Occhio a questi pagamenti, al Fisco non sfuggono: chi rischia multe record

Non solo gli evasori devono temere le azioni del Fisco. Anche una semplice dimenticanza può portare a multe salatissime. E per diversi motivi.

Multa 1.000 euro Agenzia entrate
Foto da Pixabay

La lente d’ingrandimento sui movimenti di denaro diventa sempre più ampia. L’obiettivo del Fisco è limitare al massimo determinate transazioni, così da intervenire qualora le cifre viaggianti diano adito a sospetti su presunte evasioni fiscali. Per questo, nel momento in cui si utilizza denaro contante, è sempre bene tenere conto delle implicazioni che possono manifestarsi. Sì, perché non sono solo gli evasori a dover temere l’azione del Fisco. Anche un cittadino onesto, qualora dovesse commettere un errore, potrebbe ritrovarsi in situazioni alquanto spiacevoli. Ecco perché sarà meglio non essere contribuenti distratti, specie nel periodo di fine anno (notoriamente più intenso sul piano dei controlli fiscali).

Attenzione quindi. Non denunciare i propri redditi non è il solo modo di finire nei guai. Omettere, magari per distrazione, di fornire informazioni o documentazione specifica potrebbe costare in egual misura. Perlopiù si parla di sanzioni pecuniarie. Le quali, comunque, in un periodo oggettivamente di difficoltà come questo sarebbero comunque un peso da sostenere. Per evitare conseguenze spiacevoli, i dati forniti e quanto dichiarato dovranno essere in corrispondenza perfetta, sia per mantenere una situazione di regolarità con l’erario che eventuali bonus percepiti.

Fisco, accertamenti sugli ammortizzatori fiscali: chi rischia le multe

Evitare multe, quindi, diventa una condizione necessaria per mantenersi entro i limiti del legale. Proprio gli ammortizzatori finanziari infatti, se percepiti, sono maggiormente soggetti ai controlli del Fisco. Eventuali infrazioni potrebbero costare sanzioni fino a 5.164 euro sulle dichiarazioni Isee. Il più delle volte, il tutto si concentra sul piano delle informazioni false. Le quali, una volta accertate, porterebbero alla sospensione del beneficio e alle conseguenti multe. L’importo elevato mira a scoraggiare pratiche sia di evasione che di frode fiscale. Ma attenzione, perché l’illecito non si limita a una mancata dichiarazione dei propri redditi o a una omissione.

LEGGI ANCHE >>> Agenzia delle Entrate, le multe di fine anno saranno salatissime

Entra nel gruppo offerte di lavoro, bonus, invalidità, legge 104, pensioni e news

Ricevi ogni giorno gratis news su offerte di lavoro ed economia


  1. Telegram - Gruppo

  2. Facebook - Gruppo

L’Agenzia delle Entrate commina multe fino a 1.000 euro ai contribuenti che omettono il rispetto dei limiti all’uso del contante. A partire dall’1 gennaio 2022, il limite sarà ulteriormente abbassato, dagli attuali 1.999,99 euro a 999,99. In sostanza, non si potrà andare oltre i 1.000 euro per i pagamenti effettuati con denaro contante. Una stretta che, oltre al contrasto dell’evasione fiscale tramite l’incentivo ai pagamenti tracciabili, mira a contenere il reato di riciclaggio del denaro. Una soglia che, secondo il D.Lgs. 157/2019, è valido tanto per le persone fisiche quanto per quelle giuridiche. Attenzione quindi. Cadere nell’errore è facile e incappare in multe salate lo è altrettanto: basti pensare che professionisti o contribuenti che non segnalano violazioni potrebbero ritrovarsi a pagare sanzioni fra 3 mila e 15 mila euro.