Bonus Inps da 3 mila euro: la somma inattesa a beneficiari molto particolari

Anche gli ex coniugi possono accedere all’assegno di vedovanza erogato dall’Inps. Basta possedere determinati requisiti e presentare apposita domanda.

Inps assistenza 3 mila euro
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Le misure agevolative previste dall’Inps riguardano le principali categorie in difficoltà fra i contribuenti. Non sempre, però, si ha effettiva contezza di quali indennità rientrino fra i nostri diritti. Il legislatore ha negli anni sviluppato delle agevolazioni precise per chi incontra difficoltà nello svolgimento delle proprie mansioni quotidiane, sia lavorative che non. In alcune circostanze, l’ente eroga dei contributi anche a coloro che soffrono in modo cronico delle patologie estremamente comuni, come i mal di testa. Ma anche in casi più gravi, come forme di depressione, l’Inps interviene per supportare il contribuente in stato di confronto con delle varianti che inficiano la vita quotidiana.

Inoltre, l’Istituto stanzia dei contributi anche per chi, nel corso della vita, si ritrova a dover fronteggiare degli eventi drammatici, come la perdita di un coniuge. La vedovanza, pur non potendo figurare al pari di alcune patologie invalidanti, rappresenta una condizione estremamente difficile. Specie se dovesse comportare delle conseguenti difficoltà economiche, magari in caso fosse il coniuge deceduto l’unico a lavorare in famiglia. La pensione di reversibilità interviene proprio per sopperire a casi simili, erogando una percentuale della pensione del defunto. L’Inps, inoltre, potrebbe riconoscere il cosiddetto assegno di vedovanza in caso di ulteriori difficoltà.

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Un altro esempio simile riguarda anche altri beneficiari, i quali possono ottenere un’erogazione speculare a quella spettante a chi è in stato di vedovanza. L’assegno in questione può essere richiesto da persone inabili al lavoro oppure titolari di accompagnamento. In modo tale da incrementare quello che sarebbe l’importo della pensione di reversibilità. Inoltre, fra i requisiti previsti, dovranno figurare con un reddito annuo al di sotto dei 32.148,88 euro e una condizione di vedovanza di un lavoratore sia del settore pubblico che privato. Tuttavia, come detto, esistono anche altri beneficiari che spesso non figurano, se non altro perché ritenuti “insospettabili” rispetto a determinate agevolazioni.

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Si tratta degli ex coniugi che, nonostante la cessazione del matrimonio, possono vantare alcuni particolari e precisi diritti. Specie se il divorziato titolare dell’assegno derivato abbia il diritto a percepire la pensione di reversibilità. In merito vi è un’altrettanto precisa giurisprudenza da parte della Corte Costituzionale, anche piuttosto datate (sentenza 419/99). In pratica, anche l’ex coniuge titolare di reversibilità potrà avere diritto all’assegno di vedovanza, con tanto di possibilità di vedersi riconoscere arretrati fino a 5 anni. Tutto presentando una semplice domanda, indicando la composizione del nucleo familiare, l’autodichiarazione riportante lo stato di vedovanza, il reddito complessivo e i dati della pensione di reversibilità. L’importo si attesta a 52,91 euro al mese per chi possiede un reddito al di sotto dei 28.659,42 euro, mentre per quelli pari o al di sotto dei 32.148,87 a 19,59 euro.