Legge 104, dal bonus di 500 euro allo smart working: occhio alle novità

A partire dal bonus di 500 euro fino ad arrivare allo smart working, importanti novità in arrivo per i fruitori di Legge 104. Entriamo quindi nei dettagli e vediamo cosa c’è da sapere in merito.

Legge104 smart working
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A partire dagli impegni di famiglia, passando per quelli lavorativi, fino ad arrivare alle varie esigenze personali quotidiane, sono davvero tante le cose con cui ci si ritrova puntualmente a dover fare i conti e che richiedono, nella maggior parte dei casi, il nostro massimo impegno. Lo sanno bene coloro alle prese con problemi di salute, di natura fisica o psichica, tali da comportare, purtroppo, una situazione di svantaggio sociale. In tale ambito, pertanto, sono in molti a dover assistere un proprio famigliare, in quanto non autosufficiente.

Un compito, quest’ultimo, senz’ombra di dubbio importante e allo stesso molto impegnativo. Riuscire a conciliare famiglia e lavoro, in effetti, può rivelarsi particolarmente complicato. Proprio per questo motivo è bene ricordare che i soggetti in questione possono richiedere ed usufruire di forme di permesso ad hoc grazie alla Legge 104. Ma non solo, a partire da un bonus di 500 euro fino ad arrivare allo smart working, sono in arrivo tante altre importanti agevolazioni. Entriamo quindi nei dettagli e vediamo tutto quello che c’è da sapere in merito.

Legge 104, occhio alle novità: tutto quello che c’è da sapere

Qualche mese fa l’Istituto Nazionale di Previdenza Sociale ha reso noto attraverso un’apposita circolare le novità inerenti il calcolo dei permessi con Legge 104. Ma non solo, sempre l’istituto di previdenza, complice l’intervento dell’esecutivo, è pronto ad introdurre delle importanti agevolazioni a favore di coloro che fruiscono della Legge 104.

Quest’ultima, ricordiamo, è destinata a coloro che per problemi di salute, fisici o psichici, si ritrovano a dover fare i conti con delle difficoltà tali da comportare una situazione di svantaggio sociale o di emarginazione. Proprio in tale ambito, pertanto, interesserà sapere che sono in arrivo delle importanti novità. Ma non solo, quest’ultime sono destinate anche ai cosiddetti caregiver, ovvero i famigliari che si prendono cura di loro.

Legge 104, proroga smart working fino al 31 marzo 2022

Il Consiglio dei Ministri del 14 dicembre 2021 ha varato il decreto che proroga fino al 31 marzo 2022 lo stato di emergenza. Una novità indubbiamente importante, che porta con sé degli effetti non indifferenti in diversi ambiti, tra cui il mondo del lavoro. Proprio in tale ambito, ricordiamo, come previsto dall’articolo 26 del Decreto Legge n. 18/2020, erano già state estese le tutele che prevedono il diritto allo smart working.

In assenza della possibilità di lavorare da remoto, ricordiamo, è possibile beneficiare dell’equiparazione del periodo di assenza dal lavoro al ricovero ospedaliero. In seguito alla proroga dello stato di emergenza fino al 31 marzo, quindi, il diritto allo smart working viene a sua volta prorogato fino a questo nuovo termine. Non si esclude comunque la possibilità che l’esecutivo possa decidere di allungare le tempistiche in tal senso, arrivando ad esempio fino a giugno.

In attesa di vedere quali saranno le prossime mosse del governo in tale ambito, comunque, è bene sapere che fino al 31 marzo 2022, coloro che usufruiscono delle Legge 104 hanno diritto a svolgere 12 giorni al mese di lavoro in modalità smart working.

Sempre a proposito di lavoro agile, inoltre, non si esclude la possibilità che nel prossimo futuro l’esecutivo decida di rendere tale agevolazione una misura permanente. Al momento comunque, sottolineiamo, quest’ultima si presenta soltanto come un’ipotesi. Nulla, infatti, è stato deciso in tal senso.

Bonus caregiver fino a 500 euro: come funziona

Un’altra importante agevolazione a cui hanno diritto i fruitori di Legge 104 è il bonus genitori di figli disabili. Si tratta di una prestazione economia erogata dall’Inps e per questo motivo la relativa richiesta dovrà essere presentata proprio all’istituto di previdenza, in modalità telematica oppure chiedendo aiuto ad un Caf o patronato.

A prescindere dalla modalità scelta, ricordiamo che si tratta di una misura pensata per in nuclei famigliari con genitori disoccupati oppure monoreddito o monoparentali, che abbiano un figlio a carico a cui sia stato riconosciuto uno stato di invalidità.

La domanda per ottenere il bonus figli disabili, ricordiamo, deve essere presentata ogni anno, per tutti e tre gli anni di sperimentazione della misura, ovvero 2021, 2022 e 2023.

Entrando nei dettagli bisogna sapere che i genitori interessati devono essere in possesso di determinati requisiti. Oltre a quelli poc’anzi citati, infatti, i soggetti richiedenti devono avere un Isee massimo pari a 3 mila euro.

Bonus genitori di figli disabili: occhio all’importo e al reddito

Ma non solo, per quanto riguarda la situazione reddituale, il richiedente deve trovarsi in stato di disoccupazione o comunque avere un reddito che rientri nella cosiddetta no tax area. Questo vuol dire che deve guadagnare massimo 8.145 euro se lavoratore dipendente oppure 4.800 euro nel caso in cui si tratti di un lavoratore autonomo.

Entrando nei dettagli, inoltre, bisogna sapere che l’importo di tale incentivo è pari a:

  • 500 euro al mese per un anno in presenza di un nucleo famigliare con tre figli disabili;
  • 300 euro al mese per un anno in presenza di due figli a carico affetti da disabilità o handicap;
  • 150 euro al mese per un anno per un figlio disabile.

Lo Stato ha stanziato 5 milioni di euro per ogni anno. Questo vuol dire che nel caso in cui le risorse non dovessero risultare sufficienti, verrà stilata una graduatoria, attraverso la quale verrà data  priorità alle famiglie con Isee più basso. A seguire si terrà conto della presenza, in ordine, di figli non autosufficienti; con disabilità grave; con disabilità media.

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Per finire ricordiamo che i soldi provenienti da questo bonus non concorrono alla formazione del reddito. Ma non solo, tale misura è compatibile con altre prestazioni, come ad esempio il reddito di cittadinanza. Stesso discorso vale anche per l’assegno unico per i figli che entrerà ufficialmente in vigore a partire dal 2022.