Multa bancomat: quando scatta e chi rischia realmente di riceverla

Quando si va realmente in contro alla multa bancomat e cosa può succedere in caso di inosservanza delle nuove norme inerenti i pagamenti elettronici 

Multa bancomat
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La “caccia” al contante è ormai sempre più aperta. Dopo il limite di pagamento cash abbassato a 999,99 euro è stato introdotto un nuovo provvedimento. Si tratta di un emendamento al decreto legge sul Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr) inerente i pagamenti elettronici.

Attraverso questa disposizione si vogliono favorire le transazioni tramite carte e bancomat, che in alcuni casi non sono sempre ben accette. Con questa novità si mira a tutelare ancor di più i consumatori e soprattutto si vuole dare un ulteriore colpo all’evasione fiscale.

Multa bancomat: di cosa si tratta e a quanto ammonta

Ribattezzata con il nome di multa bancomat, non è altro che una contravvenzione per gli esercenti che non accettano i pagamenti con strumenti elettronici da parte dei clienti. L’importo minimo della sanzione è di 30 euro a cui va aggiunto il 4% del valore della transazione negata. 

Le forze politiche fautrici di questa novità sono la Lega e LeU, che volevano dare un segnale forte e di continuità rispetto ad una linea ormai in auge da qualche anno. La curiosità maggiore però riguarda chi deve effettuare i controlli del caso.

In caso di inosservanza possono intervenire sia i rappresentanti delle forze dell’ordine, sia gli agenti di polizia locale. Starà a loro inviare il rapporto al prefetto, incaricato di rendere esecutive le multe. Entrerà in vigore dal 1 gennaio 2022. Dopo questa data non ci saranno più attenuanti: non si potranno rifiutare pagamenti con Pos. 

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Altre novità sulla tematica riguardano i prelievi di denaro contante. Per conoscere le richieste da parte della società che gestisce i Bancomat potete cliccare su questo link.

Tornando al primo cambiamento, se per alcune fazioni politiche è stato soddisfacente, per altre non lo è stato affatto. Alcuni esponenti di Forza Italia ad esempio hanno espresso tutto il proprio dissenso, in quanto ritengono che le sanzioni nei confronti dei commercianti siano una dura “mazzata” dopo il periodo delle restrizioni anti-covid.