Qual è il termine per fruire delle proprie ferie? Ecco tutto quel che c’è da sapere su questa tematica apparentemente semplice, ma che in realtà è piuttosto complessa

Ferie
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L’argomento ferie non è mai di semplice interpretazione per i lavoratori. La maggior parte delle condizioni sono dettate dal contratto individuale che il dipendente ha sottoscritto con il datore di lavoro, mentre altre sono frutto dell’accordo collettivo.

Partendo dal principio, ad ogni persona che presta servizio per conto di un’azienda spettano 4 settimane di ferie all’anno. Ovviamente possono esserci delle variazioni che possono portare anche a beneficiare di qualche giorno in più.

Ferie: come si maturano e quando vanno utilizzate

Di queste 4 settimane, almeno 2 devono essere concesse entro l’anno di maturazione e possibilmente di seguito. Le altre 2 devono essere fruite entro i 18 mesi successivi all’anno di maturazione, salvo diversa disposizione del contratto collettivo.

Per chi non ne fosse a conoscenza, le giornate di vacanza si accumulano mensilmente, cioè matura un rateo ferie pari a 1/12 di quelle spettanti per l’intero anno.

Tuttavia esiste un caso regolamentato dalla giurisprudenza europea secondo cui si possono perdere le ferie. Ciò accade se è il lavoratore ad evitare di assentarsi per ferie, pur avendo la possibilità di far valere questo diritto sacrosanto.

A tal proposito è molto importante una recente ordinanza della Corte di Cassazione secondo cui il lavoratore può perdere le ferie arretrate, se nell’arco della sua carriera professionale, ha limitato al minimo le assenze per sua scelta.

Una condizione che deve essere tassativamente dimostrata dal datore di lavoro, il quale deve certificare che il dipendente deliberatamente e con piena consapevolezza, si sia astenuto dal fruire delle proprie ferie annuali.

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In pratica il capo deve provare di aver invitato il lavoratore a fruire di una fase di riposo e di averlo informato che queste sarebbero poi state precluse al termine del periodo di riferimento. Questo lasso di tempo in linea di massima è ricompreso entro 18 mesi dall’anno di maturazione. In alternativa entro un diverso termine stabilito dalla contrattazione. 

Un’ulteriore ipotesi è quella di convertire i giorni festivi in denaro. Anche qui però ci sono diverse variabili da considerare. Su tutte, la durata del contratto.