Senza Green Pass non si lavora. E se non si lavora, i settori ne risentono. Eppure non c’è solo la regressione dei giorni di ferie in ballo…

Ferie Green Pass
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Il Green Pass è obbligatorio da nemmeno un mese, eppure i contraccolpi sparsi si sono già fatti sentire. Non tanto in termini di manifestazioni di dissenso, quanto in effetti concreti sull’andamento del proprio lavoro. La soluzione al Covid resta la vaccinazione. Il Governo ne è convinto e, per questo, ha cercato di incentivare il ricorso al siero piuttosto che puntare su una riduzione degli importi dovuti per il tampone. D’altro canto, non avere il Green Pass porta conseguenze importanti sul piano del lavoro, perché a venir meno non sarebbe solo lo stipendio ma anche diritti fondamentali come l’accesso alle ferie.

Il tutto per una ragione molto semplice: la riduzione dell’attività lavorativa impedisce il manifestarsi delle condizioni giuste per poter godere di diritti come le ferie. E i numeri sono importanti: secondo l’Inps, infatti, sarebbero non meno di 100 mila i lavoratori risultati assenti ingiustificati per mancanza della certificazione verde e, per questo, privati dello stipendio. Con ripercussioni possibili sulla pensione, la tredicesima, gli scatti di carriera e, naturalmente, le ferie. Il problema è che tali periodi, vista la mancanza di attività, non sono né coperti da contribuzione né utili alla maturazione di alcuni diritti lavorativi.

Green Pass e ferie: cosa rischiano i lavoratori senza certificazione

L’equazione non è particolarmente difficile: niente lavoro, niente ferie. Con il Green Pass a fare da cesoia fra la normale assenza per malattia e quella dovuta al mancato rispetto di un requisito previsto a norma di legge. Anche se, per la verità, la strategia della malattia pare sia stata adottata e anche in una certa misura da parte di alcuni lavoratori. Una mossa comunque tutt’altro che priva di rischi, tanto che l’Inps stesso avrebbe appurato la presenza di numerosi certificati sospetti. Qualcun altro, più saggiamente, ha approfittato del momento per smaltire parecchie ferie arretrate. Il che, di fatto, ha consentito loro di mantenere lo stipendio usufruendo di un diritto.

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Scontato che un tale modus operandi avrà ripercussioni significative sulle ferie future. In effetti, sia utilizzando quelle arretrate che accettando l’assenza ingiustificata, l’accumulo si perderà in entrambi i casi. Questo perché, in tutte e due le circostanze, non si matureranno ulteriori ferie. Ciò significa che, una volta terminato il periodo delle arretrate, si incapperà giocoforza nello stop dovuto all’assenza non motivata. La quantificazione dipende da caso a caso. Può comunque risultare significativo il fatto che, su un periodo di 28 giorni di ferie ottenuti in 12 mesi, restando fermi per altri due si scenderà di oltre 4 giorni. In pratica, se si resterà assenti fino al 31 dicembre, di giorni di ferie se ne perderanno almeno cinque.