L’Inps ricorda i termini di scadenza per le integrazioni salariali. Le domande dovranno essere tassativamente inviate entro il 31 dicembre.

Inps integrazione salariale
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Pochi giorni ci separano dalla fine dell’anno e, per inciso, dalla scadenza delle domande per usufruire di specifiche agevolazioni. Il 2022 porterà qualche novità su questo fronte e, per questo, al fine di non restare fuori da alcuni bonus potenzialmente decisivi e non solo di sostegno al reddito. L’emergenza pandemica ha infatti messo in difficoltà i contribuenti sotto numerosi fronti, innescando disagi a catena anche per il più basilare dei sostentamenti. Per questo sono stati attivati bonus legati alla spesa alimentare così come stanziamenti di sostegno al reddito del nucleo familiare. Da questo punto di vista, si è cercato di rafforzare la Cassa integrazione Covid e di disporre contributi a fondo perduto per gli autonomi che hanno ridotto il loro fatturato.

Inoltre, con le recenti disposizioni della legge n. 215/2021, sono state introdotte delle nuove regolamentazioni per quanto riguarda i procedimenti di integrazione salariale in stato di emergenza. Una misura che punta a fornire un ulteriore aiuto a chi, a causa di motivazioni legate alla pandemia, ha visto repentinamente decrescere le proprie fonti di reddito. Dall’Inps, inoltre, è stato disposto un differimento relativo ai termini di scadenza per i trattamenti emergenziali. I quali, quindi, potranno essere ancora richiesti a patto che le domande siano inoltrate entro un determinato lasso temporale.

Inps, avviso di scadenza: corsa all’integrazione salariale

Proprio dall’Inps, tuttavia, arriva un avviso da non trascurare. I termini per accedere all’integrazione salariale, infatti, sono stati sì differiti ma la scadenza non è più troppo lontana. Anzi, è decisamente vicina visto che sarà il prossimo 31 dicembre. In pratica, è rimasta meno di una settimana per accedere al trattamento previsto dall’articolo 11-bis della legge 215. Il tutto, presumendo che siano stati acquisiti i dati necessari al pagamento, al saldo o al conguaglio, scaduti fra il 31 gennaio e il 30 settembre 2021. L’Inps chiarisce tutto nel messaggio n. 4580 del 21 dicembre scorso. Al pari delle domande per le diverse varianti della Cassa integrazione, anche l’accesso al Fondo d’integrazione salariale dovrà essere tentato entro la fine dell’anno. Non sono infatti previste ulteriori proroghe dei determini, né ulteriori estensioni dei beneficiari.

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All’Inps andranno presentate le domande inerenti ai periodi di sospensione o riduzione dell’attività lavorativa compresi fra dicembre 2020 e agosto 2021. Stesse tempistiche per i termini di trasmissione dei dati per pagamento, saldo e conguaglio dei trattamenti legati anch’essi all’emergenza pandemica, già scaduti nelle suddette date. I datori di lavoro che per i periodi in questione non hanno ancora inoltrato le istanze, potranno farlo entro il 31 dicembre, chiarendo le causali riferite all’emergenza Covid-19. Per quanto riguarda le domande già inviate e respinte perché in ritardo (quindi prima della proroga), non ci sarà bisogno di inoltrare nuovamente l’istanza. Le domande in questione, tuttavia, dovranno far fede sempre al periodo della proroga, ovvero dal 31 gennaio al 30 settembre 2021.