Pagare meno di Irpef è possibile, ma occhio all’errore, in quanto si rischia di dover fare i conti con delle pesanti sanzioni. Ecco cosa c’è da sapere.

Irpef acconto
Foto © AdobeStock

Lavoro, famiglia, hobby e tanto altro ancora. Sono davvero molte le cose a cui bisogna ogni giorno prestare attenzione. Tra queste ovviamente le varie imposte e tasse da pagare, con tanto di importi e scadenze da rispettare.

A tal proposito ricordiamo che il 30 novembre è il termine ultimo per pagare la seconda o unica rata dell’acconto Irpef 2021. Una scadenza da rispettare, con molti che si chiedono se è possibile pagare di meno. Entriamo quindi nei dettagli e vediamo cosa c’è da sapere.

Irpef, pagare di meno è possibile: ecco cosa c’è da sapere

Il 30 novembre 2021 scade il termine per effettuare il versamento del secondo acconto Irpef. Tale imposta deve essere pagata se superiore a 51,65 euro una volta sottratti detrazioni, crediti d’imposta, ritenute e eccedenze. Se l’importo è inferiore a 257,52 euro, si deve effettuare un unico versamento entro il 30 novembre.

Nel caso in cui, invece, risulti pari o superiore a 257,52 euro, bisogna pagare in due rate. La prima pari al 40% entro il 30 giugno, mentre la parte restante entro il 30 novembre. Manca quindi davvero poco per effettuare il versamento di tale imposta che, come già detto, può essere effettuato in una o due rate, a seconda dell’importo.

A dover pagare sono coloro che applicano gli ISA, ma anche titolari di partita IVA in regime forfettario, coloro che usano il modello Redditi PF e i contribuenti che fanno la dichiarazione dei redditi attraverso il modello 730, ma non hanno un sostituto d’imposta.

A proposito di questa imposta ricordiamo che l’acconto può essere versato con il metodo storico o quello previsionale. Ebbene, con il primo metodo si versa il 100% dell’imposta dell’anno precedente. Nel secondo caso, invece, è possibile versare di meno. Questo in quanto gli acconti vengono pagati sulla base dei redditi più bassi, anche se in alcuni casi possono essere più alti, che si ritiene di conseguire rispetto a quello precedente.

Nel caso in cui un contribuente preveda di dichiarare, l’anno successivo, una minore Irpef, può calcolare gli acconti da versare proprio sulla base di tale imposta inferiore. Allo stesso tempo bisogna stare attenti.

LEGGI ANCHE >>> Reddito di cittadinanza, la scomoda verità: tutto quello che c’è da sapere

Nel caso in cui, applicando il metodo previsionale, il contribuente versi di meno rispetto a quanto effettivamente dovuto, può essere sanzionato dal fisco per carente versamento. Meglio quindi fare tutte le valutazioni del caso e optare per la soluzione più adatta in base alle proprie esigenze e condizioni.