Leggenda della musica (lirica e non solo), alla sua scomparsa Luciano Pavarotti ha lasciato una fortuna immensa. Ripartita secondo un accordo raggiunto un anno dopo la sua morte.

Luciano Pavarotti
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Sono trascorsi ben quattordici anni dall’addio a Luciano Pavarotti. Eppure, anche fra le generazioni più giovani, il suo nome continua a essere quasi un sinonimo della musica lirica. Le sue esibizioni a livello internazionale, dalla San Francisco Opera alla Carnegie Hall, fino al Metropolitan Opera House, hanno segnato indelebilmente la storia della musica contemporanea, tanto da renderlo uno dei cantanti più famosi al mondo e non solo fra i tenori. Una leggenda già in vita Pavarotti, con i suoi 6 Grammy Awards e il suo accostamento alla musica leggera con i suoi Pavarotti&Friends (importante iniziativa anche in tema di beneficenza), che lo aveva avvicinato sempre di più anche al pubblico a digiuno di opera. Senza contare la storica collaborazione con i colleghi Placido Domingo e José Carreras, nata alle Terme di Caracalla in occasione della finalissima di Italia 90. Una coincidenza storica anch’essa.

Una carriera simile, è stata chiaramente accompagnata da un successo altrettanto grande in termini economici. Pavarotti stesso ammise di aver avuto una vita fortunata. Fortuna che scelse di condividere con gli altri, non solo attraverso l’importante progetto umanitario Pavarotti&Friends. Basti pensare alla commozione per la sua scomparsa. Quasi ogni persona conservava (e conserva tuttora) un ricordo di lui e del suo lavoro. Un sinonimo dicevamo. Un nome che è anche un’antonomasia per chi ha un bel timbro di voce.

Pavarotti e l’eredità: la gestione del patrimonio immenso

Il lutto che ha accompagnato la sua scomparsa, nel 2007, è stato vero e sentito. Eppure, come accaduto ad altri grandi nomi del mondo della cultura, anche la gestione del suo patrimonio non è stata delle più facili. Una fortuna immensa che, secondo siti specializzati, sarebbe da stimare fra i 200 e i 300 milioni di euro, oltre a varie proprietà immobiliari. Chiaro che un patrimonio di tale portata abbia riservato qualche difficoltà di gestione, sia prima che dopo il raggiungimento dell’accordo definitivo sulla suddivisione dei beni del Maestro. Un dibattito che, tuttavia, non ha mai intaccato la figura del grande tenore, rimasta sempre immortale, nel ricordo e nell’affetto, del pubblico.

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Per quanto riguarda la mera suddivisione del patrimonio, nel 2008 è stata raggiunta un’intesa che conferiva il 50% alla moglie, Nicoletta Mantovani. A lei erano spettati anche la casa di Modena dove Pavarotti ha vissuto i suoi ultimi anni e il ristorante privato incluso nel terreno. Il restante 50% è stato suddiviso fra le quattro figlie del cantante, tre delle quali avute dal suo primo matrimonio con Adua Veroni, celebrato nel 1961.