Una truffa bella e buona messa in piedi per raggirare di fatto alcuni regolamenti vigenti circa il sussidio mensile dello Stato.

Reddito di Cittadinanza
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Il Reddito di cittadinanza è senza dubbio una delle misure più discusse degli ultimi anni. Pro e contro si dividono la scena nel portare sostegno o pesante bocciatura voluta qualche anno fa fortemente dal Movimento Cinque Stelle, allora al Governo insieme alla Lega. Per i sostenitori della misura ci sarebbe il risultato storico di essere intervenuti per fronteggiare qualsiasi situazione di disagio economico nel paese, con la speranza di trovare poi nell’immediato futuro una occupazione sicura. Per i detrattori un gettone di fedeltà, soldi regalati ai cittadini in cambio della riconoscenza elettorale, considerato che di opportunità lavorative, ormai già da anni non se ne vede l’ombra.

Nel corso degli ultimi anni quindi numerose sono state le situazioni al limite che hanno caratterizzato l’esperienza di questa particolare misura. Si è provato spesso, lo raccontano le cronache, a raggirare alcuni regolamenti inerenti la struttura stessa dell’operazione. Raggirare ad esempio la possibilità di poter disporre di una minima parte degli importi erogati mensilmente in contanti, cosi come previsto dalla stessa misura. Questo è uno degli sport preferiti degli italiani nel recente periodo. Le truffe in questo senso, perchè di truffe si trattano, non sono mancate quasi mai. Dalla Sicilia, da poco, è arrivata un’altra interessante storia.

Reddito di cittadinanza, scatta la truffa: ecco cosa è successo in Sicilia

Come sappiamo, come ben noto d’altronde in seguito alle moltissime disposizioni e chiarimenti in merito, la misura del Reddito di cittadinanza dispone un limite di spesa per quel che riguarda le varie dinamiche da gestire, per il cittadino, con l’importo erogato mensilmente. La normativa in questione prevede infatti questo tipo di suddivisione rispetto all’importo ricevuto:

  • effettuare un bonifico mensile per pagare la rata dell’affitto o la rata del mutuo
  • pagare tutte le utenze domestiche ed altri servizi quali, ad esempio, mense scolastiche presso gli Uffici Postali (con bollettini o MAV postali) e presso tutti gli esercizi commerciali abilitati (tabaccai, i supermercati, bar, ecc.)
  • effettuare prelievi di contante entro un limite mensile di 100 euro per i nuclei familiari composti da un singolo individuo (incrementato in base al numero di componenti il nucleo)

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A Niscemi, in Sicilia, succede qualcosa di molto particolare, una vera e propria truffa, perché di fatto di questo si tratta messa in piedi per raggirare proprio i limiti di acquisto sopra indicati. Qualcuno ha definito l’operazione messa in piedi un vero e proprio bancomat illegale. Il giochetto messo in piedi inoltre dava la possibilità di acquistare beni esclusi dalla lista di quelli accessibili attraverso la carta preposta. La dinamica, davvero molto semplice. Il commerciante in questione certificava finte transazioni in cambio del denaro contante versato ai possessori della carta in questione. Strumento, contenente chiaramente le quote di Reddito di cittadinanza.

Il cittadino, in questo, modo, forte del denaro contante, ricevuto magari, come capitato in alcune occasioni, in percentuale e non del tutto rispondente alle quote di misura prelevate alla carte, avrebbe avuto la possibilità di acquistare qualsiasi cosa. Niente più vincoli quindi, niente più prodotti proibiti, solo contante tanta libertà di scelta. La storia insomma si è ripetuta, le cronache avevano già parlato nei mesi passati si storie simili. Storie che oggi ritornano.

La misura torna quindi sotto attacco, o quantomeno sotto osservazione, troppi i dubbi e le incertezze nello stesso attuale Governo. Esecutivo Draghi che in più di una occasione ha manifestato l’intenzione di provare quantomeno a modificare i tratti della misura in questione. I cittadini quindi, da una parte sperano, dall’altra attendono buone notizie, ognuno secondo il proprio punto di vista ed il proprio personale interesse.