Aumenti in busta paga da gennaio? La verità: ecco a chi toccheranno

Busta paga, ecco in che modo aumenterà per tutti dal gennaio del 2022: esulta una determinata fascia di reddito: cosa accadrà.

busta paga aumento 2022
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Molte buste paga, avranno un peso diverso, a partire dal primo gennaio 2022. Dal primo mese di quest’anno fino all’ultimo e non oltre, andranno quindi eseguite le misure “eccezionali”. Vale a dire, il diritto di esonero dalla trattenuta in busta paga, di una parte dei contributi da versare all’INPS, dai lavoratori per la pensione.

Sconto quindi dello 0,8%, per i lavoratori dipendenti, esclusi i domestici se la loro retribuzione imponibile, su base mensile per tredici mensilità, non è superiore a 2.692 euro. Andiamo a vedere ora, come cambierà l’Irpef nel 2022 e la conseguente busta paga in aumento. Per quanto riguarda la busta paga, vi potrebbe interessare anche capire che fine fa adesso il bonus Renzi.

Busta paga ed Irpef: cosa non sappiamo ancora

L’Irap viene abolita per il 41% dei contribuenti, mentre gli scaglioni Irpef che ora passano ad essere solo 4, vedranno tagliate di cinque punti le due aliquote intermedie. Per la manovra 2022, è già arrivata la simulazione per capire chi ci guadagna. Cambiano anche le formule di calcolo delle detrazioni per lavoro dipendente, autonomo e pensioni, con quella di base che resta sui 1.880 euro, ma fino a 15mila euro di reddito si sommano 1.200 euro che sarà il bonus 100 euro, in precedenza di 80.

Andiamo a fare un distinguo, tra le tassazioni Irpef di oggi e quelle di domani. Oggi, su 15mila euro è del 23%; da 15mila a 28mila euro del 27%; da 28mila a 55mila euro del 38%; da 55mila a 75mila euro del 41% ed a salire oltre 75mila euro, del 43%. Dopo la riforma potrebbe essere invece così: invariata fino a 15mila; da 15mila a 28mila euro del 25%; da 28mila a 50mila euro del 35% e oltre 50mila euro del 43%.

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Ed ora capiamo come tutto questo, cambierebbe gli importi delle buste paga. Benissimo per chi è titolare di un reddito che va dai 30mila ai 60mila euro lordi annui. Facciamo l’esempio di un lavoratore invece, che percepisca 20mila euro l’anno, con l’attuale Irpef di 4.800. Dal 2022, grazie al passaggio nel secondo scaglione dal 27% al 25%, scenderebbe a 4.700 euro con un ottimo guadagno di 100 euro. Addirittura, un percettore unico di 30mila euro, passa da una Irpef lorda di 7.500 euro a 7.200 euro. Il guadagno diventa ben più ampio. E quindi così via in discesa, per chi percepisce di più. In questo modo, l’impressione è che ci saranno tasse meno alte per tutti i ceti, grazie a manovre che consentono la rimodulazione delle detrazioni e della no tax area, oltre alla rimodulazione delle quote Irpef.