per valutare pienamente l’offerta di lavoro. Potrebbe essere uno spunto per il recruiter, poi, per porre la stessa domanda e valutare le capacità di problem solving del candidato.

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Diversità, equità e inclusione, temi caldi da affrontare nel colloquio di lavoro

Prima di entrare in una realtà che potrebbe non rivelarsi all’altezza delle aspettative è consigliabile affrontare durante il colloquio di lavoro i temi della diversità, dell’equità e dell’inclusione. Si dimostrerebbe così di volere conoscere i valori dell’azienda e nello stesso tempo si potrebbe rendere nota la propria posizione al riguardo.