Allarme nero, l’Europa a rischio blackout: “Fate scorte di cibo”

La carenza di approvvigionamento dell’energia potrebbe portare a un’interruzione totale. Ma chissà che la minaccia di un blackout non diventi un’occasione.

Blackout generale
Foto da Pixabay

Forse qualcuno ricorderà cosa accadde la notte del 28 settembre 2003. Probabilmente i romani, che proprio quella sera si erano ritrovati in strada per trascorrere la prima edizione della Notte bianca. Alle 3.30 in punto, l’Italia intera si ritrovò improvvisamente al buio. Oscurità totale, non solo perché ancora in pieno orario notturno. Il motivo? Un temporale, che pochi minuti prima, in Svizzera, aveva sradicato un albero facendolo piombare su un traliccio dell’elettricità. Risultato: l’intero approvvigionamento energetico italiano paralizzato, ospedali al buio nel pieno di interventi chirurgici, la Stazione Termini nera come la pece, 30 mila passeggeri bloccati sui treni, incidenti stradali e almeno 100 milioni del neo-entrato euro di danni (dati Confcommercio).

Per chi era all’epoca abbastanza grande, il ricordo sarà certamente rimasto nonostante i 18 anni trascorsi. E con esso la paura. Allora la comunicazione, pur sviluppata, non si serviva ancora di un apporto immediato della rete. I cellulari poggiavano ancora perlopiù sul concetto chiamata-risposta, al massimo su qualche interscambio bluetooth (o addirittura a infrarossi). Chiaro che la capacità di reazione fosse diversa rispetto a quella che potremmo avere oggi, nonostante non siano trascorse ere geologiche. Meglio pensarci comunque. Perché secondo il ministro dello Sviluppo economico, Giancarlo Giorgetti, “rispetto all’attuale assetto dell’approvvigionamento energetico” un blackout totale sarebbe tutt’altro che da escludere.

Blackout totale, Europa in allerta: cosa può accadere

La semplice allerta è bastata. In Paesi come la Spagna, le ferramenta sono già state svuotate di torce, fornelletti da campo e bombole del gas. In Austria, il Ministero della Difesa ha invitato i cittadini a fare scorta di cibo. E la paura serpeggia in tutta Europa, con una corsa all’approvvigionamento che, non ci fosse stato il lockdown un anno fa, non si vedeva da tempo. Il tutto in un periodo di forti rincari sulla corrente elettrica, così come sulle altre utenze. E in effetti, la notizia di un’interruzione totale dell’energia si inserisce appieno nel momento storico. Il problema risiederebbe a monte, ovvero nell’approvvigionamento stesso. L’esaurimento progressivo delle scorte di carburante e il problema strutturale riscontrato lo scorso anno (che ha di fatto dato fondo alle risorse stipate) rappresentano, al momento, una combinazione esplosiva.

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Secondo il ministro Giorgetti, intervenuto all’assemblea di Confartigianato, molto dipenderà dalla capacità di adattamento degli utenti ai rincari in bolletta. Il problema, però, è decisamente più ampio. Un blackout totale, paradossalmente, potrebbe imprimere l’accelerazione necessaria sul ripensamento delle strategie energetiche a livello mondiale. Un modo per comprendere appieno l’importanza di un cambiamento radicale sull’uso di carburante e fonti fossili. Accanto a un’implementazione energetica che potrebbe ammortizzare i consumi e renderli più efficienti anche a livello domestico. In teoria non servirebbe un blackout.