Rendite Inail, nel 2022 si sale: di quanto aumentano e per chi

Le rendite Inail si alzano a partire da febbraio. Con riconoscimento degli arretrati una tantum. Ecco come cambiano gli importi.

Rendite Inail
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La circolare n. 36 dell’Inail, pubblicata il 14 dicembre scorso, fissa le direttive per quello che sarà l’aumento delle rendite per il 2022. Con effetti tangibili non solo per le prestazioni erogate a partire da gennaio ma anche per quelle già corrisposte. Considerando che l’aumento decorre dall’1 gennaio 2021, un bonus una tantum riconoscerà gli arretrati. Posto che la partenza effettiva delle nuove rendite scatterà solo a partire da febbraio. Di fatto, scatterà un’ulteriore indennità relativa agli arretrati, in coincidenza con gli aumenti già previsti per il 2022. Nella stessa circolare, inoltre, l’Inail chiarisce le ragioni dell’aumento, spiegando che gli aumenti deriveranno dalla rivalutazione inclusa nella legge 46/1981, a cadenza extra-decennale.

La rivalutazione delle rendite Inail viene disposta attraverso l’adeguamento della retribuzione utilizzata come riferimento. A tale importo, è applicato un calcolo relativo alla variazione dei prezzi al consumo rispetto all’anno precedente (basato sui dati Istat). Il passo successivo, solo eventuale, è previsto nel caso fosse riscontrata una variazione non al di sotto del 10%. In questa circostanza non si effettuerà nemmeno il primo passaggio. Il secondo, invece, si applicherà in quanto, secondo i dati Istat, fra il 2020 e il 2021 la variazione registrata è stata superiore al 10%. Nello specifico, al 12,47%.

Rendite Inail, dalle variazioni agli aumenti: a chi spettano

A partire da gennaio, quindi, verranno applicati gli aumenti previsti. Tuttavia, prima sarà necessario un ulteriore step, relativo all’assorbimento delle rivalutazioni eseguite fra il 2013 e il 2020, per un 7,22% totale. Percentuale che andrà sottratta alla variazione decennale, per un totale del 4,90%. Le rendite Inail possono riguardare, ad esempio, la condizione di inabilità permanente. Per quest’ultima, la retribuzione media giornaliera si attesta a 83,09 euro, con la minima che sale a 17.448,90 e la massima a 32.405,10 euro, rispetto agli importi precedenti, rispettivamente 16.636,20 e 30.895,80. Questo per quel che riguarda il settore dell’industria. Per il settore marittimo cambiano i massimali. Il settore agricolo, invece, vedrà la rendita stabilita su una retribuzione annua convenzionale pari a 26.336,74 euro.

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Cambiano gli importi anche per autonomi e lavoratori del settore domestico. Nel primo caso, si applicherà una rendita Inail su una retribuzione annua di 17.448,90 euro, ovvero pari al minimo delle assunzioni a tempo indeterminato. Nel secondo, invece, la retribuzione convenzionale sarà speculare al minimale dell’industria, ovvero 17.448,90 euro. Inoltre, per la condizione di inabilità permanente (fra il 6% e il 15%) si applicherà un’ulteriore prestazione, prevista una tantum, con importo in salita a 337,41 euro. Inoltre, per tutti i suddetti settori, esclusi gli autonomi, l’assegno una tantum toccherà ai superstiti, per 10.542,45 euro annui.

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