Il Decreto fiscale posticipa di qualche giorno il pagamento delle cartelle esattoriali di Rottamazione ter e Saldo e stralcio. Ma non solo.

Tasse mini-proroga
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Proroga no, mini-proroga sì. Alla fine, la Commissione Finanze del Senato ha dato il suo ok all’estensione minima dei termini di pagamento delle cartelle esattoriali previste dalla Rottamazione ter e dal Saldo e stralcio. Nessuna grossa dilazione: la scadenza passa dall’1 dicembre al 9, così come confermato da fonti parlamentari durante una pausa dei lavori in Commissione. I contribuenti avranno così più tempo per il pagamento delle cartelle rimaste in sospeso durante l’emergenza pandemica e che, a partire da settembre, l’Agenzia delle Entrate ha provveduto a inviare tramite avvisi bonari.

Sarà il Decreto fiscale a tracciare le nuove linee guida, anche se in realtà non cambierà poi molto, almeno non Rottamazione e Saldo e stralcio. Un emendamento approvato al Dl, però, porta i termini per i versamenti da 150 a 180 giorni, ovvero sei mesi totali, le cartelle esattoriali notificate dall’1 settembre al 31 dicembre 2021. Non si tratta più quindi dell’1 gennaio, come invece emerso nei giorni scorsi. Inoltre, si discute anche su una remissione relativa ai termini dei versamenti previsti per gli avvisi bonari inviati entro il prossimo 16 dicembre.

Fisco, per chi arriva la proroga delle cartelle: la discussione sul Decreto fiscale

Al momento, sul tema c’è un’intesa di massima. Tuttavia, è probabile he alla fine si arrivi a dama. Anche perché il momento storico parla di rincari diffusi sui costi di tutte le utenze, lavoro ancora non ripreso a pieno ritmo per tutti e, soprattutto, della necessità di rivedere in modo più soft la ripresa dei pagamenti obbligatori. La riscossione, dopo le proroghe dovute all’emergenza Covid-19, è ripartita a pieno ritmo a settembre, riversando nelle buche delle lettere degli italiani tutte le cartelle relative ai pagamenti rimasti in sospeso. A meno che i debiti in questione non figurassero fra quelle rientranti nella cancellazione (cartelle sotto i 5 mila euro e comprese fra il 2000 e il 2010).

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Nel frattempo, prosegue la discussione in seno al Governo anche sulla normativa relativa al Patent Box. La quale, nel Decreto fiscale, dovrebbe rimanere invariata, con norma riformulata direttamente in Legge di Bilancio. Si tratta di una soluzione prospettata dal ministro per i Rapporti con il Parlamento, Federico D’Incà, nel dialogo con le forze di maggioranza. Sembra che la convergenza partitica sul tema ci sia stata, tale da sciogliere uno dei nodi più intricati della discussione sul Decreto. Intesa di massima anche sull’estensione a 13 settimane del trattamento ordinario di integrazione salariale per i datori di lavoro delle industrie tessili e relative ad abbigliamento e articoli in pelle. Pronti inoltre 100 milioni per la nuova Cassa integrazione dei settori.