Pressing per inserire l’obbligo, nell’Assicurazione casa, di copertura contro i danni causati dal maltempo. Discussione aperta ma tempi incerti.

Assicurazione casa
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Considerando i tempi che corrono, in termini storici ma anche (anzi, in questo caso soprattutto) atmosferici, sempre più utenti hanno alzato il pressing per capire come mai, per quanto riguarda l’assicurazione casa, non siano ancora stati inclusi i danni provocati dal maltempo. Una questione piuttosto urgente, se si considera che negli ultimi anni precipitazioni ed eventi atmosferici di ogni sorta hanno notevolmente amplificato la loro potenza. E, di conseguenza, i danni apportati ad abitazioni e ad altri beni dei cittadini. Finanche la loro incolumità nei casi più gravi. A far pressione, in particolare, l’Associazione nazionale fra le imprese assicuratrici (Ania), che insiste sul tema da almeno vent’anni.

L’obiettivo è la stipula di un contratto assicurativo che introduca l’obbligo, da parte dei cittadini, di inserirvi una componente legata ai danni agli immobili provocati da eventi climatici avversi. Il punto è proprio il cambiamento climatico, dal momento che i fenomeni estremi sono sempre più frequenti e, per questo, anche i danni da essi provocati. Dai danneggiamenti esterni a quelli relativi agli impianti, il lotto di possibili conseguenze dovute a un temporale particolarmente violento può essere piuttosto ampio.

Assicurazione casa, l’obbligo di copertura contro i danni da maltempo

In sostanza, l’obiettivo sarebbe cautelarsi in anticipo per evitare esborsi patrimoniali per eventuali riparazioni. L’ipotesi circolata nelle ultime ore riguarda la possibile introduzione di un vincolo in Legge di Bilancio, che possa di fatto imporre una copertura nell’Assicurazione casa per danni da maltempo. E, allo stesso tempo, tamponare il buco normativo più volte evidenziato dall’Ania. Senza contare che in altri Paesi europei, anch’essi soggetti a fenomeni atmosferici del tutto simili ai nostri, un obbligo simile è già stato introdotto. Il punto, stavolta, riguarda però i consumatori. E le associazioni che li difendono, le quali sostengono che un obbligo in tal senso potrebbe costare molto in termini di esborso in un periodo di difficoltà economica generale.

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La chiave di volta, per Ania, potrebbero essere le precedenti proposte di legge sul tema. Una proposta lanciata era stata lanciata anche dall’Associazione nel 2016, la quale richiedeva però di non lasciare la copertura assicurativa sui beni immobiliari alla sola iniziativa dei proprietari. Questo per uniformare il tutto alla linea adottata in Europa contro i cambiamenti climatici. C’è poi il tema costi: 58 miliardi di euro dovuti agli effetti della mutazione del clima e agli eventi estremi. Al momento se ne discute, cercando di recuperare a quanto pare una proposta di legge del 2019 della deputata Michela Rostan. Al momento, però, si tratta solo di ipotesi. Anche se il recente G20 di Roma e la Cop26 di Glasgow ricordano come il clima sia convitato di pietra nella discussione politica.