Rimodulazione dell’Irpef e taglio dell’Irap: con le nuove aliquote ci guadagnano i redditi medio-alti. Altri interventi sulla busta paga.

Busta paga 2022
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Obiettivo: riduzione della pressione fiscale. La riforma del Fisco passa anche dal taglio delle tasse, specie dalla rimodulazione delle spese relative all’Irpef. La riduzione degli scaglioni porterà un risparmio, anche se perlopiù ai redditi medio-alti. Anche se non sarà questo l’unico fronte di cambiamento. Nel mare magnum della riforma, infatti, finisce per viaggiare sul fronte del vortice anche l’ex Bonus Renzi, ovvero l’aumento della busta paga di 100 euro a determinati lavoratori (80 all’epoca dell’introduzione). Nelle ultime settimane si era parlato addirittura di un’eliminazione di quello che oggi è conosciuto come Bonus Irpef.

Forse, però, sarebbe più giusto parlare di un assorbimento dell’agevolazione all’interno del pacchetto della riforma. Perché in realtà qualche aumento a gennaio 2022 è previsto nella busta paga della maggior parte dei lavoratori, anche grazie alla rimodulazione degli scaglioni previsti per il pagamento dell’Irpef, i quali scenderanno dagli attuali cinque ai futuri quattro. Verrà infatti eliminata l’aliquota al 41% e verranno ridimensionate le due centrali. Uno scenario che, alla fine dei conti, qualche risparmio dovrebbe produrlo anche se manterrà praticamente le stesse cifre per i redditi più bassi.

Bonus Renzi, addio? Modifica in busta paga con la riduzione delle aliquote Irpef

L’assetto dell’Irpef cambierà quindi sensibilmente. Nello specifico, si procederà con il seguente schema:

  • redditi fino a 15 mila euro: 23%;
  • redditi fra 15 mila e 28 mila euro: 25%;
  • redditi fra 28 mila e 50 mila euro: 35%;
  • redditi oltre 50 mila euro: 43%.

Sparisce quindi l’aliquota del 41%, proprio quella relativa ai redditi medio-alti. Un quadro complessivo che, proprio alla luce di questo, andrà a sottrarre qualche incentivo. Il primo a saltare sarà quindi il Bonus Renzi. Un taglio che, però, farà i conti un risparmio di circa 60 euro su un ipotetico reddito da 18 mila euro. Chi rientrava nello scaglione del 41%, invece, verrà assorbito nel quadro dello scaglione sul quale si applica un’aliquota del 43%. In questo caso, quindi, si verificherà una riduzione.

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Per quanto riguarda l’Irap, ovvero l’imposta regionale sulle attività produttive, si va verso l’abolizione. Una decisione che riguarderà le ditte individuali, le persone fisiche titolari di Partita Iva e anche le startup. Pronta una rimodulazione della no tax area per gli autonomi, mentre per i redditi da lavoro dipendente e i pensionati, si procederà con la rideterminazione della detrazione. Un sistema che, teoricamente, dovrebbe tamponare il vuoto lasciato dal Bonus Irpef. Il taglio, in sostanza, dovrebbe giocare il ruolo più importante. Come sempre, però, sarà la prova dei fatti a dare le risposte giuste.