Digitale terrestre, si cambia frequenza: chi comincia e cosa fare

Le Regioni del Nord passeranno al nuovo Digitale terrestre già a gennaio. Un passaggio che, tuttavia, per la maggior parte dei tv dovrebbe essere indolore.

Digitale terrestre cambio frequenze
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Tutto pronto per il passaggio al nuovo Digitale terrestre. Lo switch off vero e proprio partirà nel 2022 ma alcuni territori italiani hanno già iniziato a cambiare frequenza, adeguando i propri televisori alle caratteristiche della nuova rete. Già a partire da gennaio, e per un periodo compreso fino a marzo, 8 Regioni italiane passeranno al tanto chiacchierato digitale, apparentemente senza grossi stravolgimenti nella quotidianità televisiva. Numerosi canali cambieranno posizione ma, per chi non ha problemi con televisori vecchio stampo, questo sembra essere l’unico inconveniente.

La maggior parte dei televisori è infatti dotato di un dispositivo di risintonizzazione automatica. Il che significa che non ci sarà bisogno di procedere con l’operazione manualmente. Anche se fosse, a ogni modo, non si tratta di un compito difficile. Tutti i tv sono infatti dotati del comando di spostamento piuttosto facile da utilizzare. Per il resto, non si stagliano all’orizzonte grandi cambiamenti. Alcuni canali spariranno definitivamente ma, perlopiù, si tratta di frequenze locali.

Nuovo Digitale terrestre: chi passa a gennaio

Si comincerà nel Nord Italia. Le nuove frequenze partiranno dalla Valle d’Aosta per poi interessare via via Piemonte, Liguria, Lombardia, Trentino-Alto Adige, Veneto, Friuli-Venezia Giulia ed Emilia-Romagna. Tecnicamente, si tratta di un passaggio delle frequenze televisive sulla banda sub 700, che consentirà di “liberare” quella a 700 Mhz per introdurre la tecnologia 5G. Un passaggio che interesserà gradualmente tutto il territorio italiano, mentre alcuni gestori telefonici stanno già operando il passaggio al nuovo 5G facendo leva sull’accordo del 2018 (6,5 i miliardi investiti nel settore). Una tappa obbligata per l’introduzione definitiva del nuovo DVB-T2.

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Si comincerà il 3 gennaio e, per il momento, si procederà fino al 14 marzo 2022. Le Regioni settentrionali sperimenteranno per prime le novità del passaggio che, tuttavia, non sembra destare troppe preoccupazioni. Anche l’annunciato adeguamento dei canali, risalente allo scorso ottobre, è passato senza grandi scossoni, con una risintonizzazione automatica per la stragrande maggioranza dei televisori. Come detto, i tv non smart o privi di decoder dovranno necessariamente andare in pensione. I tv non dovranno essere solo compatibili con la tecnologia DVB T2 ma anche con la codifica Mpeg4. Il calendario delle nuove frequenze si protrarrà fino al 30 giugno 2022, quando toccherà a Liguria, Toscana, Umbria, Lazio e Campania. In mezzo, l’appuntamento per Abruzzo, Marche, Molise, Puglia, Basilicata, Calabria e Sicilia, previsto fra l’1 marzo e il 15 maggio 2022.