In molti ancora confondo il bonus casalinghe con la rendita casalinghe. Andiamo a fugare ogni dubbio cercando di capire a cosa servono questi due distinti strumenti 

Bonus casalinghe
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Quando esistono diversi strumenti di sostentamento per le medesime categorie si rischia di generare un gran caos che spesso e volentieri può confondere i diretti interessati. Un caso emblematico in tal senso è quello riguardante le casalinghe. Notoriamente in alcuni casi possono ricevere la rendita.

Lo scorso anno per via dello scoppio dell’emergenza covid è stato poi istituito un bonus per le donne che si occupano della casa. Ciò ha portato diverse persone a credere che fossero praticamente la stessa cosa. Di seguito la spiegazione completa inerente le due possibilità per le casalinghe.

Bonus casalinghe: cosa prevede

Partendo da bonus, non è altro che un “Fondo per la formazione personale delle casalinghe” istituito con il decreto emanato nell’agosto 2020. Nel dettaglio sono stati stanziati 3 milioni di euro all’anno per permettere di incrementare le opportunità culturali e l’inclusione sociale delle donne che svolgono esclusivamente attività nell’ambito domestico. 

I criteri e le modalità di questo mezzo dovevano però essere stabiliti definitivamente con un successivo decreto del Ministro per le pari opportunità e la famiglia da emanare entro il 31 dicembre 2020. 

Ad oggi, però nonostante sia passato già tanto tempo, non si è mosso nulla a riguardo. Dunque, di fatto allo stato attuale, il bonus casalinghe non esiste.

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Rendita casalinghe: di cosa si tratta

Discorso completamente differente per la rendita casalinghe Inail. È legata all’assicurazione obbligatoria contro gli infortuni domestici (Legge numero 493 del 1999). Il costo della copertura assicurativa è di 12,91 euro all’anno da pagare entro il 31 gennaio di ciascun anno.

In pratica se dall’infortunio deriva un’inabilità al lavoro pari o superiore al 27% (a partire dal 1 gennaio 2007), viene corrisposta una rendita vitalizia. Questa viene liquidata in base alla retribuzione minima stabilita per le rendite del settore industria.

La rendita casalinghe quindi varia da una quota minima di 148,33 euro per l’inabilità del 27% ad un massimo di 1.030 euro per inabilità al 100%. Viene erogata mensilmente e spetta dal primo giorno successivo a quello dell’avvenuta guarigione.